Lo Slalom mentre succede | Cosa leggere, cosa sapere, cosa vedere | 9 agosto

 

  QUASI UNA NEWSLETTER 

  

VENERDI 9 AGOSTO 2024

GIORNO #14 DELLE OLIMPIADI

 

              COSA STAI PER LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE

  • IN CIMA AI PENSIERI. Gli USA sopra il tetto delle 100 medaglie – Gli highlights di oggi prima degli highlights di oggi Il ruggito di Mameli: con chi siam pronti alla morte oggi
  • IL GESTO DEL GIORNO. Il freeze: arriva la breakdance. Dove vanno le Olimpiadi, cosa accade nel 2028
  • CADUTE. Le critiche a Lyles per aver corso – e perso – con il covid
  • ARTEFICI. Il record del mondo di Sydney McLaughlin
  • ALLONSANFAN. La Francia celebra il suo pistard Thomas
  • AVREMO SEMPRE PARIGI. Non spostate quella mongolfiera: Parigi non vuole smantellare il calderone
  • IL TEMA. Quanto è Dream questo Dream Team
  • MEDUSE. Chissà se Malagò ha qualcosa da dire a Franco Falcinelli e alla federboxe per l’amicizia con Kremlev
  • La mirabolante guida alla giornata olimpica
  • Le prime pagine di sport da tutta Europa

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

   Salta direttamente al LIVE BLOG e controlla gli ultimi avvenimenti

 

 

 

 

  IN CIMA AI PENSIERI

Gli USA sopra il tetto delle 100 medaglie

La terzultima giornata dei Giochi inizia con gli USA oltre il tetto delle 100 medaglie [sono diventate 103], ma con un solo oro di vantaggio sulla Cina [30-29]. I media americani fanno il conteggio del totale e piazzano la Francia al terzo posto, ma secondo la ragioneria ufficiale e corretta quel terzo posto è saldamente dell’Australia, con 18 ori contro i 14 della Francia e i 13 di Gran Bretagna, Giappone e Corea del sud. Nel giorno del decimo oro, l’undicesimo argento e il nono bronzo, l’Italia è scesa al nono posto, scivolando anche dietro l’Olanda. Secondo la rappresentazione USA del medagliere, sarebbe invece nel G-7. 

  | CARNET Gli highlights prima degli highlights

Oggi 35 eventi da medaglia. l’atletica ci offre Sifan Hassan nei 10.000 metri, il triello dei 400 ostacoli [Karsten Warholm, Alison dos Santos, Raui Benjamin] e le staffette 4×100, ultima occasione per l’Italia di difendere almeno uno dei cinque ori di Tokyo. Giulia Zonca su La Stampa ha scritto: La 4×100 non si decide solo sui centesimi delle frazioni in corsa, ma pure sulle ore e sui passi che accompagnano i campioni in carica in finale e non è facile e non è banale né decidere la formazione e nemmeno conquistarsi un posto che ci confina oggi in seconda corsia, ma lascia agli azzurri la possibilità di risalire su quel fantastico, indelebile, podio.

Tra le USA Sha’Carri Richardson cercherà di vincere la sua seconda medaglia a Parigi dopo l’argento nei 100 dietro a Julien Alfred di Saint Lucia. Gli uomini non vincono l’oro dal 2000 e Noah Lyles si farà da parte. La portentosa squadra femminile USA di basket gioca la semifinale con l’Australia: non perde alle Olimpiadi dal 5 agosto 1992, le vittorie consecutive sono diventate 59: i quarti contro la Nigeria sono finiti 88–74 con 4 giocatrici in doppia cifra e A’ja Wilson a 20 punti. Le australiane hanno 6 giocatrici WNBA. La Francia giocherà contro la Spagna per l’oro del calcio. Ai padroni di casa manca l’oro dal 1984, gli spagnoli hanno perso la finale nel 2021. Le finali del beach volley andranno in scena per la prima volta nella storia senza nemmeno una coppia USA. ll tennis tavolo si prepara al congedo definitivo di Ma Long, forse il più grande giocatore di tutti i tempi, lasciato fuori dal torneo del singolare, colonna della squadra nella finale contro la Svezia. Ha annunciato l’addio dopo i Mondiali 2024. 

