Il portiere dell’Ungheria che disobbedisce a Orbán

|  UNGHERIA VS SVIZZERA

La storia della Svizzera è chiusa in un paradosso. Il ciclo di questa nazionale è quello di maggior successo nella storia del calcio nel paese. È stato costruito sulla generazione dei vincitori della Coppa del Mondo Under-17 2009. È riuscita a centrare la fase a eliminazione diretta negli ultimi cinque grandi tornei internazionali, un risultato che appartiene solo alla Francia. Proprio la Francia ha lasciato lo scalpo più nobile tra le mani degli svizzeri agli Europei di tre anni fa, quando si fece acchiappare dal 3-1 sul 3-3 per poi perdere ai rigori con la parata di Yann Sommer su Kylian Mbappé. Contro la Spagna ai rigori, erano quarti di finale, andò invece male. 

Il cammino nelle ultime qualificazioni ha messo a nudo però una certa freddezza fra il ct Yakin e la squadra, prima di tutti il capitano Xhaka. Lui, Yakin, ha un carattere forte e un ego molto marcato, sottolinea L’Équipe nella guida al torneo. Yakin può essere testardo, sorprendere con le sue scelte e intrattiene rapporti complicati. Da quando è in panchina, la nazionale è diventata meno giocosa, più calcolatrice, lo stile è meno attraente. Il risultato degli Europei potrebbe decidere il futuro del tecnico, il cui contratto scadrà al termine della manifestazione. Il Guardian lo nobilita così: Yakin è l’unico allenatore ad aver vinto due volte nella fase a gironi della Champions League contro una squadra allenata da José Mourinho

Peter Gulacsi of Hungary poses for a portrait during the Hungary Portrait session ahead of the UEFA EURO 2024 Germany on May 28, 2024 in Budapest,...

VITE EUROPEE  IL PORTIERE CHE CONTRASTA ORBÁN 

L’Ungheria è una delle nazionali che ha un italiano in panchina, quel Marco Rossi al quale è stata data pure la cittadinanza nell’ottobre scorso. Il calcio è da anni uno strumento con cui  il governo di Orbán costruisce consenso. Non la spunta però con Péter Gulácsi, portiere reduce da un infortunio, uno dei convocati che hanno un posto in Bundesliga. Gioca nel Lipsia e ha per compagno di squadra il difensore Willi Orban, solo un omonimo del premier, con cui Gulacsi si dice apertamente in disaccordo [con il premier, non con il povero Willi]. 

Ne ha parlato in un’intervista con Abraham P. Romero su El Mundo. Nel 2021 Gulácsi pubblicò un post sui social parlando di amore e tolleranza, in risposta alla legge che nel suo Paese vieta contenuti riferiti all’omosessualità nelle scuole. Fu travolto dalla critiche. «Penso che ognuno abbia il diritto di decidere quanto impegnarsi nelle diverse questioni sociali. Per me – ha risposto Gulácsi a El Mundo – è molto importante che ci rispettiamo, che ci tolleriamo, che ci accettiamo. Non solo nel calcio, ma in tutto il mondo. Il colore, la sessualità, ma cosa contano… Noi calciatori riceviamo più attenzioni dai media, penso che possiamo usarla per qualche buona causa» 

Gulácsi dice che gli incontri fatti durante la sua esperienza al Liverpool sono stati molto formativi: Reina, Rafa Benítez, Torres, Xabi Alonso. «Rossi ha preso la squadra quando non avevamo successo – racconta – e passo dopo passo ci ha dato un equilibrio. Abbiamo avuto un ricambio generazionale, con tanti giovani, un’evoluzione continua. Questi risultati sono qualcosa di grandioso per il calcio ungherese. Ci sono due temi importanti. Uno: le infrastrutture. C’è stato un enorme miglioramento nell’ultimo decennio. Due: le nazioni piccole di successo hanno i loro campioni nei tornei all’estero. Questo sta iniziando a succedere anche da noi, la spina dorsale della nazionale non gioca in Ungheria. 

CHI VEDERE  SZOBOSZLAI

È il volto dell’Ungheria nel grande calcio d’élite, il giocatore – ha scritto L’Équipe – che l’Ungheria aspetta da anni, quello capace di portarla a un nuovo livello, dopo l’Euro 2021 saltato per un infortunio all’adduttore. Ha fatto la trafila nel mondo Red Bull [Lipsia, Salisburgo] fino ad arrivare al Liverpool la scorsa estate, dove si è affermato con 33 partite, in stagione. In nazionale gioca più avanti che nel Liverpool, in appoggio alle-alla punta, così diventa più decisivo sotto porta.

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