Giorno-2 | Il giorno di Furlani e Dosso, l’attesa per Holloway e Bol

MONDIALI INDOOR 

 

La prima giornata dei Mondiali indoor di Glasgow si è chiusa con 3 migliori prestazioni mondiali stagionali, 20 primati nazionali e in aggiunta 36 primati personali, 16 tra le donne [7 solo negli 800 metri] e 20 tra gli uomini [di cui 10 nei 60 metri]

Le tre migliori prestazioni mondiali stagionali sono arrivate dalla belga Noor Vidts nel pentathlon e da Christian Coleman sui 60 metri, due volte, 6.43 in semifinale e 6.41 in finale. Secondo Stefano Tilli in diretta RAI non poteva perdere ancora, non poteva permettersi di perdere un’altra finale, soprattutto – pareva di capire – il mondo non poteva permettersi che vincesse il suo rivale Noah Lyles, sarebbe stato il segno di una sua definitiva invulnerabilità sulla distanza quasi doppia dei 100 metri olimpici. «Se lo batte qui – ha detto Tilli – vince anche a Parigi». Sarebbe stato un pessimo segno per quel Marcell Jacobs che sta cercando in Florida qualche modo per uscire dagli equivoci del post-Tokyo. 

 

I 20 primati nazionali

Nel pentathlon femminile: Saga Vanninen per la Finlandia [4677], Sveva Gerevini per l’Italia [4559]

Nei 400 femminli: Susanne Gogl-Walli per l’Austria [51.43]

Nei 400 maschili: Joao Coelho per il Portogallo due volte [46.35 in batteria, 45.98 in semifinale], Rashid Moiwa per la Sierra Leone [53.48], Attila Molnar per l’Ungheria [46.08 in semifinale]

Negli 800 maschili: James Preston per la Nuova Zelanda [1:47.59], Husain Mohsin Al-Farsi per l’Oman [1:48.47]

Nei 60 maschili: Shuhei Tada per il Giappone [6.52], Emmanuel Eseme due volte per il Camerun [6.54 in batteria e 6.52 in semifinale], Marc Brian Louis per Singapore [6.69], Sibuiosso Matsenjwa per Swaziland [6.74], Joseph Green per Guam [7.04], Daniel Tolosa per le Isole Cook [7.23], Karalo Hepoiteloto Maibuca per Tuvalu [7.27]

Nei 1500 femminili: Maia Ramsden per la Nuova Zelanda [4:06.51], Maria Pia Fernandez per l’Uruguay [4:17.77]

Nei 1500 maschili: Fayez Abdullah Al Subaie per l’Arabia Saudita [3:48.73]

 

CARNET | LE STELLINE DELL’ATTESA

Il programma del Giorno-2

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

★★★★★ La finale del salto in lungo con Mattia Furlani [ore 11]

★★★★☆ Gli sprint di Zaynab Dosso [ore 12.20 – 20.45 – 22.45]

★★★☆☆ Gli ostacoli di Holloway con Simonelli [ore 11.10 – 20.10 – 22.30]

★★☆☆☆ L’attacco di Femke Bol al record del mondo dei 400 [ore 22]

★☆☆☆☆ La finale dell’asta femminile [ore 20.05]

 

  ORE 11  La finale del salto in lungo

Sono quindici gli avversari di Mattia Furlani, a soli 19 anni già il più atteso italiano ai Mondiali indoor dopo l’8,34 saltato in Ancona, la migliore misura dell’anno. Il favorito numero 1 rimane però il greco Miltiadis Tentoglou, il dominatore degli ultimi anni, campione in carica dei Giochi, dei Mondiali e degli Europei al chiuso o all’aperto che sia. Outsider: i giamaicani Tajay Gayle e Carey McLeod, figli di un dio minore, fuori dalla velocità che ha trovato ieri con Blake un bronzo nel dopo Bolt

La pedana è veloce: «È una bomba, è bellissima – ha detto Larissa Iapichino dopo averla testata – ne adoro anche il colore». 

 

  MAMELISMI  Chi è Mattia Furlani

Terzogenito di una famiglia che nel 2010 si è trasferita a Rieti dopo aver vissuto a Grottaferrata, sui Castelli Romani. Sua sorella Erika è stata vicecampionessa mondiale allieve del salto in alto nel 2013, bronzo europeo under-23 nel 2017. Papà Marcello è stato un altista da 2.27 nel 1985, mamma Khaty Seck una velocista di origini senegalese. Dagli 8 ai 13 anni Mattia si è dedicato al basket. Studia in un istituto a indirizzo linguistico. 