    IL RUGGITO DI MAMELI

Dopo Domenico Acerenza e Gregorio Paltrinieri nella 10km di fondo, noi siam pronti alla morte con Riccardo Pianosi nel Kite di vela, Carlo Tacchini nei 1.000 metri della canoa, Antonino Pizzolato nel sollevamento pesi categoria 89kg, Chiara Pellacani nel trampolino da 3 metri, Chiara Consonni e Vittoria Guazzini nella Madison, la staffetta 4×100, il naturalizzato Andy Diaz nel salto triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 metri, Simone Alessio nel taekwondo , Antilai Sandrini nella breakdance. Per il bronzo: l’Italia di pallavolo contro gli USA. 

IL GESTO DEL GIORNO

Il freeze

  E a due giorni dalla fine, eccoci qua, finalmente: balliamo. La Breakdance è alla sua prima Olimpiade, forse l’ultima, ma arriva per mettere a soqquadro Place de la Concorde, oggi e domani. Prima di guardare queste ragazze e questi ragazzi a testa in giù, prima di indignarsi perché siamo alle Olimpiadi, parbleu, non a Giochi senza frontiere, bisogna prima mandare a memoria qualche numero. L’età media dei telespettatori USA per le Olimpiadi di Pechino del 2008 era di 47 anni, ai Giochi di Londra del 2012 era salita a 48, ai Giochi di Rio del 2016 eravamo arrivati a 53. Uno studio Nielsen certificò che nella fascia d’età 18-34 c’era stato un crollo negli ascolti del 30% e che in quella stessa fascia a guardare le Olimpiadi era rimasto il 28 percento delle persone. 

Embed from Getty Images

Ecco, ora possiamo guardare la breakdance e darci due risposte prima di porsi le domande. Se collassano i numeri delle tv, le Olimpiadi perdono un pugno di dollari. Se i giovani sono i primi a scappare, dalle tasche cadono i dollari di oggi e quelli di domani. Così, di fianco al pentathlon moderno del barone Pierre de Coubertin e accanto alla nobile scherma, già a Tokyo sono arrivati i barbari dello skateboard, del surf e dell’arrampicata sportiva, per avere Giochi più giovanili, più urban, più inclusivi, con più ragazze.

Appena 8 anni fa in Brasile, il CIO pareva ancora il rifugio degli ultimi dinosauri in circolazione. Pensarono di poter introdurre il divieto di usare GIF su contenuti olimpici. Era il segno della totale inconsapevolezza di una nuova fruizione dello sport da parte degli adolescenti. Prendo un frammento, ne faccio un meme, lo condivido. Il tempo è mio, e lo gestisco io. Il penultimo pezzo di questa rivoluzione arriva stamattina, con la medaglia d’oro per quelli che portano gesti nuovi e una lingua nuova. Le sfide non sono batterie, assalti, match, partite: sono battle. I passi in piedi si chiamano toprock.

Le esecuzioni con le mani sul pavimento sono downrock. I ganci che portano da su a giù si chiamano go-down. Le rotazioni su se stessi: powermove. Pure quelli sulla testa. Quando si paralizzano come morsi da un bungaro fasciato, quelli sono i freeze, un esercizio difficilissimo di controllo totale del corpo, un blocco in equilibrio, certe volte su un gomito. E poi c’è il suicide: la caduta volontaria, sulla schiena, o su una spalla. Il Guardian direbbe: non ci provate a casa. 

Leggi tutto >
ORIZZONTI  Dove vanno le Olimpiadi. Cosa accade nel 2028

I Giochi di Los Angeles 2028 non costruiranno neppure un impianto. Entreranno nei palazzetti NBA, porteranno il beach volley a Santa Monica e il nuoto nello stadio cittadino della NFL. Il progetto più ambizioso dell’America è avere nel torneo di lacrosse una squadra di nativi, gli inventori del gioco, una squadra tutta loro, oltre gli USA. Mentre tutt’intorno, nelle singole federazioni, è partita la corsa a chi per primo sarà addestrare l’IA per usarla negli arbitraggi. 

