Quattro partite in 24 ore portano in campo le migliori giocatrici di pallavolo. Come se fosse un Mondiale, con l’eccezione di Melissa Vargas, la cubana naturalizzata turca che se n’è andata a giocare in Cina, al Tianjin. La Champions femminile è arrivata ai quarti e si è divertita a spettinare pronostici, gerarchie, calendari, tutto.
Le due finaliste turche di un anno fa si sono fatte strappare il primato nel girone eliminatorio, così sono scivolate ai play-off e ora finiscono per incrociare precocemente il cammino con due italiane. È dal 2018 che in Champions non ci sono in semifinali nazioni diverse da Turchia e Italia. Quella volta l’eccezione fu la Romania con l’Alba-Blaj. Nel 2022 sarebbe passata una fra Dinamo-Ak Bars e Dinamo Mosca, ma la messa la bando della Russia dalla comunità internazionale ha cancellato la possibilità.
VAKIFBANK-CONEGLIANO
È la riedizione delle finali 2017, 2021 e 2022. In Veneto affrontano la partita più delicata surfando sulle onde delle voci di mercato, e sono voci micidiali. La squadra potrebbe avere presto una nuova palleggiatrice [la giapponese Nanami Seki] al posto della fenomenale Joanna Wolosz e aggiungerà alla batteria di attaccanti la brasiliana Gabi, stasera avversaria dlal’altra parte della rete. Secondo Gian Luca Pasini, firma della Gazzetta, Conegliano potrebbe finanche essere tentata dall’idea di riportare a casa Paola Egonu: lo ha scritto qualche mese fa nel suo blog Dal 15 al 25.
Conegliano non ha ancora perso in campionato, il VaikfBank di Giovanni Guidetti è terzo in Turchia. Le sue eccellenze a parte Gabi: l’alzatrice turca Cansu Ozbay, l’opposta Jordyn Thompson che fece la finale a Milano l’anno scorso, Alexandra Frantti vista a Casalmaggiore, al centro Chiaka Ogbugu – altra ex della partita – e la veterana Zehra Gunes, alla settima stagione con la stessa maglia. La libera è Ayca Aykac.
LODZ-MILANO
Un’altra sfida-rivincita di un anno fa, stavolta personale: Valentina Diouf vs Paola Egonu. ank con altri colori. Si sono molto inseguite e si sono raramente acchiappate. Valentina era la stella della pallavolo italiana quando Paola era la promessa. Ora Paola è la stella, mentre Valentina cerca altrove sé stessa. Diouf e Egonu hanno giocato la prima volta insieme in Nazionale al torneo di qualificazione per le Olimpiadi del 2016. Ad Ankara l’Italia tremò, rischiò di essere eliminata. Era nel gennaio di nove anni fa, addirittura. Diouf giocava da opposta, Egonu era ancora alla banda, schiacciatrice-ricevitrice. Il Ct Marco Bonitta avrebbe fatto più tardi le sue scelte: fuori la prima, sia dal preolimpico di Tokyo sia dai Giochi, con un famoso sms che fece discutere noi e infuriare lei. L’ascesa di Egonu è diventata vertiginosa da allora. Senza rivalità, senza alternative.
Diouf-Egonu è il dualismo che potevamo avere e non c’è stato. Quando si incrociarono la prima volta da avversarie in campionato, Davide Romani le intervistò insieme per la Gazzetta. Diouf diceva che la sua passione sportiva, oltre il volley, era il basket. «Sia l’Nba che quello italiano». Egonu diceva di guardare il tennis, «Serena Williams in particolare». Diouf raccontava di preferire «la super in posto 2», il pallone che la palleggiatrice alza alle sue spalle per l’attaccante, Egonu invece sceglieva come attacco numero uno la pipe, il tiro dalla seconda linea in posto 6. Di Paola, a Valentina piaceva «la sua prestanza fisica». Di Valentina, a Paola «la sua grinta, il modo in cui reagisce davanti alle difficoltà in campo». Parlarono di Nazionale: «un orgoglio» [Valentina] e «una bella responsabilità» [Paola].
Parlarono anche di razzismo. «Ultimamente non mi è più successo. È comunque una cosa che mi manda in bestia, impazzisco. Purtroppo ancora abbiamo a che fare con queste cose» [Diouf]. «In passato c’è stato qualche episodio che mi ha riguardato ma ora non più. Spero anche che diminuiscano questi episodi, confido nella crescita mentale delle persone» [Egonu].
