Maradona, Pertini e il ciclismo dell’allora presidente della Camera dei deputati
31 MARZO 1985 La tradizione di un’intervista sullo sport a personaggi extra-sportivi nasce sulla Gazzetta dello sport per i suoi numeri domenicali degli anni Ottanta. Se ne occupava Enrico Parodi e il 31 marzo di quarant’anni fa riuscì a tirare fuori dalla sua nuvola appartata di riservatezza addirittura Nilde Iotti, presidente della Camera e terza carica dello Stato.
➣ Nilde Jotti, è vero che lei ha praticato un solo sport: trasporto di secchi d’acqua per le scale?
«Nella casa popolare, dove abitavamo a Reggio Emilia, l’unico rubinetto, era a piano terra. Così bisognava portare l’acqua su, fino al quarto piano: ottanta gradini che non ho mai dimenticato. Poi andavo in bicicletta. Ho imparato tardi a pedalare: a 18 anni. Quelle due ruote le avevo sempre sognate: suggerivano l’idea di autonomia, di libertà. In bicicletta si corre sull’asfalto ma anche sulle strade bianche, sul sentieri e in mezzo ai prati. Dappertutto o quasi. E non c’è bisogno di benzina. Poi ti avvicina alla natura».
➣ E aiuta a tenersi in forma.
«Già, ma in tempo di guerra si mangiava poco, un etto e mezzo di pane giallo al giorno, più paglia che farina. Ci si saziava di cicoria, cotta e cruda, comunque condita con l’aceto perché di olio non se ne vedeva. E mancava anche il sale. Per procurarsene un po’, serviva proprio la bicicletta. Dietro al sellino si legava una specie di carrello con sopra una damigiana: e si andava fino a Salsomaggiore, più lontano di Parma. La si riempiva la damigiana con l’acqua delle terme e si tornava indietro. Non era un viaggio tranquillo: i ponti erano stati bombardati, bisognava destreggiarsi su passerelle di fortuna. Poi c’erano i posti di blocco, più pericolosi dei fiumi. E significava pedalare per 120 chilometri. Quell’acqua portata da Salsomaggiore la si faceva bollire nel paiolo del bucato: sul fondo restava un dito di sale. Ma non era sale vero, conteneva altre sostanze chimiche, e bisognava usarlo con cautela. Pasti miseri, tanta bicicletta: speravo che tutto ciò mi permettesse almeno di dimagrire. Invece alla fine della guerra mi accorsi che avevo perso solo tre etti»
➣ Preferiva Coppi o Bartali?
«Quanto litigavano i miei compagni di scuola per quei due campioni! E c’era anche un gruppetto che non si scordava di Binda. Io non mi sbilanciavo. Ma l’eccezionale forza di volontà di quei ciclisti non l’ho dimenticata»
➣ Nella sua vita ha affrontato esperienze difficili, ha superato salite ripide.
«In montagna sono una tenace camminatrice. Ecco, anche nella vita sono cosi. La politica è più che una gara. È un cimento, aspro talora e sempre molto impegnativo. Ci si scontra su temi che riguardano milioni di persone, l’avvenire del Paese. Di fronte ad ogni problema ciascuno propone la sua soluzione. Sono progetti differenti perche ognuno difende idee o interessi diversi. E la contesa s’infiamma»
➣ La politica non appassiona più la gente.
«L’era dei grandi comizi è finita, ci sono nuovi mezzi di comunicazione, ma questo non significa il rifiuto della politica. C’e un approccio diverso: si chiede di più, e si esige di meglio. Moralità anzitutto. Poi l’Italia ha vissuto gli anni di piombo del terrorismo: un’epoca drammatica che ha generato insicurezza. Il recupero della fiducia è lento, ma c’è. Non dimentichiamo che a far muro contro il terrorismo è stata proprio la mobilitazione generale del popolo italiano che ha sostenuto l’azione coraggiosa delle forze dell’ordine e della magistratura»
➣ C’è più onestà nello sport?
«Ne dubito. Non so se le trattative del calciomercato avvengano senza “trucchi”; comunque sia, non mi piacciono. Quella “vendita” di uomini, e scusi se adopero una parola che si usava solo per gli schiavi, mi offende. Guadagnano miliardi. Chi può accumularne più di loro in una vita? Ma temo che accada a scapito della loro personalità. Poi, a parte il carattere diseducativo di certi esempi di guadagno facile, alcune esperienze fanno riflettere. Prenda il caso di Maradona: il suo arrivo avrebbe dovuto cambiare il destino del Napoli. Ma un uomo solo che cosa può fare? Certo, impegna tutte le sue forze: ma se non si crea un insieme, una squadra, credo che Maradona affronterà soltanto patimenti»
➣ Pertini è il Maradona della politica?
«Pertini ha dato all’Italia assai più di quanto Maradona abbia offerto al Napoli»
➣ E i campioni del Parlamento?
«Per eccellere servono costanza e doti di equilibrio, bisogna prevedere le conseguenze di ogni gesto, di ogni decisione. E tener conto di tutte le opinioni. Guai dimenticarsi degli altri. Chi parla sempre e solo del proprio partito non è un buon politico».