 

 

  ORE 11.10  Gli ostacoli di Grant

Grant Holloway non perde una gara sui 60 metri ostacoli da 10 anni. La sua ultima sconfitta è del 2014, quando da sedicenne perse agli US High School Indoor Nationals di New York. Perse significa che arrivò secondo. Ora è tre volte campione del mondo dei 110, campione in carica sui 60 e detentore del record mondiale, limato a 7.27 nelle batterie dei campionati americani di Albuquerque. Lui pensa che ci sia ancora spazio per migliorare. È in grande forma. 

Il suo avversario interno si chiama Trey Cunningham, secondo miglior tempo del 2024. L’Europa non vince il titolo dal 2018 e mette in pista lo svizzero Jason Joseph, i francesi Belocian e Kwaou-Mathey [terzo crono mondiale dell’anno], gli spagnoli Martinez e Llopis, il polacco Szymanski e poi Lorenzo Simonelli, che ha battuto tre volte il primato italiano. 

SEMIFINALE ALLE 20.10 | FINALE ORE 22.30

 

  MAMELISMI  Chi è Lorenzo Simonelli

È nato in Tanzania, il paese di sua madre. A cinque anni si è trasferito stabilmente in Italia, con il rientro nel paese di suo padre, antropologo e ricercatore. Ha fatto nuoto fino alle scuole medie. Diplomato al liceo scientifico scienze applicate, ora studia scienze motorie. Vive all’Eur. È appassionato di basket.

 

 

ORE 12  L’heptathlon maschile

Ken Mullings delle Bahamas è il sorprendente leader delle classifiche mondiali 2024. Solo l’anno scorso ha superato il numero dell’eccellenza e degli 8mila punti nel decathlon. In Illinois alla fine di gennaio ha stabilito il primato personale in sei delle sette discipline, con il record nazionale complessivo di 6340 punti. È salito al 21esimo posto nella classifica mondiale di tutti i tempi indoor, primo atleta del suo paese a medaglia nelle discipline multiple. 

Simon Ehammer ha un personale migliore. Vinse l’argento a Belgrado due anni fa con il record svizzero di 6363 e mesi dopo il bronzo mondiale nel salto in lungo, con l’argento europeo nel decathlon. Eppure proprio il salto in lungo è stato la sua rovina, con tre nulli che lo hanno messo fuori causa agli Europei indoor. 

La Norvegia si scalda per la rivalità interna tra Sander Skotheim e Markus Rooth: negli ultimi due anni si sono tolti a vicenda il primato nazionale. Rooth non ha mai partecipato a una gara di heptathlon in una grande manifestazione indoor. Harrison Williams, americano, non gareggia in questa specialità dal 2019, quando vinse il titolo indoor NCAA.

Sarà di certo un oro inedito, in assenza dei fenomeno Warner, LePage e Mayer. 

 

 

ORE 12.20  Gli sprint di Zaynab Dosso 

Anche nei 60 femminili l’oro andrà a un nome inedito. Le due più veloci dell’anno sono state la polacca Ewa Swoboda e la sprinter di St. Lucia Julien Alfred, entrambe sotto i 7 secondi. Il terzo crono è di Zaynab Dosso, nelle ultime settimane in grande condizione con il primato italiano. Non c’è mai stata un’azzurra in finale nella storia. Le USA hanno in Aleia Hobbs la punta, la Giamaica ha portato la veterana Forbes e la giovane Briana Williams.

SEMIFINALE ALLE 20.45 | FINALE ALLE 22.45 

 

  MAMELISMI  Chi è Zaynab Dosso

Il suo nome in arabo significa saggezza. È nata in Costa d’Avorio ed è arrivata in Italia nel 2009 da Abidjan – per ricongiungimento con i genitori partiti nel 2002 per motivi di lavoro. È cittadina italiana dal 2016. Ha scoperto l’atletica a 13 anni grazie all’insegnante di educazione fisica. Ama il ballo e la fotografia. 

 

 

ORE 13.10  La semifinale di Eloisa Coiro

La gara degli 800 è quella che ha fatto segnare il maggior numero di primati personali tra le donne. Anche Eloisa Coiro ha abbassato il suo limite, scendendo per la prima volta sotto i 2 minuti. 

