Lo sport e la devastazione climatica a Mayotte

La devastazione climatica a Mayotte

Embed from Getty Images

Lo sport non esiste più a Mayotte, dipartimento e regione d’oltremare della Francia nel canale del Mozambico, regione dell’Unione europea costituita da due isole, la Grande-Terre e la Petite-Terre. È la regione più povera della Francia, una delle principali destinazioni per l’immigrazione clandestina. Lo sport non esiste più dopo il passaggio sabato del ciclone Chido che ha distrutto gran parte del territorio e ha fatto almeno una ventina di morti e diverse centinaia di feriti.

È la testimonianza che arriva dal presidente dei Diables Noirs di Combani, Ibrahima Ambdoulhanyou, partito per il Kenya poco prima dell’arrivo del ciclone, oggi diviso tra sollievo e sgomento. Per quasi 48 ore non ha avuto notizie della sua famiglia e dei suoi giocatori sull’isola. «Siamo stato tagliati fuori dal mondo, non c’è rete, tranne in uno o due posti molto difficili da raggiungere con tutte le macerie sulle strade. Due giocatori sono andati a Mamoudzou, la capitale, e mi hanno contattato per darmi qualche informazione. Sono in difficoltà, uno ha perso il tetto di casa, e si è rifugiato da un compagno di squadra»

I Diavoli Neri erano arrivati all’ottavo turno della Coppa di Francia fra le polemiche, con sette giocatori scoperti in posizione irregolare e con l’accusa di aver utilizzato dei documenti falsi. Sono stati poi eliminati il 20 novembre. «È un disastro e nessuno sa se ci riprenderemo mai». 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.