Il primo oro degli USA nello snowboard cross
Ma quale pista lotteria. Stanno vincendo i migliori e le migliori: Feuz in discesa libera, Meyer in Super-G, Sara Hector in gigante, e poco fa in slalom olimpico Petra Vlhova, la slovacca in rimonta dopo l’ottavo posto nella prima manche. È il suo primo podio olimpico, un oro storico per lei e per la Slovacchia, ma Petra è la dominatrice della specialità. Ha vinto 13 slalom nelle ultime tre Coppe del mondo, cinque su sette in questa stagione. Ha superato l’austriaca Liensberger per 8 centesimi e la svizzera Wendy Holdener di 16. Hanno sbagliato davanti a lei quelle avversarie poco abituate alla gestione del vantaggio e alla pressione di una vittoria a portata di mano. La più veloce della prima manche, la tedesca Lena Duerr, ha gettato via un margine di 7 decimi. Ha fatto solo il nono tempo nella seconda manche e ha chiuso quarta. Ancora peggio Michelle Gisin, seconda a metà gara: 18esimo tempo nella seconda porzione di slalom e sesto posto finale.
Secondo il vostro amico Roberto Liberale, tutto si può dire di queste Olimpiadi di sci alpino, tranne che gli organizzatori non abbiano preparato delle piste ottime. Hanno garantito pari condizioni a tutte le atlete, tanto che l’inversione dei 30 non ha intaccato finora i valori nelle gare tecniche.
E poi c’è il caso della povera Mikaela Shiffrin, saltata dopo poche porte nella prima manche, come era già successo in gigante. «Ho spinto forte fin dall’inizio – ha detto – sono scivolata in curva e non avevo margine per correggere l’errore. Avevo optato per una traiettoria molto aggressiva, molto rischiosa. Ma era la più veloce. Come mi sento? È orribile. Le cose torneranno alla normalità, ma ora a caldo sto davvero male. Il mio sci è stato molto solido per tutta la mia carriera e ho sempre avuto fiducia nelle mie capacità. Mi trovo in una situazione che non avevo mai conosciuto. Non so cosa sia successo, ma tra 24 ore tutti si occuperanno di qualcos’altro. Vorrei poter chiamare mio padre e parlare con lui, probabilmente mi direbbe di andare avanti, ma non è più qui per dirmelo e dunque sono piuttosto arrabbiata anche con lui (ride). Ho deluso me stessa, ho deluso le persone intorno a me, quelle che speravano o si aspettavano che avrei vinto. Le Olimpiadi non sono finite, ma è vero che il gigante e lo slalom erano le due migliori occasioni per me. Un sacco di lavoro per niente. Non devo essere troppo dura con me stessa, ma alla fine sono stata in gara cinque porte in gigante e cinque in slalom. Anche se ho sciato come volevo, aggressiva. Nonostante tutto quello che mi succede, la giornata è magnifica, ho dei compagni di squadra fantastici e il mio ragazzo ha una medaglia di bronzo al collo. Io ne ho tre nell’armadio. Sono molto delusa, ho motivo di esserlo, ma ho vissuto cose più terribili nella mia vita e ho motivo di essere ottimista per il futuro».
Quasi alle quattro del pomeriggio ora di Pechino della quinta giornata di gare, gli USA hanno vinto finalmente la loro prima medaglia d’oro con Lindsey Jacobellis nello snowboard cross. A 36 anni si è lasciata alle spalle tutte le emergenti.
BIATHLON | Johannes Thingnes Bø pensava di essersi liberato dei francesi. Con il ritiro di Martin Fourcade, immaginava che i suoi 12 Mondiali vinti in carriera lo avrebbero spinto al terzo oro olimpico in carriera. Sbagliato. La leggenda del biathlon del suo Paese, Ole Einar Bjoerndalen, lo aveva predetto: Quentin Fillon Maillet sarebbe stato il re dei Giochi. Un altro francese. Sbucato – se non dal nulla – dalle delusioni del passato.
Quando ha tagliato il traguardo della 20 km, si è sdraiato per alcuni secondi a terra, a recuperare il fiato, e poi ha incrociato le dita davanti alla telecamera. Dovevano ancora arrivare il bielorusso Anton Smolski e il russo Alexander Loginov. Uno ha sbagliato l’ultimo colpo, l’altro era troppo lento sugli sci per dargli fastidio, al massimo è riuscito a piazzarsi secondo davanti a Bø.
Quattro anni fa, racconta Marc Ventouillac su l’Équipe, aveva raggiunto al massimo un 29esimo posto nella specialità mass start. «Due miei parenti avevano avuto seri problemi di salute e io ero più preoccupato per la loro salute che per qualsiasi altra cosa. Mi ero chiesto addirittura se partecipare o meno. La mia ragazza mi aveva detto: – Fammi sognare davanti alla TV. Ma il biathlon per me era passato in secondo piano. La competizione è stata un disastro. Mi sono avvicinato a Pechino in modalità vendetta».
Ha assunto addetto stampa, un social media manager, un nutrizionista e un mental coach. Un’Olimpiade dopo, si è presentato sulla neve con il ricordo del suocero, morto nel frattempo. La ragazza gli ha detto di nuovo: – Cerca di vincere per me, per mio padre. Questa volta sì.
SHORT TRACK | I coreani sono furiosi. Un dirigente del comitato olimpico ha detto chiaro e tondo che esiste un pregiudizio nei loro confronti, dopo aver visto escludere per squalifica dalla finale dei 1.000 metri il detentore del record mondiale Hwang Dae-heon. La decisione dei giudici ha portato così a una finale composta da tre pattinatori cinesi e due fratelli di padre cinese che pattinano per l’Ungheria. A quel punto il funzionario della squadra sudcoreana Yoon Hong-geun non ci ha visto più. «Lo sport deve garantire il fair play affinché l’intera razza umana possa ottenere speranze, sogni e coraggio» sono state le sue parole alla Associated Press. La Corea del Sud è una potenza mondiale dello short track alle Olimpiadi, ma finora non ha vinto nessuna medaglia nella disciplina. Il bilancio complessivo alle 15.30 di oggi ora coreana è di un bronzo nel pattinaggio di velocità con Minseok Kim.
◆ oggi ore 12 fasi finali 1500 maschili | 14.20 finale
oggi ore 12.44 batterie 1000 femminili
51 Le parate di Ann-Renée Desbiens, portiere della Nazionale femminile canadese di hockey nella partita del girone vinta 4-2 contro gli USA. “Ci sono molti modi per guardare a un risultato. Il Canada – scrive The Athletic – ha segnato più gol nonostante sia stato sconfitto per la stragrande maggioranza del tempo nel gioco, con una prestazione debole. Gli Stati Uniti, dopo tre vittorie su avversari inferiori, con più sconfitte che vittorie contro il Canada nell’ultimo anno solare, hanno dominato ovunque tranne che nel tabellone del punteggio”.
Il risultato ha prodotto i seguenti accoppiamenti per i quarti di finale: Stati Uniti contro Repubblica Ceca, Canada contro Svezia, Svizzera contro le russe, Finlandia contro Giappone.
The Athletic replica a chi ritiene che l’hockey su ghiaccio femminile debba essere escluso dai Giochi per il gap che esiste tra le due super potenze e il resto del mondo.
“Non è un motivo sufficiente per eliminare uno sport dal programma. Se così fosse, allora avremmo dovuto cancellare il basket dai Giochi estivi a metà degli anni ’90. E se ciò fosse accaduto, non avremmo visto l’Argentina vincere l’oro nel 2006, né la Francia arrivare a cinque punti dalla vittoria nel 2021”.