Il Fla-Flu è nato 40 minuti
prima del nulla,
prima della vita
Nelson Rodrigues
Come nacque il Fluminense
Oscar Cox fondò il Fluminense assieme a diciannove amici. Fu la prima società di Rio, dove le partite diventarono ben presto eventi mondani. Le squadre erano composte da studenti e da professionisti provenienti dalle famiglie più altolocate della città. Il Fluminense dava la possibilità di sfoggiare classe ed eleganza. Le donne nelle tribune vestivano all’ultimo grido e gli uomini, impeccabili in giacca e cravatta, attaccavano alle loro pagliette i nastrini con i colori della loro squadra. Si compiacevano dell’atmosfera all’inglese…. Solo nel momento in cui i neri avrebbero potuto giocare ai massimi livelli, il calcio si sarebbe potuto definire davvero brasiliano. All’inizio non li lasciarono partecipare, ma ciò non diminuì la loro curiosità. Non potendo entrare nel Fluminense dall’ingresso principale, si arrampicavano sui tetti vicini e guardavano da lassù. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
Perché si chiama Fluminense
Esiste un’altra versione, ma non è nei verbali della nascita del club. Dato che avevano il chiodo fisso di chiamare la squadra Rio Football Club, ma non era possibile, i fondatori adottarono il nome Fluminense scegliendo una parola latina, flumen. Ecco perché si chiama Fluminense, per analogia al Rio Club. ~ Antonio Carlos Napoleão, “Fluminense Football Club. Història, Conquistas e Flòrias no Futebol”, 2003
La nascita del Flamengo
Il Flamengo era un circolo di canottieri. Aggiunse una sezione di calcio quando un gruppo di giocatori del Fluminense ruppe con il club dopo una discussione. Uno di loro, Alberto Borghert, era un vogatore del Flamengo, e portò lì anche gli altri nove.
“Il Fla-Flu è un sinonimo di rivalità, ma di una rivalità differente. Non c’è nulla di bellicoso, il Flamengo è nato dal Fluminense, è un dualismo fra due fratelli che si conoscono bene”.
Renato Terra, autore del documentario “Fla-Flu – 40 minuti prima del nulla”
Un padre, un figlio, un’amante
Ben presto il padre si pentì di non aver strangolato nella culla questo figlio linguacciuto e burlone, ma ormai non c’era più niente da fare: la Fluminense aveva generato la sua maledizione e la disgrazia non aveva rimedio. Da allora, padre e figlio, il figlio ribelle e il padre abbandonato, si odiarono. Ogni classica Fla-Flu è una nuova battaglia di questa guerra che non ha fine. Entrambi amano la stessa città, Rio de Janeiro, pigra, peccatrice, che languidamente si lascia amare e si diverte offrendosi a tutti e due senza concedersi a nessuno. Padre e figlio giocano per un’amante che si prende gioco di loro. Per lei si battono, e quella assiste ai duelli vestita a festa. ~ Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio, 1995
La squadra del popolo
Il Flamengo divenne molto presto la squadra più popolare di Rio. Parecchie sono le spiegazioni addotte, ma nessuna sembra più convincente delle altre. Alcuni sostengono che fu perché i giocatori, negli anni di formazione, si erano allenati su un terreno pubblico, altri dicono che il grande richiamo di massa risale alla fine degli anni Trenta-primi anni Quaranta, quando la società vinse importanti titoli con le più famose stelle di colore del tempo: Domingos da Guia, Leonidas e Zizinho. … In determinate occasioni chiamare qualcuno Flamenguista equivale a definirlo un abitante dei quartieri poveri. Certamente vi sono anche tifosi del Flamengo del ceto medio, tuttavia il loro numero aumenta tanto più si scende la scala sociale. Quando il Flamengo perde, i suoi avversari cantano: “Ela, ela, ela – silencio na favela”. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
Il simbolo
In Brasile l’urubu, uccello rapace simile al condor, nero e magro, caratterizza il Flamengo di Garrincha, Jùnior e Zico. ~ Lamberto Gherpelli, Che razza di calcio, 2018
La nazione rosso-nera
