La dinastia dei Kansas City Chiefs o una festa per Philadelphia: il Super Bowl che ci aspetta

Un altro Super Bowl per Mahomes o una festa per Philadelphia

 

    Trevor Lawrence e i Jacksonville Jaguars erano considerati la prossima grande novità della NFL. Sbagliato. Doveva essere l’anno di Josh Allen. Sbagliato. Doveva essere l’anno di Lamar Jackson. Sbagliato. Doveva essere l’anno dei Lions. Sbagliato. Sarà invece il Super Bowl dei Chiefs contro gli Eagles. Ancora. Di nuovo. Come nel 2022. 

Se la NBA è abbastanza incline a credere di poter avere in Oklahoma la settima squadra campione diversa negli ultimi sette anni, la NFL si fa due conti e scopre non c’era mai stata una squadra che andasse a giocare per il titolo cinque volte in sei anni. Kansas City Chiefs lo farà per la terza volta di fila con quel fenomeno di Patrick Mahomes

Ne sono usciti malconci i Bills, ancora una volta sventrati, dice Sports Illustrated con uno di quei verbi truci che hanno preso il sopravvento. Da noi va molto asfaltare e l’altro giorno girava anche uno sverniciare: il giornalismo sportivo fatto dall’ANAS.

Josh Allen è il grande battuto, il quarterback che corre per il titolo di MVP ma non vincerà il campionato. Ha perso sei partite dei playoff nel corso della sua carriera, quattro delle quali contro i Chiefs, tre all’Arrowhead Stadium. I primi due passaggi della sua partita sono finiti tra le mani dei difensori dei Chiefs. Allen ha chiuso con 22 lanci buoni su 34 per 237 yard e due touchdown, mentre Kansas City faceva affidamento sul passaggio della palla a Travis Kelce nei punti chiave del campo. 

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Nelle quattro sconfitte dei Bills ai playoff contro i Chiefs c’è un tema comune. L’attacco di Kansas City fa tutto quel che vuole. Non ha mai segnato meno di 27 punti, toccando pure 38 e 42. il punto di rottura per la difesa di Buffalo è stata la perdita del cornerback Christian Benford, uscito nel primo quarto per una commozione cerebrale. Senza Benford, i Chiefs hanno messo sotto tortura Kaiir Elam giocando dal lato suo, come Gullit con il povero Bigliardi il 1° maggio del 1988. 

Nella storia della NFL solo otto squadre avevano avuto la possibilità di fare tris nell’era del Super Bowl. Nel 2022 i Chiefs batterono gli Eagles per 38-35, in quello che sarà ricordato come il Kelce Bowl.  Se dovessero vincere anche tra due settimane, avrebbero i documenti in ordine per essere considerati la squadra più grande di tutti i tempi. 

Ma per riuscirci, Kansas City dovrà vedersela con una delle migliori della lega. Philadelphia nel basket non vince l’anello dal 1983, sta vedendo andare alla malora un’altra stagione, non sa cosa ci sia nel futuro di Joel Embiid, ma la città è scesa in strada a festeggiare le Aquile che hanno vinto 17 partite su 20 in questa stagione.

Kansas City è allenata da Andy Reid da 12 stagioni e 11 volte sono andati ai play-off. Sports Illustrated fa notare che si tratta di uno dei cicli più riusciti che abbiamo visto non solo nel football, ma in tutti gli sport nordamericani, considerando il tetto salariale e la free agency, considerando l’ordine inverso del draft, è quasi impossibile fare ciò che i Chiefs stanno per fare.

Secondo The Athletic i Chiefs hanno lasciato una scia di distruzione in una lega che fatica a tenere il passo. La carneficina ha colpito la NFL da quando Mahomes e Reid hanno imposto il loro regno del terrore nel 2018

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Da allora cinquanta allenatori hanno perso il loro lavoro, 24 direttori generali sono stati licenziati o costretti a cedere il posto. Nella sola AFC West, i Denver Broncos, i Los Angeles Chargers e i Las Vegas Raiders hanno licenziato sette allenatori più uno che si è dimesso. Sei dirigenti sono stati scaricati. I Chiefs – scrive The Athletic – sono una versione moderna dei New England Patriots di Tom Brady e Bill Belichick o dei Chicago Bulls di Michael Jordan e Phil Jackson, squadre che hanno raggiunto livelli straordinari di grandezza, cambiando il modo in cui i loro rivali venivano ricordati

 

E invece a Washington

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Prima di perdere la finale di conference contro Philadelphia, a Washington ci avevano sperato. Tutti tranne una persona, Dan Snyder. È cresciuto nel Maryland, la squadra NFL è sempre stata sui poster dentro camera sua. La passione per il club è cresciuta quando suo padre racimolava i soldi per comprare i biglietti e portarlo allo stadio. Così scrive ESPN nel raccontare la seconda vita dell’ex proprietario dei Commanders, costretto dai suoi colleghi a vendere. Ha lasciato con sua moglie la costa orientale degli USA e si è trasferito a Londra. Hanno donato una delle loro ville in beneficenza, un’altra stanno cercando di venderla. Vivono sul loro yacht o in un hotel mentre aspettano che siano finiti i lavori di ristrutturazione nella loro futura casa in Inghilterra.

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I Commanders sono ora di proprietà di un gruppo creato da Josh Harris [Harris Blitzer Sports & Entertainment], con lui sono arrivati a una partita di distanza dal loro primo SuperBowl dopo il 1991. Snyder non l’ha guardata. In America scrivono che l’ex proprietario odia il suo successore, in realtà odia il suo successo, odia questa improvvisa felicità che lui non ha mai sperimentato. Snyder ha venduto la squadra per la cifra record di 6,05 miliardi di dollari, da cui è stato detratto l’importo di una multa da 60 milioni di dollari per una serie di capi di imputazione, tra cui istigazione a molestie sessuali, gestione di un ambiente di lavoro tossico, trattenute fuori norma di entrate dalla lega.

Snyder aveva preso la squadra nel 1999 per 800 milioni di dollari. Con i suoi rappresentanti ha rifiutato di rispondere alle domande di ESPN. La lega lo mise alle corde obbligandolo a farsi da parte. Cercò di ottenere una proroga e di annullare l’accordo con Harris all’ultimo momento. Secondo ESPN si rifiutò di consegnare il numero del suo conto bancario per far inceppare l’affare. Pare che fosse stato convinto a mollare da Joe Gibbs, allenatore, un Super Bowl vinto, un alleato di vecchia data. Se non fosse stato per lui – ha detto Tad Brown, CEO del gruppo Harris – i Commanders non sarebbero passati di mano.

I rapporti commerciali di Snyder con i Commanders rimangono sotto inchiesta negli Stati Uniti. L’ex commissario della NFL Paul Tagliabue ha recentemente definito Snyder il peggior proprietario nella storia della National Football League. Sono belle soddisfazioni sentirselo dire. Snyder ha registrato una società di investimenti in Inghilterra e da lì sta conducendo i suoi nuovi affari. Continuano a circolare voci secondo cui starebbe cercando di acquistare una squadra in Premier League. Un’altra fonte di ESPN sostiene che Snyder ancora non ha elaborato i diversi passaggi che lo hanno buttato fuori dalla NFL. Prova tristezza. «Questa cosa lo sta uccidendo» dicono. Meno male che la squadra per cui tifa ha perso. 

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