  MAMELISMI  Chi è | Ha praticato nuoto e tennis, all’altetica è arrivata per caso nel 2013. Romana dei Parioli, diplomata al liceo francese, laureata in economia e finanza alla Luiss. Si allena all’Acqua Acetosa. 

 

 

ORE 13.10  Gli 800 con Catalin Tecuceanu

C’è un italiano anche nelle semifinali degli 800. Catalin Tecuceanu si è qualificato con il secondo posto nella terz abatteria. È nato in Romania, Vive in Italia dall’inizio del 2008 quando la famiglia si è trasferita in provincia di Padova per raggiungere il papà, arrivato sei anni prima. Si è avvicinato a dodici anni all’atletica perché la praticavano i fratelli. Ha studiato all’istituto professionale meccanico. 

 

 

ORE 20.05 L’asta femminile 

Una gara di livello altissimo. La più bassa misura di ingresso fra le iscritte è di 4 metri e 71 centimetri. La britannica Molly Caudery è in una forma spettacolare, con primati personali a ripetizione, fino a toccare 4,86 in Francia nei giorni scorsi. Ma le favorite restano la statunitense Katie Moon e la due volte oro-mondiale indoor Sandi Morris. La neozelandese Eliza McCartney è al picco della carriera, non si possono escludere dai pronostici la canadese Newman e la campionessa d’Europa Wilma Murto, finlandese. Roberta Bruni è a Glasgow con l’ambizione di riprendersi il record italiano. 

 

  MAMELISMI  Chi è Roberta Bruni

È cresciuta a Nazzano, in provincia di Roma, all’età di 18 anni si è trasferita a Rieti. Ha praticato judo ed è stata avviata all’atletica da un insegnante di educazione fisica. È diplomata al

liceo scientifico con indirizzo biologico, si è laureata in scienze forestali. Grande amante degli animali.

 

 

ORE 20.40  Il triplo maschile senza Diaz

Nelle ultime undici edizioni non si è mai andati sul podio con una misura inferiore ai 17 metri e 20. Rispetto ai Mondiali di due anni fa torna il cubano Lazaro Martinez ma non c’è il campione olimpico Pichardo, così com’è assente il capolista mondiale Andy Diaz, che solo dal 1° agosto potrà rappresentare l’Italia. Il favorito è Hugues Fabrice Zango, del Burkina Faso, oro a Budapest. L’Italia ha portato Emmanuel Ihemeje – seconda misura tra gli europei ex aequo con il tedesco Max Hess. L’Europa non vince dal 2010: ci riuscì il francese Tamgho.

 

  MAMELISMI  Chi è Emmanuel Ihemeje

È nato a Carrara da genitori nigeriani, a quattro anni si è trasferito in provincia di Bergamo ed è cresciuto a Zingonia, nel comune di Verdellino. Ha giocato a calcio. All’inizio del 2020 è andato a Los Angeles, dove si era già trasferita la famiglia, per studiare biologia alla California State University di Northridge. Si è trasferito a ridosso della pandemia a Eugene, nell’università dell’Oregon con il tecnico Robert Johnson. Viaggi e shopping sono le sue passioni.

 

 

ORE 21.15 e 21.40 I tremila donne e uomini

Gudaf Tsegay punta all’oro per l’Etiopia dopo quello di Belgrado sui 1500 metri. Ls Scozia trepida per Laura Muir. Il Kenya si affida alla siepista Beatrice Chepkoech.

Altra Scozia nella gara maschile, grossa attesa per Josh Kerr, campione del mondo dei 1500. L’assenza di Jakob Ingebrigtsen lo agevola.

Il Guardian ha raccontato che sul suo visto statunitense, Kerr è descritto come un entertainer. Le sue esibizioni durante l’inverno lo confermano. Ha chiuso l’anno correndo una mezza maratona in 61 minuti – e nella sua unica gara del 2024 ha infranto di quasi tre secondi il record mondiale di Mo Farah sulle due miglia indoor. 

Gli avversari sono due due etiopi di livello mondiale, Selemon Barega e Getnet Wale, oltre allo statunitense Yared Nuguse in ascesa. 

Al Times Kerr ha detto di non provare alcun rancore nei confronti di Jakob Ingebrigtsen. Una volta il norvegese ha deto di poterlo battere anche bendato. Ecco. 

