
Lo sport dovette aspettare sette mesi per avere un suo campione allo show di Mike Bongiorno. Giancarlo Lo Schiavo, uno studente universitario di Giurisprudenza, napoletano, tifoso del Milan, si prese il titolo alla ripresa autunnale del programma, oggi lo chiameremmo il debutto della seconda stagione, il 1° ottobre del 1970. Lo Schiavo si presentava sulla storia del calcio. Vinse 880mila lire dando alla domanda finale per risposta la formazione della Nazionale che due anni prima aveva vinto la finale degli Europei. Restò in carica una settimana sola. Cadde la settimana successiva dinanzi a un operaio, sindacalista e sacrestano, per aver confuso Tostão con Jairzinho.
Prima del 4 maggio 1972 non ci furono altri campioni che si presentavano sullo sport, finché arrivò Paolo Barbaro, pugliese, residente a Milano, anche lui studente in Giurisprudenza. Materia: l’ippica. Aveva lui stesso fondato l’Associazione nazionale giovani ippici. Vinse 1 milione e 880mila lire ma il suo successo rimase per alcuni giorni congelato per una risposta incompleta. Barbaro aveva indicato col nome di Beau Prince il cavallo battuto da Ribot all’Arc de Triomphe 1955 senza specificare che era Beau Prince II.
Fu giudicato un peccato veniale e tornò la settimana dopo, quando però il titolo gli fu tolto da Natalia Guidi, toscana di Cevoli, studentessa di lingue all’Università di Pisa, giunta in studio con la madre, la zia e la sorella. Natalia raccontava di voler fare la giornalista e si presentava sulla storia della Nazionale alla Coppa Rimet portando – dicono gli archivi – “occhiali di plastica color cenere”. L’Italia aveva pareggiato pochi giorni prima 0-0 contro il Belgio lo spareggio per la qualificazione agli Europei ‘72. Era quasi eliminata e il Corriere d’informazione titolò: “Sugli azzurri ne sa più di Valcareggi”. Natalia Guidi vinse 640mila lire. Era l’ultima puntata della stagione e si garantì così il ritorno alla prima di quella successiva.
Il quarto campione di sport fu Mario D’Amato, un napoletano di 35 anni e con 6 fratelli, che il 6 dicembre del 1973 vinse 740mila lire rispondendo alle domande finali sulla storia della Nazionale italiana di calcio dal 1910 al 1971. Spiazzò i giornali che seguivano il quiz con più articoli a settimana sulle vite dei protagonisti perché si dichiarò studioso del calcio e non tifoso, sebbene quella settimana il Napoli fosse in testa alla classifica. Era iniziata l’austerity. Venne battuto la settimana dopo da Daniele Monti, che si presentava sull’astronomia ma era buon sciatore e cintura marrone di judo.
Il quinto e ultimo campione esperto di sport fu Sergio Rondelli, 44 anni, nato a Reggio Emilia, medico a Tolentino. Si presentava sulla vela ed era stato protagonista di una regata in solitaria per 67 giorni al largo delle coste orientali dell’Africa. Era al quiz, disse, per comprarsi una barca più grande. Conquistò il titolo e subito 5 milioni e 260mila lire mandando a casa il campione Claudio Volontieri, un esperto di matematica che i giornali giudicavano noioso, poco incline allo spettacolo e per questo dicevano inviso a Mike Bongiorno. Rondelli rimase in carica per due settimane e cadde il 14 marzo del 74 davanti a una signora milanese che si presentava sul populismo russo. Al cinema in quei giorni Lando Buzzanca interpretava L’arbitro, il film che ironizzava sul protagonismo di Concetto Lo Bello.
Rondelli perse il titolo tra le contestazioni per una risposta sul nome della barca defender alla Coppa America. Aveva dato la risposta esatta – Intrepid – ma per un errore di traduzione da parte dei giudici risultava sbagliata. Rondelli fece ricorso, la Rai lo respinse, per qualche giorno balenò la minaccia di una causa in tribunale.
La prima puntata di Rischiatutto fu un disastro. Veniva registrata il mercoledì ma risultò piena di errori, polemiche, gaffe e contestazioni, al punto che la sera del debutto, il giorno dopo, la Rai mandò in onda solo spezzoni della registrazione come materiale dimostrativo, ripetendo tutto daccapo la settimana successiva. Il Corriere della sera commentò: “L’età d’oro dei quiz è passata per sempre”.
Non era vero. Mike lo stava portando al culmine. Allegria, Italia, allegria.