Con Aligi Pontani su Domani ne ha parlato Niccolò Campriani, tre volte oro olimpico, ex dirigente del CIO, oggi sports director dei Giochi 2028. «Tra quattro anni, cosa NON faranno le macchine? È evidente che lo sviluppo dell’IA arriverà anche allo sport. Ed è altrettanto evidente che il tema tocca la sensibilità più profonda dell’uomo, e qui non c’entra lo sport. Possiamo davvero accettare che quelle che consideriamo nostre prerogative di specie vengano affidate agli algoritmi? Ci vorrà tempo e molto lavoro. L’intelligenza artificiale va addestrata. E poi bisogna distinguere: ci sono sport dove il giudizio è legato anche all’espressione artistica, non solo a un colpo dato e ricevuto. Peraltro anche nel pugilato, il contacolpi non rende mai l’idea di un combattimento, infatti è stato superato».

Campriani racconta delle variazioni in calendario [l’atletica dal primo giorno, e il nuoto nella seconda settimana], degli sport che rischiavano di uscire [«Il pentathlon moderno resterà anche se modificato in una versione piuttosto diversa; il sollevamento pesi, che dopo la sbornia di scandali si è rimesso a posto grazie a un programma antidoping avanzato; la boxe si è fatta male da sola, e continua a farselo. Ma ricordo anche che è la disciplina dove c’è stata la prima medaglia di un rifugiato, forse la più carica di significato di tutte le Olimpiadi. E che è uno sport che continua a togliere ragazzi dalla strada»], della questione homeless e di cosa siano oggi il Villaggio olimpico e la competizione per le nuove generazioni. «L’Olimpiade – dice Campriani – non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento molto potente che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di fragilità estrema». [l’intervista è tutta QUI]

 CADUTE   

Le critiche a Lyles per aver corso – e perso – con il covid

Embed from Getty Images

 

  La prima Africa d’oro sui 200 metri ha la bandiera del Botswana e il volto di Letsile Tebogo, 21 anni, nato a Kanye, un piccolo villaggio nel sud del paese, il quinto interprete di tutti i tempi del mezzo giro con il tempo di 19″46, nuovo record africano, davanti a Kenny Bednarek (19″62, la migliore partenza], e Noah Lyles [19″70], così atteso ma così ateso che del suo 19.70 – un tempo corso da 17 persone nella storia – adesso si dice che sia la misura della sua condizione precaria. A fine corsa s’è scoperto che aveva il covid, o come titola il Guardian nella sua prima pagina di sport il covid-19.70. 

Tebogo dice di correre per sua madre, morta a maggio. Sulle sue scarpette ci sono le iniziali di lei e la data di nascita, ecco perché ha sollevato le mani al cielo dopo il traguardo. «È con me a ogni passo, saperla al mio fianco mi dà moltissima motivazione. Lei mi guarda correre ed è molto, molto felice. Ho messo sulle scarpe la sua data di nascita e non quella di morte, perché mi avrebbe fatto troppo male» 

Tebogo era stato secondo sui 100 e terzo sui 200 ai Mondiali di Budapest. Una sorpresa non è, “con il suo stile fluido e apparentemente disinvolto” [L’Équipe]. Quando mercoledì ha battuto Noah Lyles in semifinale [19.96 contro 20.08] ha iniziato a pensare seriamente di poter vincere la finale. Ha la sua base d’allenamento a Brescia, dice di amare la vita piuttosto monotona che si fa e racconta del suo amore per il lavoro nella fattoria di famiglia, dove tornerà appena sarò possibile. «Mi piace prendermi cura degli animali o anche passare il tempo con i videogiochi. Penso di essere uno dei ragazzi più gentili che si possano incontrare. Mi piace parlare con tutti e restare calmo. Prima di una gara, non è il caso di fare il duro nella call room. Non è una guerra. Siamo qui per divertirci». 

