C’è un diciottenne che in queste ore sta muovendo pedoni e cavalieri per prendersi il titolo di campione del mondo. Si chiama Gukesh Dommaraju, ha 18 anni e la sua partita è già storica per il suo paese, l’India.
Gukesh è figlio di un chirurgo e di una microbiologa, Rajinikanth e Padma, appassionati di scacchi, giocatori per divertimento in casa.
“Sempre al loro fianco, a guardare con gli occhi sgranati, osservando ogni pezzo che veniva mosso sulla scacchiera, c’era fin da piccolo il loro bimbo”, così dice The Athletic, in un racconto che va alla scoperta del fenomeno.
“Il ragazzino era affascinato dalla calcolata danza in bianco e nero davanti a lui”. Ora, fresco di esame di maturità a scuola, Gukesh può diventare il più giovane campione del mondo di scacchi di sempre. È già il più giovane sfidante, un privilegio guadagnato col successo nel torneo degli sfidanti a Toronto, battendo cinque avversari tutti meglio classificati di lui. La sua è stata un’ascesa fulminea, sorprendente per un ragazzino che all’estate del 2022 era ancora classificato solo come junior. Né papà né mamma avevano pianificato che Gukesh potesse diventare quel che è. Sono state le scuole, spiegano, sono stati i maestri e gli allenatori a dir loro che su quel talento avrebbero dovuto lavorare, insistere.
Gukesh giocherà contro il detentore del titolo Ding Liren, 32 anni, cinese: la partita si tiene al meglio delle 14 manche e potrebbe durare fino al 13 dicembre. Per la prima volta in 138 anni sono uno contro l’altro due asiatici. Gukesh è originario di Chennai, costa meridionale indiana, la culla degli scacchi nel Paese. Se dovesse trionfare a Singapore, diventerebbe il secondo campione del mondo di scacchi dell’India dopo Viswanathan Anand.
È al quinto posto nel ranking del mese, forse il giocatore più in forma del momento. Ding invece è solo 23esimo. Ha avuto un regno difficile da campione del mondo. Si è dovuto prendere nove mesi di pausa per rimettere in ordine i pensieri. Si è presentato alla finale per la corona senza aver vinto neppure una partita del formato classico da gennaio. Ha giocato solo 44 volte da quando è diventato campione del mondo e alla app specializzata Take Take Take ha confessato di aver paura di perdere tanto a poco.
In conferenza stampa ha aggiunto di non sentirsi al suo apice, ma di essere finalmente in pace con sé stesso. Ding è in vantaggio negli scontri diretti con il piccolo Gukesh con due vittorie e un pareggio. Il suo punteggio FIDE massimo di 2.816 è superiore al massimo toccato da Gukesh in ottobre [2.794]. Ma Magnus Carlsen, il norvegese cinque volte campione del mondo, l’uomo che ha scelto di non difendere più la sua corona mondiale forse per stanchezza o forse per noia, tuttora considerato il numero uno nella versione classica del gioco, dice che Gukesh ce la farà, soprattutto se Ding dovesse partire male. Ding non può perdere le prime partite, questo pensa Carlsen. Non gli attribuisce energie mentali sufficienti a ribaltare uno svantaggio.
Gukesh D. Così lo chiamano nel circuito. È stato il secondo più giovane grande maestro della storia, all’età di 12 anni, sette mesi e 17 giorni. Ce ne sono 1.850 in tutto. Era un talento molto atteso. È famoso per il suo stile di gioco aggressivo, però nel tempo libero si guarda le vecchie puntate di Friends. Ding ha descritto la nuova generazione di giocatori come ragazzi senza paura.
«Ce ne sono molti – dice – nati dopo il 2000, giocano da sfrontati e sono disposti a provare molte strategie diverse, al contrario della generazione precedente»
Il grande maestro indiano Vishnu Prasanna lo ha allenato fra 2017 e 2023. A The Athletic racconta che Gukesh gli chiedeva pure cose distanti dagli scacchi, per esempio come si comportano gli atleti negli sport estremi. Alex Honnold, per esempio: scalatore americano. Gukesh voleva sapere tutto del tipo di concentrazione che cercano di mantenere. “Giocare a scacchi – sottolinea The Athletic – può causare affaticamento mentale”. Gukesh viene da 276 partite in 30 tornei, distribuite in 13 paesi diversi e in 16 mesi, con sessioni d’allenamento infilate qua e là tra le 10 e 17.
La partita più lunga in un campionato mondiale di scacchi è stata quella del 2021 tra Carlsen e Ian Nepomniachtchi, durata sette ore e 45 minuti.
“Una tale concentrazione mentale può avere il suo prezzo”. La Maratona di Mosca tra Anatoly Karpov e Garry Kasparov andò avanti per cinque mesi e 48 partite. Karpov disse a una rivista russa di aver perso 10 chili.
RIMBALZI La partita a scacchi più famosa della storia
Questa è la storia di due uomini che si sono sfidati due volte, a vent’anni di distanza. Hanno sempre avuto tra loro una tavola divisa in 64 quadrati, detti case. Hanno giocato lungo questo campo con sedici pezzi. Bianchi o neri. Uno era figlio di un fisico tedesco che lo abbandonò a due anni. L’altro aveva un padre militare e aveva imparato a muovere cavalli e alfieri in treno, durante la fuga da Leningrado sotto assedio. Uno era americano, l’altro era sovietico. Uno era Bobby Fischer, l’altro era Boris Spassky.
PUBBLICATO IN ORIGINE IL 26 NOVEMBRE 2024