L’isolamento di Sinner, Fognini senza il tennis, lettera a Chiellini sul valore della parola libera

 

Diario dell’astinenza

 

  Le difficoltà dello sport di base Paolo Foschi su Corriere della sera ha scritto: “Lo sport di base rischia il crack. Se il mondo del calcio professionistico lancia l’allarme per i mancati incassi milionari legati allo stop dei campionati, ancora più grave è la situazione delle oltre 100 mila piccole realtà dilettantistiche sparse sul territorio In Italia, secondo l’Istat, 20 milioni di persone praticano attività sportive con più o meno impegno, mentre i tesserati, fra Coni e enti di promozione, sono almeno 12 milioni. Attività irrinunciabili sotto il profilo educativo e della salute, ma pesanti anche come valore economico: il settore genera l’1,8% del Pil nazionale (3,6% con l’indotto) e dà lavoro a più di un milione di persone, perlopiù precari, rimasti da un giorno all’altro senza reddito”.
Per Marco Bonarrigo, sempre su Corriere della sera “sapremo domani come saranno assegnati i primi 50 milioni di euro di aiuti allo sport di base previsti dal decreto «Cura Italia» per l’emergenza Coronavirus. Allenatori, collaboratori, gestori di impianti attendono notizie con ansia e preoccupazione, la stessa di Giovanni Malagò, presidente del Coni: «Le risorse sono limitate. Faremo attenzione ai soliti furbetti: il denaro deve andare solo a chi promuove lo sport». Sport e Salute Spa guidata da Vito Cozzoli erogherà i fondi tramite le società dilettantistiche senza scopo di lucro inserite nel Registro Coni, database con 115 mila soggetti che mescola (tramite alcuni enti di promozione sportiva o di discipline associate) veri promotori dello sport sul territorio a gestori di circoli ricreativi, titolari di concessioni balneari e – come è capitato in Veneto – locali notturni.

 

  Fognini  senza il tennis   ➣  Come va il match quotidiano contro l’isolamento? «Di mio sono abbastanza ansioso, quando cala il sole mi incupisco un po’. È una situazione surreale, da film, quindi cerco di tenere impegnata la testa. In qualsiasi modo: ho carteggiato delle sedie e le ho passate con l’antiruggine, ho ridipinto un cancello. Cose che mi piace anche fare, ma per cui di solito non ho tempo».
 ➣  Il tennis è fermo: meglio annullare o rimandare? «Non sono d’accordo di giocare il Roland Garros solo una settimana dopo gli Us Open. Capisco che serva per recuperare, ma è troppo vicino. Non parlo di me, ma per gente come Nadal e Djokovic, che arriva sempre in fondo, farsi quattro settimane di Slam in un mese non è salutare».
 ➣  Nadal potrebbe saltare gli Us Open, Federer il Roland Garros. «Non penso che Nadal lo farebbe. L’unico che può pensarlo è Federer, anche perché la Laver Cup è nello stesso periodo. Sono in contatto con l’Atp, so che stanno buttando giù idee per quando migliorerà. Ma non è semplice. Se continua così rischiamo di perdere tutto l’anno». | Intervista di Stefano Semeraro

 

  L’isolamento di Sinner   ➣  Per il tennis sono anche i giorni delle polemiche, con Parigi che ha deciso da sola le nuove date suscitando l’ira dell’ Atp. Lei cosa ne pensa? «Dobbiamo rimanere uniti, le scelte devono essere condivise da tutti, dagli organizzatori ai giocatori. Tutti vogliamo cominciare al più presto, ma non possiamo procedere in ordine sparso, altrimenti è il caos».
➣  Non la preoccupa un calendario troppo condensato, magari con Us Open e Roland Garros uno dietro l’altro? «Ho appena 18 anni, voglio giocare. E più gioco, più mi diverto».
 ➣  Si dice che i più giovani saranno favoriti, perché entrano in forma prima.  «Federer, Nadal, Djokovic hanno attraversato momenti in cui sono rimasti lontani dal campo per mesi e mesi e sono tornati ancora più forti. Noi giovani probabilmente saremo più pronti fisicamente, ma loro avranno l’esperienza di saper gestire una situazione psicologicamente molto particolare».
➣  In questi giorni però dovrebbe essere cancellato pure Wimbledon: salta per adesso il sogno di sfidare Federer sul Centrale. «È vero, battere Roger a Wimbledon è da sempre uno dei miei sogni nel cassetto e comunque spero di provare al più presto l’emozione di giocare sul Centrale, uno dei campi in cui ti immagini di esibirti fin da bambino. Non so ancora quale sia il mio valore sull’erba, ma intanto ne approfitto per lanciare un messaggio a Federer: “gioca un altro anno, così magari il nostro match è solo rimandato di 12 mesi”».

 

Lettera a Chiellini sul valore della parola libera – Dalle interviste che alcuni di voi concedono in questi giorni si coglie un’umanità ricca di valori e passioni, che scopre una faccia poco conosciuta del calcio italiano. Se, tra tanti dolori e disagi, un vantaggio questa crisi ha portato, è stato quello di togliere la mordacchia delle società alla voce degli atleti. Che, dalla clausura imposta dai divieti, si raccontano come padri, figli o partner premurosi, e soprattutto come cittadini consapevoli e rispettosi delle regole. Al netto di qualche bamboccione malcresciuto che, dalla sua bolla di esasperato egocentrismo, fa fatica a comprendere che cosa accada ai comuni mortali, la stragrande maggioranza dei calciatori italiani, famosi o sconosciuti, ricchi o moderatamente benestanti, ha trovato l’umiltà per accettare le rinunce imposte, allo stesso modo a tutti, dall’emergenza. E alcuni di loro hanno saputo portare la loro leadership sportiva nella vita, dando prova di generosità, di arguzia e di sensibilità.
Ora che una luce di speranza si accende dopo tre settimane di stop, illudendoci che in un tempo ragionevolmente breve torneremo a rivedervi sul campo, mi chiedo che ne sarà delle vostre voci di questi giorni. Tornerete a presentarvi al pubblico solo nelle conferenze stampa, controllati a vista da quei solerti funzionari dei club che pretendono di dettare le domande gradite e di interdire quelle scomode? Perché non conoscono la differenza che c’è tra un comunicatore e un servo sciocco? Oppure le vostre interviste torneranno a essere il prezzo che i presidenti pagano ai favori di un giornale compiacente? | Alessandro Barbano, Corriere dello sport-Stadio

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