Leggi tutto >

    ARTEFICI    

Il record del mondo di Sydney McLaughlin

  Quando Michael Johnson pensa che l’organizzazione dell’atletica vada corretta, pensa soprattutto a questa gara qui, i 400 ostacoli femminili, non può capacitarsi del fatto che Sydney McLaughlin-Levrone sfidi Femke Bol così di rado, quasi mai in un meeting, di fatto solo ai Mondiali e alle Olimpiadi. L’assenza di sfide, una cosa che profuma di atletica anni Settanta, si deve soprattutto all’attenta gestione della carriera dell’americana, agli ordini dal 2020 di uno dei più grandi guru dell’atletica, Bob Kersee, coach di sua moglie Jackie Joyner-Kersee, e poi di Florence Griffith-Joyner, di Valerie Brisco-Hooks, di Greg Foster, di Gail Devers, di Allyson Felix, di Athing Mu. Un tipo che lavora alla vecchia maniera. Lucida le sue stelle per performance uniche, le uniche che valgano ai suoi occhi, sul palco più grande, prendendosi gioco del mondo dell’atletica che ha bisogno di vederle più spesso, spiega stamattina L’Équipe. Tante assenze spingono molti alla malizia. Se poi arriva una finale del genere, una finale in cui l’americana ha mangiato il cervello della sua immensa rivale  [ancora L’Équipe], va a finire che le recite non esistono proprio più, se non nella versione monologo. McLaughlin-Levrone ha vinto il suo secondo titolo olimpico con il nuovo record del mondo [50″37]. Doveva essere LA gara delle Olimpiadi, insieme con i 400 stile libero del nuoto, ma esattamente come gli altri 400, pure questi sono stati sfregiati da un’unghiata sola. Il WSJ riassume così: Un epico showdown è diventata un’epica beatdown. Una disfatta. 

McLaughlin è partita dalla corsia 5, subito dietro la rivale olandese, l’americana dal look nero è esplosa dai blocchi come un demone, la più veloce a reagire allo scatto [139 millesimi] e dal primo dei dieci ostacoli, poteva vedere con la coda dell’occhio destro che era davanti a Bol. Ha insistito, ha mantenuto il ritmo, ha ingoiato gli ostacoli da 76 centimetri senza mai dare l’impressione di doverli saltare. Una meccanica perfetta. È la cronaca della corsa da L’Équipe, dove si legge pure che Bol ha corso alla cieca, troppi sforzi, troppa fatica, nel sospettare cosa stesse succedendo alle sue spalle. Quando ha visto arrivare McLaughlin-Levrone dall’interno della curva, era già asfissiata. Bol è la campionessa del mondo in carica. Ha vinto il titolo a Budapest l’anno scorso in assenza dell’americana infortunata, È scesa sotto i 51″ a La Chaux-de-Fonds a metà luglio (50″95). È partita più forte come quel giorno, ma McLaughlin più forte di lei. Bol non ha retto, aveva così tanto acido lattico ai 300 metri che ha lasciato anche l’argento. 

È il sesto record del mondo per McLaughlin-Levrone. È uno dei prodigi più studiati dell’atletica leggera da quando è stata selezionata per la sua prima Olimpiade a 16 anni, nel 2016. A Rio mancò la finale di un soffio, dopo quell’esperienza si è rivolta a degli psicologi e dice di essere stata salvata dall’incontro con Dio. «Perdere o vincere non è più il problema della mia vita. Dio mi ha fatto un dono, corro per lui». E soprattutto corre forte. Bolè arrivata a quasi 2 secondi di distanza, Con il suo 50.37 sugli ostacoli avrebbe battuto 16 delle 24 semifinaliste dei 400 metri piani di Parigi. Il record italiano dei 400 piani è 50.30 [Libania Grenot, anno 2009].  

Per lei gli ostacoli non sono un ostacolo sintetizza Barry Svrluga sul Washington Post. Non interrompono la sua cadenza. Non mettono a dura prova il suo cervello.

    GLI AMICI DEL GIAVELLOTTO A DISPETTO DEI GOVERNI 

Aspettavamo l’India, e nella gara dell’India è arrivato il Pakistan, con un giavellotto atterrato a 92,97 metri, e con la prima medaglia d’oro della sua storia nell’atletica arrivata grazie al braccio dell’introverso Arshad Nadeem. Ha ammazzato la concorrenza al secondo tentativo e dopo si è messo le mani sulla testa, come a dire che non poteva essere vero. Sicuro del titolo, all’ultimo tentativo ha mandato la lancia a 91,79, e dopo si è inginocchiato per pregare. Neeraj Chopra [89,45 – secondo] lo ha raggiunto, hanno posato nella stessa foto con le loro bandiere, così stamattina abbiamo uno scatto di due giovani uomini che tengono affiancati i colori di due paesi che non si parlano. Tra loro non ci sono problemi, Chopra lo ha ripetuto in un’intervista ad Al-Jazeera. «Lo sport ci ha insegnato a essere amici». Due asiatici ai primi due posti del giavellotto non c’erano mai stati. Tra 1924 e 2008 avevano vinto l’oro solo europei con l’eccezione dell’americano Cy Young, peraltro a Helsinki, nella culla della specialità. Nelle ultime cinque edizioni dei Giochi, l’albo d’oro ospita le bandierine di cinque paesi differenti, dall’Europa all’Asia, fino ai Caraibi di Trinidad & Tobago. 