➣ Lei è presidente della Camera, arbitro del deputati.
«Parecchi giocano duro. Serve mano ferma: le provocazioni del più fallosi rischiano di scatenare l’inferno»
➣ E il partito più scorretto?
«Gli sleali sono ovunque. Ma certi partiti ne ospitano qualcuno in più»
➣ Ma tra i campioni della politica chi applaudirebbe?
«L’arbitro non applaude, fischia»
➣ Suo padre era socialista. Lei ha studiato alla Università Cattolica.
«Mio padre diceva: meglio i preti che i fascisti».
➣ Un calzolaio le impartì le prime lezioni di comunismo…
«Ogni tanto scompariva: lo portavano in galera. Quando c’era, inveiva: Siete tutti pazzi a credere in Mussolini, quest’uomo sta distruggendo l’Italia. Avevo quindici anni e credevo esagerasse. Solo più tardi mi resi conto che aveva ragione: l’Italia andò in rovina, fino a smarrire la propria identità nazionale. Il peggio che possa capitare ad un popolo»
➣ Lei è stata per 18 anni al fianco di Palmiro Togliatti (segretario del PCI dal 1927 al 1964). E’ vero che vi innamoraste in ascensore?
«È vero che lo vidi per la prima volta in un ascensore, quello d’angolo, a Montecitorio. Entrammo nella stessa sala, per la prima riunione dei deputati comunisti. Togliatti scopri cosi che anch’io ero del PCI – gruppo comunista; arrivai in ritardo per una votazione alla Camera. Vedendo qualche faccia scura, esclamai: “Coppi primo sul Falzarego! È maglia rosa!”. L’avevo sentito gridare poco prima da uno strillone. Immediatamente tutti dimenticarono il mio ritardo. Togliatti si alzò per commentare insieme con Longo e Secchia il trionfo del campionissimo. Lo stratagemma aveva funzionato»
➣ 14 luglio.1948: attentato a Togliatti. L’Italia rispose con rabbia. È vero che si evito la guerra civile perche proprio in quei giorni Gino Bartali vinse il Tour de France?
«Lo disse la radio, lo scrissero i giornali. Non l’ho mai creduto. Nessuna impresa sportiva avrebbe potuto placare tensioni cosi profonde e sconvolgenti. In quelle drammatiche ore si misurò il senso di responsabilità dei dirigenți comunisti. I medici contribuirono a evitare il peggio: salvando Togliatti»
➣ Dal 10 marzo il partito comunista sovietico ha un nuovo segretario generale: Mikhail Gorbaciov.
«Spero che alimenti il dialogo per la pace, andando avanti sulla strada imboccata da Kostantin Cernenko, suo predecessore.
➣ Gorbaciov ha 51 anni, 20 meno di Ronald Reagan…
«Non e questione di età. Mi auguro che entrambi sppiamo trovare la via dell’intesa per la sicurezza del mondo, e di ognuno di noi»
➣ Ripercorriamo la storia dei leader sovietici: Lenin (segretario del PCUS dal 1922 al 1924).
«Capì che i movimenti populisti (il terrorismo dell’Ottocento) non avrebbero guarito la Russia dai suol mali. Comprese che bisognava parlare alla gente. Un’intuizione che oggi può apparire banale ma non lo era ottant’anni or sono quando “popolo” significava servi della gleba, diseredati. Poi possedeva eccezionali qualità d’analisi e di intuizione: nel 1905 non partecipò alla rivolta contro lo zar perché sentiva che i tempi non erano maturi. Invece fu protagonista della rivoluzione del 1917: ed avviò un processo che ha cambiato il mondo».
➣ Stalin (1924-1953).
«Ha commesso crimini orrendi. Però gli vanno riconosciuti due meriti: la costruzione concreta di una società socialista in un momento difficile della storia (oggi noi critichiamo quella società, ma resta il fatto che la storia è passata da Iì) e la vittoria nella seconda guerra mondiale (le truppe sovietiche hanno contribuito in modo decisivo alla sconfitta di Hitler)»
➣ Kruscev (1953-1964).
«Ebbe il coraggio di denunciare con franchezza gli errori ed i crimini di Stalin. Ma forse non e stato altrettanto capace di proposte positive».
➣ Breznev (1964-1984).
«La normalità alla guida di un Paese che ormai aveva conquistato un ruolo di potenza internazionale, e Breznev lo faceva pesare molto»
➣ Lei ha detto: il maschio italiano non sa badare a se stesso…
«Infatti solo da poco gli uomini hanno imparato a rifarsi il letto»
➣ La parola femminismo non le piace
«Mi pare che limiti tutto al rapporto uomo- donna. Meglio emancipazione, liberazione: in questo modo il problema femminile viene esteso all’intera società».
➣ Come sono i politici visti da una donna?
«Qualche volta malati di protagonismo»
➣ Nelle elezioni europee del 1984 il partito comunista ha scavalcato la Democrazia cristiana. Dopo il sorpasso, il PCI rischia la sbandata?
«Perche mai? Non è stata una manovra pericolosa, solo un superamento piccolo piccolo» – intervista di enrico parodi, la Gazzetta dello sport