Tra i soprannomi che i tifosi del Flamengo hanno dato alla loro squadra c’è Naçao Rubro-Negra (Nazione Rosso-Nera). Ed è comprensibile, dato che il numero dei suoi tifosi equivale alla popolazione del Perù. Circa il 15% dei brasiliani è Flamenguista, il doppio del numero totale dei tifosi di tutte le altre squadre di Rio messi insieme. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
La squadra dell’aristocrazia
Se il Flamengo è la squadra dei poveri, il Fluminense è al contrario quasi un’esclusiva dell’aristocrazia. Ho conosciuto alcuni suoi tifosi che, pur vivendo nella miseria, si ritengono più elevati socialmente dei loro vicini flamenguistas solo perché hanno scelto di tifare per questa squadra. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
O meglio. La squadra dei bianchi
“C’erano ancora dei club calcistici, come la Fluminense, dove giocavano due o tre campioni di colore ma non erano ancora ammessi alla vita sociale del club. Uno di questi era addirittura Didì, che tra l’altro era sposato con una bionda bellissima che si è poi data da fare parecchio per far cadere queste barriere e far accogliere il marito in pieno”. ~ Jarbas Faustinho Cané. Intervista di Elia Pagnoni, Il Giornale, 21 settembre
La polvere di riso
Carlos Alberto, figlio di un fotografo e primo mulatto a far parte del Fluminense, si sbiancava la faccia con polvere di riso. Quando il trucco cominciava a sciogliersi, i tifosi avversari gridavano “Polvere di riso”, che diventò ed è tuttora il soprannome della squadra. Ai nostri giorni i sostenitori del Fluminense gettano borotalco nell’aria in occasione delle partite importanti. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
Ipotesi di definizione del calcio in Brasile
Sono realmente un appassionato di calcio. Il calcio è qualcosa di più che un semplice sport: è allo stesso tempo arte. Una buona partita di football rappresenta uno spettacolo straordinario di danza, con la caratteristica di trattarsi di una danza improvvisata in ogni suo momento da ventidue ballerini. ~ Jorge Amado. Intervista di Darwin Pastorin, Tuttosport, 1993
Chi ha inventato il nome Fla-Flu
Mário Filho. Lo avrete sicuramente visto scritto sopra lo stadio più famoso al mondo, il Maracanã, che a lui è dedicato. Giornalista, scrittore, intellettuale a tutto tondo, coniò oltre a una dozzina di termini calcistici anche il celeberrimo Fla-Flu, dal giorno dell’invenzione l’unico modo per definire il derby carioca tra Flamengo e Fluminense. ~ Carlo Pizzigoni, Locos por el fútbol
“Fla-Flu è un nome molto sonoro, che ha contribuito alla creazione del mito. Una buona storia e un bel nome riempiono sempre un piatto”
Bárbara Heliodora, critica teatrale
Incidente diplomatico
Si verificò quando Romàrio giocava per il Flamengo, acerrimo rivale del Fluminense. I Casseta & Planeta lo invitarono in trasmissione chiedendogli di indossare una maglietta con la scritta: “Não às drogas. Não torça pelo Fluminense”. Letteralmente: “No alla droga, non tifo Fluminense:, ma è un doppio senso sulla parola droga che significa anche schifezza. Il Fluminense andò in tribunale e ottenne una ingiunzione che bloccava la trasmissione.
“E allora noi che cosa abbiamo fatto?” dice Bussunda. “Abbiamo trasmesso l’intervista con Romàrio fino al punto in cui stava per mettersi la maglietta. Poi abbiamo mandato in onda i tre gol segnati contro il Fluminense la domenica prima”. Bussunda non si era reso conto della gravità dell’offesa. La sua voce si fa seria: “Ho ricevuto parecchie minacce. Ho ricevuto e-mail che mi avvisavano che sapevano dove vivevo e dove mia figlia andava a scuola. Mi hanno preso completamente alla sprovvista. Ho anche dovuto cambiare il numero di telefono”. Trae le sue conclusioni: “È l’unico scherzo di tutta la mia carriera di cui mi sia pentito. Mi accorsi di aver colpito il bersaglio sbagliato. Ero convinto di prendere in giro i dirigenti del Fluminense, invece avevo offeso i tifosi“. ~ Alex Bellos, Futebol: The Brazilian Way of Life, 2002
Idoli del Flamengo: Júnior, Zico, Adilio, Andrade, Dida, Sylvio Pirilo, Mário Zagalo, Brito.