  ALLONSANFAN

La Francia celebra il suo pistard

Le jour de gloire est arrivé per Benjamin Thomas, oro nell’Omnium del ciclismo dopo aver superato una caduta. Grazie a lui, la Francia è tornata a vincere un titolo per la prima volta dopo ventiquattro anni. L’unica cosa strana è il nome. Se Laurent Jalabert era Jajà, se Jean Pierre Papin era Jepepé, se Raymond Pulidor era Poupoù, Benjamin Thomas dovrebbe essere Bebé. Invece stamattina nessuno lo chiama così, in Francia anzi è un uomo fatto e finito che s’è preso la sua rivincita sulla delusione di Tokyo, pare che il quarto posto lo avesse scottato molto, moltissimo, lo dice pure Elia Viviani a l’Équipe, l’avversario battuto che si spinge a riconoscere di essere felice per lui, perché sa quante ne ha passate. 

Thomas è allora l’eroe felice di una tragedia mitica o mitologica, La drammaturgia dell’omnium, questa commedia in quattro atti che sposta gradualmente gli attori sulla scena principale o li allontana da essa, ha trovato il suo culmine nell’atto finale della corsa ai punti dice il giornale francese. A 25 giri dalla fine, mentre era in testa, il 28enne francese è scivolato ed è finito nello scolo alla pista, oltre che nel panico. All’inizio del pomeriggio, se ne stava ancora bello ignaro di tutto a oziare sotto un ombrellone, sdraiato sull’erba fresca, leggendo un libro nella verde tranquillità del Domaine du Tremblay, la località francese dove ha preparato questi Giochi.  Se ha potuto mettersi comunque l’oro al collo è perché il regolamento prevede che un corridore vittima di un incidente riconosciutoha diritto alla neutralizzazione per il numero di giri più vicino a 1.250 metri, conteggiati a partire dal momento dell’incidente finché non sia tornato nella posizione che occupava prima

Cédric Vasseur, il suo capo dal 2022 alla Cofidis, dice che non ha mai sentito qualcuno parlarne male. Lui si difende, per l’amor di Dio, un bravo ragazzo no, non mi fate passare per un pesce lesso, e replica: «Non sono una persona cattiva, ma quando salgo in bici mi trasformo. Sono un finto bravo ragazzo. Cerco solo di essere rispettoso dei miei avversari». Suo padre fa il falegname, suo fratello Adrian era una promessa del ciclismo ma poi l’ha raggiunto in bottega. Thomas ha raggiunto il suo picco della sua carriera nello scorso maggio quando ha vinto la quinta tappa del Giro a Lucca, cancellando l’immensa disillusione del Tour 2022, quando venne raggiunto dal gruppo a 500 metri dal traguardo di Carcassonne. Vive da 7 anni sul Lago di Garda con la compagna Martina Alzini, ciclista professionista, e il ds Roberto Damiani sostiene che ormai Thomas parli in francese con accento italiano. Mmm, deve essere una manovra per aggiungere il suo oro al nostro medagliere. 

   TITOLI   

▥  L’Équipe: Abbiamo tutti il diritto di sbagliare. La pallamano francese unita a sostegno di Dirka Mem I suoi compagni di squadra e il presidente della federazione sono tutt’uno con il terzino del Barça, nel mirino delle critiche per il pallone perso negli ultimi secondi da cui è nata la sconfitta con la Germania [QUI]

▥  L’Équipe: Una grande parata olimpica organizzata il 14 settembre sugli Champs-Élysées” – Tutti gli atleti francesi che hanno partecipato ai Giochi e che parteciperanno alle Paralimpiadi saranno invitati a una parata. Emmanuel Macron vuole celebrare i nostri atleti

