Un tempo il Mont Faron era il traguardo più atteso del Giro del Mediterraneo. Un tempo significa una trentina d’anni fa, quando la corsa era piazzata in calendario al principio della stagione. Si andava là per preparare la Tirreno, la Parigi-Nizza, la Sanremo. Anche la Parigi-Nizza stessa ogni tanto passava sulla salita, meno spesso ma vincevano sempre grandi nomi, un Rominger, un Vinokourov. Al Giro del Mediterraneo tra 1994 e 2002 lassù arrivavano primi solo gli italiani [Cassani, Bugno, Rebellin, Basso, Bartoli] eccetto una volta che l’ha remporté Laurent Jalabert.
Guardavi l’arrivo sul Mont Faron e capivi chi avrebbe fatto il Poggio con una marcia in più degli altri. Cinque km e mezzo di salita, una pendenza media dell’8%, il secondo km all’11%. Non una grande salita ma una salita grande. Come quel famoso pennello.
Adesso il Mont Faron lo mettono in coda a una corsa di un giorno, la Classic Var, dove ieri il norvegese Tobias Halland Johannessen ha fatto quel che ogni tanto accade nel ciclismo. Credeva di aver vinto. Succede a chi non ricorda che davanti c’è un avversario in fuga, succede a chi nello sprint si rialza un poco prima della linea per esultare. Lui pensava di aver tagliato la linea del traguardo e ha rallentato godendosi la vittoria, racconta Bicisport, “peccato che l’arrivo fosse alcuni metri più avanti”.
Con la maschera di Marino Basso [questa è per boomer], da dietro è arrivato il francese Lenny Martinez e ha vinto. Lenny ha 20 anni e nel suo paese è molto atteso. È nato a Cannes, ma anziché andare a vedere i film al festival, da ragazzo se ne stava in bicicletta. Viene dal ciclocross e da una famiglia di professionisti. È figlio di Miguel Martinez , nipote di Yannick e di Mariano.
Gli piacciono i traguardi con un certo fascino e con un nome. L’anno scorso ha vinto una sola corsa, ma in cima al Mont Ventoux. La sua squadra lo sta facendo crescere senza troppe pressioni. Ha corso solo una classica, lo scorso Lombardia, senza arrivare al traguardo. Lo vedremo al Giro di Catalogna, al Romandia, al Giro di Svizzera, a fine stagione alla Vuelta.
L’Équipe stamattina fa un bel gioco di parole con il monte e lo chiama fanfaron, in sostanza uno spavaldo – anche se in italiano [e ancor più nella lingua madre del papà di Slalom] il significato è più corrotto. Papà Miguel ha detto al giornale francese che la storia del Mont Faron è speciale per la loro famiglia. “Tuttavia, a difesa del norvegese vincitore del Tour de l’Avenir 2021 – scrive L’Équipe – bisogna ammettere che era facile perdere l’orientamento e sapere quale fosse davvero il traguardo corretto tracciato sul Monte Faron”.
#Replay 🎥 / #ClassicVar 🇫🇷
Ce final restera dans le best-of de l’année : 🇳🇴 Tobias Johannessen (UXM) fête bien trop tôt sa victoire et se fait par conséquent sauté sur la ligne par 🇫🇷 Lenny Martinez (GFC).👇🏼 Revivez le sprint au sommet du Mont Faronpic.twitter.com/adWLLkFxhJ
— Renaud Breban (@RenaudB31) February 16, 2024
C’è un altro Martínez protagonista in giro per le strade d’Europa, si chiama Daniel Felipe, 27 anni, colombiano, nell’anno del covid ha vinto la tappa del Tour a Le Puy Mary e la classifica del Delfinato. Oggi difende la maglia da leader dell’Algarve in una cronometro di una ventina di km. Ha 4 secondi di vantaggio su Evenepoel, 12 su Kuss, 18 su Pidcock e Geoghegan Hart, 22 su van Aert. Il percorso è ondulato, con un tratto insidioso nei primi chilometri, quando si sale all’8% per 800 metri. Gli ultimi km saranno piuttosto tecnici, a causa di una curva di 500 metri con una pendenza media del 5,2%.
Lo scrive L’Équipe stamattina nel raccontare che invece ieri ha fatto una gran sorpresa a tutti proprio van Aert. Aveva annunciato che non avrebbe fatto lo sprint di Tavira e invece eccolo là, non solo nel mucchio, ma pure primo al traguardo, per la prima vittoria della stagione.
Il giornale belga Het Nieuwsblad scrive che “a volte le decisioni impulsive sono le migliori. Solo tra i 10 e i 15 km dal traguardo Wout van Aert ha deciso di unirsi allo sprint. La sua classe e la sua esperienza hanno fatto il resto”.
Alla Soudal-Quick Step sono invece preoccupati per Remco Evenepoel, un insetto gli è volato nell’occhio destro lungo la strada. Se fosse successo alla Sanremo, dicono gli analisti del giornale belga, avrebbe dovuto fermarsi sulla Cipressa.
“𝗧𝗵𝗮𝘁 𝘄𝗶𝗹𝗹 𝗳𝗲𝗲𝗹 𝘃𝗲𝗿𝘆 𝗴𝗼𝗼𝗱!”
🇧🇪 Wout van Aert wins Stage 3 of the Volta ao Algarve with a spectacular sprint to claim his first victory of the season ⚡️#VAlgarve24 | @WoutvanAert | @vismaleaseabike pic.twitter.com/iCSiHirLFu
— Eurosport (@eurosport) February 16, 2024