 Dopo aver conquistato il bronzo olimpico nella finale vinta da Ingebrigtsen nel 2021, ha messo fuori servizio i festeggiamenti e ha detto che il terzo posto non era sufficiente. Era sempre stato così. Da ragazzo, suo padre, giocatore di rugby, non gli aveva detto che sarebbe diventato un olimpionico, gli aveva detto che sarebbe diventato un campione olimpico. Quindi continuerà a dire quello che pensa anche se questo fa arrabbiare alcuni rivali. “Non ho molti filtri, il che a volte non è eccezionale per le interviste”, afferma.

 

 

ORE 22 L’attacco di Femke Bol al record del mondo

Secondo il sito di World Athletics è un’idea che le potrebbe passare per la testa. Lo ha abbassato a 49.24 ai campionati olandesi del 18 febbraio, con un miglioramento di 2 centesimi rispetto al tempo corso sulla stessa pista 12 mesi prima. O forse si farà bastare il primo titolo mondiale indoor, dopo due medaglie d’argento – nei 400 e nella 4×400 – di due anni fa a Belgrado.

L’Olanda può far doppietta con Lieke Klaver

 

 

ORE 22.10  I due giri di pista maschili

Due primati nazionali caduti in semifinale, tre primati personali e due miglior crono stagionali. Duello fra Karsten Warholm e il trinidegno Jereem Richards, in assenza del canadese Christopher Morales-Williams primatista del mondo. 

 

fonti della guida Fidal | World Athletics | Let’s Run

 

Cosa si legge in giro

 

  L’UNICORNO  Il bronzo di Fabbri nel peso

Gaia Piccardi sul Corriere della sera: È grande come il mondo il cuore di Leonardo Fabbri, da Firenze con furore, diplomato all’alberghiero, ultrà viola diventato (quasi) ascetico in nome dell’atletica: 25 chili persi dal 2022, ora si è fermato a 125 kg.

Il bronzo del peso al Mondiale indoor atterra in Italia perché oggi Leo è più sereno, leggero, forte. Sembra un passo indietro rispetto a Budapest l’anno scorso (argento all’aperto) ma nella stagione olimpica è una medaglia che vale

«I giudici – ha svelato Fabbri – a me e a Zane non hanno approvato i pesi da gara: han sostenuto presentassero dei pozzetti che avrebbero favorito il grip. Abbiamo dovuto lanciare con attrezzi non nostri, scivolosi ed è assurdo, quando invece certi record del modo vengono omologati». Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello sport spiega: Il riferimento è ad alcune prestazioni di Crouser, contestate per possibili nulli di pedana

 

  IL MOSTRO  Coleman vs Lyles

Giulia Zonca su La Stampa: Non può vincere i 60, i 100 e i 200 in una sola annata, l’impresa resta esclusiva di Gatlin, Greene e Shelly Ann Fraser. È un tesoro inestimabile dedicato a pochi intrepidi, ma per quanto ha sbagliato Lyles in questa giornata, in realtà, è quasi incredibile che abbia preso l’argento in 6″44 e ce l’ha fatta solo perché è l’atleta più determinato che ci sia, tanto da recuperare pure in 60 metri. Dopo pochi appoggi Lyles si sbilancia butta le spalle avanti e si scompone, sarebbe abbastanza per uscire dai giochi in una prova tanto rapida, però lui si riprende e spinge. Avesse avuto 100 metri a disposizione li avrebbe vinti però questo è un terreno in cui ci si sbrana allo start, i margini sono nulli e gli specialisti di solito trionfano, tranne se in giro c’è un avversario speciale. Lyles aveva messo su il suo show. Sopra gli altri, in alto a dominare la scena quando ancora la sfida deve cominciare, in vista: salta davanti ai blocchi prima di mettersi in posizione. Gli altri lì sotto, chi con la testa bassa in cerca di concentrazione, chi con lo sguardo puntato verso l’orizzonte, Coleman con le mani sui fianchi a raccolta delle energie e il rivale a sprecarle. Lo fa sempre, fino qui un rischio calcolato, il suo modo di dare ai nervi a chi sa di poter correre più veloce di lui. Coleman stavolta va dritto per la sua strada, pure con gesti alla Jacobs: le braccia incrociate sul petto, le mani aperte vicino alla testa, parte bene come sa e non si guarda certo indietro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.