  AVREMO SEMPRE PARIGI

Non spostate quella mongolfiera

Toglietemi tutto, ma non il calderone. Che mondo sarebbe senza la mongolfiera? A due giorni dalla fine, Parigi si fa domande che sembrano uscite dai migliori spot. Molte voci si levano affinché l’installazione nei giardini delle Tuileries rimanga così com’è nel panorama parigino anche dopo la parentesi olimpica e paralimpica dice L’Équipe, aggiungendo che se i desideri di tanti sembrano coincidere, la realizzazione non è così semplice. La sindaca Hidalgo lo vuole. Il primo ministro dimissionario Attal lo vuole. Il presidente Macron lo vuole. Nessuno pare rassegnarsi all’idea di smantellare quel giocattolone che il 26 luglio salì nel cielo col fuoco di Olimpia. Londra distribuì a ciascuno dei 204 rappresentanti delle 204 delegazioni un petalo del suo calderone. Parigi non sarebbe la prima città a conservare in modo permanente del passaggio dei Giochi in città. Los Angeles ha mantenuto il calderone utilizzato nel 1984 di fianco al Coliseum. Sul lungomare di Vancouver è ancora visibile la struttura che ospitò la fiamma delle Olimpiadi invernali del 2010. Ma in nessun posto è ancora acceso il fuoco. 

È qui che le cose si complicano, spiega L’Équipe. Trattandosi della prima fiamma olimpica che non utilizza energia fossile, tutto è stato studiato fin dall’inizio affinché gli elementi che la compongono fossero riciclabili. Non è stato effettuato alcuno studio per testare la resistenza del calderone alle condizioni invernali. Il braciere che a Parigi stanno iniziando a chiamare La Vasca, quella Mongolfiera che tutte le sera lascia terra intorno alle 22 per passare la notte in cielo, è composta da una fiamma elettrica [un gioco di LED e acqua)], dall’anello che la circonda e dalla palla. Una struttura di 7 m di diametro e 30 di altezza. Secondo la sindaca Hidalgo, deve restare nel giardino delle Tuileries, altrove non avrebbe lo stesso significato. Ma il luogo è sotto la tutela del ministero della Cultura, non del Comune. Vale la pena perdere un po’ del fascino e spostarlo? Un’altra questione da considerare è il budget. L’ascesa serale della mongolfiera impiega una decina di persone ogni sera. Infine bisogna capire cosa ne pensi il CIO. L’Équipe riferisce che l’iniziativa incontrerebbe i suoi favori, ma non ci sono commenti ufficiali perché s’è aperto un confronto interno. La certezza è che domenica la fiamma sarà spenta per riaccendersi il 28 agosto con le Paralimpiadi. E poi boh, dopo si vedrà. 

  TITOLI   

▥  Washington Post: Gli eventi olimpici nella Senna sono stati un’idea audace. Forse troppo audace. I Giochi di Parigi hanno visto molti grandi colpi di scena, ma forse sarebbe stata un’idea migliore lasciar perdere questo slancio

IL TEMA

Quanto è Dream questo Dream Team

  Così vanno le cose, questa è la pallacanestro. La Serbia è stata in testa per 35 minuti su 40. Aveva un vantaggio di 17 punti a metà del secondo quarto. Ma alla finale di domani contro la Francia ci vanno gli USA, con questa squadra accostata nelle chiacchiere della vigilia al Dream Team del ‘92, ma alla prova dei fatti meno Dream di quel Dream. 

La dinastia del basket maschile USA stava per crollare sotto una tempesta di triple serbe e una valanga di decisioni discutibili da parte degli allenatori, spiega Ben Golliver sul Washington post, ma Stephen Curry non ha permesso che accadesse. I serbi avevano tirato con 9 su 19 da tre per andare avanti 42-25. È finita invece 95-91. Curry ha segnato 14 dei primi 15 punti della squadra e nove triple. Nel finale il suo show ha compreso una tripla, un sottomano in transizione e due tiri liberi. Curry ha segnato più punti e realizzato più triple contro la Serbia di quante ne avesse messe insieme nelle quattro precedenti partite alle Olimpiadi, fa notare il Washington Post. Qualsiasi sconfitta degli USA alle Olimpiadi sarebbe stata sbalorditiva, ma questa lo sarebbe stata doppiamente, dato che gli americani avevano spazzato via la Serbia le ultime due volte nelle scorse settimane, ed erano dati favoriti con un margine di 15,5 punti.