Valentina Diouf è stata la migliore realizzatrice della fase a gironi con 135 punti, alla pari di Ekaterina Antropova di Scandicci. Altri punti di forza del Lodz: la alzatrice brasiliana Roberta Ratzke, alla banda Alexandra Dudek e la 36enne brasiliana Amanda Campos Francisco, le centrali Aleksandra Gryka e la nazionale Kamila Witkowska, la libera è Kinga Drabek.
Diouf parla di Egonu
Lei è stata la prima atleta di colore a vestire la maglia azzurra. La prima a scendere le scale del Teatro Ariston a Sanremo. La prima a parlare anche di razzismo e bullismo nello sport.
«Essere la prima a fare le cose non è sempre facile. Rompere il ghiaccio, buttar giù le barriere, sconfiggere i pregiudizi è complicato. Quelli che vengono dopo hanno sicuramente la strada più semplice. Ma io sono fiera, mi piace l’idea di lasciare il segno…»
➣ Insomma non conviene…
«Sicuramente sono “famosa” perché non ho problemi ad espormi con tutto quello che ne consegue. Se gioco all’estero un motivo c’è o no? Alla gente non piace quando ti esponi. Poi viene additata come scomoda perché hai un’opinione. Vieni additata come ingestibile. Sinceramente preferisco essere additata come ingestibile piuttosto che diventare una vittima del sistema. Io sono ferma sulle mie idee ma questo non significa che non sono in grado di fare bene il mio lavoro»
➣ Giocare per l’Italia è ancora un suo obiettivo?
«Con la Nazionale credo di aver chiuso per sempre. Anche perché Mazzanti fa di tutto per non incontrarmi e quando mi vede mi gira al largo.
Ma non credo di mordere…»
➣ L’Italia è un Paese razzista come ha detto Paola Egonu?
«L’Italia non è un Paese razzista. Dire che l’Italia è un Paese razzista significa generalizzare. Non me la sento di unificare l’Italia con un messaggio negativo. Ci sono ancora delle situazioni spiacevoli perché altrimenti non saremmo qui a parlarne ma la sensibilizzazione non va fatta sulle nuove generazioni. Per loro non esiste il razzismo. È un discorso da fare per le generazioni più vecchie. Il mio modo di comunicare è quello di dare messaggi positivi. Non dare messaggi negativi, insultare o attaccare. Certo è più facile. Fai più rumore. Ma così fai il gioco di tutte quelle persone e crei più odio…».
➣ Non le piace il vittimismo…
«Non penso sia la chiave giusta per farsi capire. È più comodo. Quello sì. La cosa più difficile è prendere una posizione. Ha delle conseguenze. Basta guardare me. Io ho sempre preso delle posizioni e ne ho pagate le conseguenze. Ma va bene così. Io alla mattina mi guardo allo specchio e dico: “Vale io sono fiera di te. Perché tu non te ne frega niente di quanto posso stare antipatica perché hai preso una posizione sui razzisti”. Mi hanno dato la possibilità di dire la mia e lo faccio. La condividi? Non la condividi? Parliamone. Prendere una posizione significa incitare al dibattito. È il dibattito che ti fa crescere. Non è insultare, non è fare la vittima, non è farsi compatire… Mettiamo sul tavolo le nostre idee e vediamo!»
➣ Le piacerebbe parlarne pubblicamente anche con Paola Egonu?
«Abbiamo due modi tanto diversi di comunicare…»
➣ Ma esiste rivalità tra Valentina Diouf e Paola Enogu?
«Per me questa rivalità non esiste. Non è mai stato un mio obiettivo avere una rivale in campo o fuori. Non l’ho mai cercata e non mi è mai importato nulla. Io sono concentrata su me stessa. Non mi interessa entrare in rivalità con qualcuna perché penso di sprecare un sacco di energia. Non ho lo malattia dell’invidia o della gelosia…» – intervista di luca uccello, Leggo, 19 giugno 2023 [tutta qui]
STOCCARDA-FENERBAHCE
La pallavolo tedesca è a una partita di distanza dal ritorno in semifinale dopo 35 anni. L’ultimo club femminile a riusciri fu la Dynamo Berlino nel 1989. Era ancora la polisportiva cara alla Stasi, alla sua quarta presenza consecutiva fra le migliori quattro d’Europa. Una volta caduto il Muro, la Dynamo ha seguito il destino della squadra di calcio, spazzata via dalla mappa per mancanza di competitività. Lo scoglio dello Stoccarda è il Fenerbahce del dopo Vargas. Stefano Lavarini ha ricostruito la squadra intorno alle schiacciate di Magdalena Stysiak.
in tv oggi ore 17.30 Dazn: VakifBank-Conegliano | 18 Dazn: Lodz-Milano | 19 Dazn: Stoccarda-Fenerbahce | domani ore 17 Dazn: Eczacıbaşi-Scandicci