Idoli del Fluminense: Castilho, Didi, Telê Santana, Rivelino, Renato Portaluppi, Thiago Silva.
Calciatori che hanno giocato per entrambe: Gérson de Oliveira Nunes, Carlos Alberto Torres, Romário, Ronaldinho, Branco, Edinho
Alcuni celebri Fla-Flu. 4 rigori e un’invasione
Nella partita del 22 ottobre 1916 il Flamengo vinceva per 2-1 quando l’arbitro Davies fischiò un rigore contro il Fluminense sbagliato da Rienner. Poco dopo l’arbitro diede un altro rigore contro il Fluminense. Calciò Sidney e Marcos de Mendonça parò. L’arbitro fece ripetere spiegando che non aveva fischiato. Sidney batté di nuovo e Marcos de Mendonça parò ancora. Allora l’arbitro ordinò di ri-ripetere, sostenendo che i giocatori del Fluminense erano entrati prima in area. Fu così che lo scrittore Coelho Neto e il delegato della polizia Ataliba Correia Dutra dimenticarono chi erano e invasero il campo. I tifosi li seguirono e provocarono la prima partita sospesa nella storia del campionato carioca.
Butta la palla in acqua
Il 23 novembre del 1941 i tricolori segnarono due gol con Pedro Amorim e Russo. Verso la fine del primo tempo Pirilo accorciò e al 38’ del secondo tempo pareggiò. A partire da quel momento il gioco si fece drammatico. Il Flamengo doveva vincere, al Fluminense bastava il pareggio per vincere il titolo. Il Flamengo premeva e i giocatori del Fluminense lanciavano la palla nella laguna Rodrigo de Freitas, al lato dello stadio. I dirigenti del Flamengo disposero che i canottieri del club si disponessero nella laguna con le loro barche per recuperare in fretta il pallone. Ma il Fluminense vinse lo stesso il titolo.
La folla più folla di sempre
Nel 1963 il duello tra squadre di club con il maggior pubblico di tutti i tempi: 194 mila spettatori al Maracaná per la finale del campionato carioca. Mescolato alla marea umana, stava un bimbo di dieci anni. Si chiamava Arthur Antunes Coimbra, passato alla storia come Zico, uno dei maghi più abili mai conosciuti dal pallone e della santità del Flamengo. “Il Fla-Flu diventò la mia classica preferita. Mi piaceva andare allo stadio e guardare i colori delle tribune. Uno spettacolo”, disse in una intervista a Globoesporte nel 2012. Ha segnato 19 gol nella sfida, di cui 4 in una stessa partita.
Gol chiaro e pulito
Nel 1995 l’ultimo grande eroe del Fluminense è stato Renato Gaúcho, che segnò con la pancia (e in fuorigioco) il gol del titolo carioca.
“C’è chi è malato del Flamengo. Io sono sano del Fluminense”
Millôr Fernandes, scrittore
La leggenda della gallina morta
Il Fla-Flu impressiona per l’impatto delle bandiere, per le grida di guerra. Ha un magnetismo forgiato tra i campioni, le rivalità, le sue leggende. Tra le sue storie, quella di un aviatore flamenguista che, nella partita decisiva per il campionato del 1933, avrebbe sorvolato lo stadio São Januario facendo cadere una gallina morta dipinta di verde, rosso e bianco sui tifosi del Fluminense, e poi lanciando rose alla folla rosso-nera in delirio. ~ Marcelo Rezende, Placar, 15 novembre 1985
Nel 1976 il più vergognoso dei Fla-Flu: l’arbitro Aírton Vieira de Moraes espelle Carlos Alberto Torres, Paulo César Lima e Carlos Alberto Pintinho, tutti tricolori. Sforbiciato, il Fluminense simula infortuni – il teatrino è inscenato da Rivelino, Rubem Galaxe e Renato. Il gioco viene interrotto sull’1-1.
“Il Fla-Flu, me lo diceva mio fratello Mario Filho, è una partita per l’eternità, non è una partita per un secolo, un secolo è troppo breve per la sete e la fame del Fla-Flu”.
Nelson Rodrigues