Sotto accusa perciò ci finisce Kerr, che non ha sempre ottenuto la massima efficacia da un roster che vanta 11 all-star NBA. Ha tenuto Durant fuori dalla formazione iniziale, come per tutto il torneo. Durant, miglior marcatore della squadra, non aveva ancora segnato a metà partita e ha concluso con 9 punti. Kerr ha anche fatto partire Embiid al posto di Anthony Davis e ha tenuto completamente fuori dalla sua rotazione Jayson Tatum, scegliendo di far giocare Booker ed Edwards al suo posto. Embiid ha fatto la sua migliore prestazione del torneo, Davis non ha mai trovato il ritmo, Edwards è riuscito a segnare solo due punti con tre tiri.

Secondo il Wall Street Journal siamo stati sull’orlo di una delle più grandi sorprese nella storia della pallacanestro, ma gli americani hanno dimostrato cosa rende davvero questa squadra statunitense un sogno. Per esempio poter aggiungere a un Curry da 36 punti un James da tripla-doppia: 16 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. Curry – racconta il WSJ – ha detto che le ore e ore dedicate da James a fermare le sue giocate preferite sarebbero state d’aiuto, da compagni di squadra. «Mi conosce come il palmo della sua mano». Questa consapevolezza ha salvato gli USA nel momento più difficile. Gli unici giocatori che possono fermare fermano James e Curry sono uno di fianco all’altro.

MEDUSE OLIMPICHE

Chissà se Malagò ha qualcosa da dire a Falcinelli e alla federboxe

  Giuliano Foschini intervista su Repubblica Franco Falcinelli, ricordando “che è stato n.1 della Federboxe dal 2001 al 2012 e poi per dieci anni fino al 2022 alla guida dell’European Boxing Confederation di cui oggi è presidente onorario, è «un amico» di Umar Kremlev, il presidente russo pregiudicato dell’Iba, la federazione internazionale di boxe, che ha fatto scoppiare il caso Khelif. Ed è uno di quelli del «mondo della boxe», per usare le parole di Angela, quel mondo che non voleva assolutamente che la nostra pugile salisse sul ring. «Ha agito di istinto e ha sbagliato. Io l’ho detto cosa bisognava fare, “Walk over”: Carini non doveva nemmeno salire per combattere per manifesta inferiorità. E non perché fosse più debole ma perché le condizioni di quell’incontro erano inique: l’avversario aveva una prevalenza di mascolinità ».

L’avversaria, presidente Falcinelli. L’avversaria era una donna: Imane Khelif.

«Va bene. Una donna che però, come mi sembra abbiano dimostrato chiaramente le analisi effettuate dall’Iba, aveva cromosomi maschili e una condizione che non aveva nulla a che fare con lo sport femminile». E comunque scusate ma non voglio partecipare a questo tiro contro il mio amico Kremlev».

Il suo amico?

«Sì sono amico di Umar Kremlev, perché presidente di una delle più grandi e prestigiose Federazioni di Pugilato del mondo: la Russia. Ho sostenuto la sua elezione alla guida dell’Iba perché negli ultimi 50 anni nessuno dei suoi predecessori è riuscito ad assicurare alla Federazione Internazionale di Pugilato uno stato di indipendenza e di benessere economico come quelli ottenuti durante la gestione Kremlev. E non mi interessa da chi arrivano questi soldi. Io so il bene che ha fatto per l’Italia».

Un benefattore?

«Sì assolutamente sì. E un dirigente capace e affidabile».

  IL CALCIO ITALIANO

▥  Corriere della sera: La serie A dice basta ai raccattapalle. Si perde tempo” – Carlos Passerini ha scritto: Addio ai raccattapalle: un altro pezzo del calcio di una volta che se ne va, come le maglie dall’1 all’11 e «90° Minuto» alla domenica. Continueranno a recuperar palloni, ma non saranno più loro a passarli: da questa stagione i calciatori faranno da sé, come in Inghilterra, prendendoli dagli appositi coni di design piazzati attorno al campo

▥  Antonio Dipollina, Repubblica: Non senza emozione, corre però l’obbligo di segnalare che da noi oggi ricomincia il calcio ufficiale trasmesso in tv. Sul Canale 20 e su Italia 1 parte la Coppa Italia con le prime gare. Il debutto è Sassuolo-Cittadella.


     

  IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

VITE OLIMPICHE  

7,30  Le Olimpiadi – su Eurosport, Rai 2, Rai Sport, Discovery+. I canali di Eurosport sono tutti visibili su Sky per abbonati

 

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno.


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. 

Leggi tutto >

IL LIVE DI SLALOM..

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.