I primi gol della Coppa d’Africa
La Coppa d’Africa si è aperta con la vittoria in rimonta del Camerun sul Burkina Faso, grazie a due rigori di Aboubakar. Antonio Dipollina su Repubblica ha scritto che “la CdA è magnifica perché regala un calcio totalmente dispari rispetto a quanto si vede sempre: e quando il Burkina Faso dopo mezz’ ora di gioco passa per la prima volta la metà campo contro i padroni di casa del Camerun e va in gol con azione tambureggiante, e una papera gigantesca del nuovo portiere dell’Inter, Onana, sembra di essere al cinema”.
Che cosa non perdersi oggi
SENEGAL-ZIMBABWE
Il Senegal è la prima squadra africana nella classifica FIFA (20esima), davanti a Marocco (28esimo), Algeria (29esima), Tunisia (30esima), Nigeria (36esima), Egitto (45esimo) e Camerun (50esimo). Comincia il suo torneo senza Koulibaly, positivo al covid, facendo affidamento su Sadio Mané, il portiere Edouard Mendy, l’esterno Ismaïla Sarr e il terzino sinistro Abdou Diallo. La Coppa è una maledizione. Ha giocato due finali (2000, 2019) ma non l’ha mai vinta. Lo Zimbabwe è alla quinta partecipazione, la terza consecutiva. Ha in porta Martín Mapisa che gioca in Spagna e il suo giocatore più rappresentativo in Tino Kadewere, ala del Lione. Il terzino Jordan Zemura è titolare in Inghilterra nel Bournemouth.
pagine dal senegal La nonna radiocronista
“Di buon mattino le bestie erano state lavate, nutrite e condotte nei recinti, la sera le donne avevano cucinato il cuscus. Avevano anche riempito d’acqua il recipiente per i morti e tirato fuori i feticci nascosti dietro il villaggio per piantarli al suo ingresso, ma più che altro si erano preoccupati di spalmarsi sul corpo la pozione che garantiva la vittoria. Lo stregone ci aveva messo due giorni a prepararla. Erano tutti pronti per la partita eccetto Dada, l’anziana del villaggio: a lei spettava il compito di dare il fischio d’inizio.
Chiusa in casa, Dada masticava il tabacco che aveva in bocca già da qualche ora. Teneva la tabacchiera sulle ginocchia così da poterci infilare la mano ed estrarre un’altra manciata di tabacco da sostituire a quello masticato. Delicatamente, prese l’astuccio aperto e lo posò con tutta la cura possibile sul comodino accanto al letto dove era seduta, poi tese l’orecchio per ascoltare i rumori che giungevano da fuori. Fissò un attimo il tabacco rimasto nel contenitore quasi vuoto e si mise a pensare al nipote che non veniva a trovarla da tanto tempo. Era lui che portava alla nonna il tabacco appena raccolto. L’ultima volta che Peter aveva messo piede nel villaggio, oltre al tabacco, le aveva regalato una radiolina nuova di zecca con una scatola piena di pile. Seduto vicino alla nonna, le aveva spiegato come funzionava l’apparecchio. Dopo la sua partenza Dada era capitata spesso su una stazione che trasmetteva partite di calcio. La voce dell’uomo alla radio gridava cose che lei alla fine aveva memorizzato e il suo vocabolario calcistico si stava arricchendo. Ogni volta che nel villaggio un bambino correva dietro a un pallone, a una scatola di conserva vuota o a una bottiglia di plastica, Dada si divertiva da matti a seguirne i movimenti e a commentare il suo gioco di gambe. «Dribbla, dribbla, dribbla, passa, caspita, che bella finta! Favoloso questo tiro di collo. Dài, dài, e gol!»”.
di khadi hane, Maradonaland, dalla antologia La felicità degli uomini semplici (66thand2nd, 2016) ► acquista
GUINEA-MALAWI
La Guinea ha giocato la finale nel 1976 e da allora ha raggiunto i quarti di finale quattro volte tra il 2004 e il 2015. Il suo centrocampo è tra i più luccicosi del torneo, con Naby Keïta del Liverpool, il giovane Ilaix Moriba del Lipsia e Amadou Diawara della Roma. In attacco c’è Mohammed Bayo, rivelazione della Ligue 1 con il Clermont: in gol con la stessa regolarità di Kylian Mbappé. Il Malawi è alla terza partecipazione, tredici giocatori tra i convocati giocano in patria, cinque in Sudafrica in Sud Africa, solo due in Europa: Francisco Madinga, attaccante di Dila Gori in Georgia, Charles Petro dello Sheriff Tiraspol. Che però non era in campo nella sera della storica vittoria sul Real Madrid.
MAROCCO-GHANA
Il Marocco ha vinto una sola Coppa d’Africa nel 1976. Ha lasciato a casa i due gioielli dell’Ajax: Mazroui e Ziyech. Oltre che su Achraf Hakimi, fa affidamento su En-Nesyri, Bono e Munir, il centrocampista Imrân Louza, il difensore Romain Saïss e Amrabat della Fiorentina.
L’ultimo titolo del Ghana è del 1982. La rosa tiene insieme giovani come l’esterno del Rennes Kamaldeen Sulemana e come il centrocampista dell’Ajax Mohammed Kudus, con i veterani eterni come i fratelli Ayew. Il serbo Milovan Rajevac, allenatore del Ghana ai Mondiali in Sudafrica del 2010 (semifinale sfiorata), è appena tornato in panchina.
pagine dal marocco La frustrazione di un maestro
“Ho preso quindi la bicicletta, e sono andato alla ricerca dei bambini. Un pastore mi indica un edificio, all’orizzonte. Non ci avevo mai fatto caso. Mi dice che gli piacerebbe andare in quell’edificio bianco, ma non trova nessuno che gli controlli gli animali.
«Cos’è quell’edificio?»
«Un posto dove si guadagnano dei soldi»
«E come?»
«Non lo so. Tutti quelli che ci vanno, escono con dei soldi.»
La porta dell’edificio è chiusa. La forzo.
Un guardiano mi minaccia con un bastone. Faccio un passo indietro e aspetto. Gli offro delle sigarette e a quel punto mi apre.
Entro in un corridoio e mi trovo di fronte a una sala in cui un centinaio di ragazzi stanno cucendo pezzi di cuoio, bianco e nero. In fondo, una dozzina di ragazze molto giovani lavora con le macchine da cucire.
I miei allievi fanno palloni da calcio o scarpe. Sulle pareti sono appesi dei manifesti pubblicitari in cui c’è un campione sportivo negro che sta per iniziare una corsa.
Leggo: «Le scarpe da pallacanestro del terzo millennio «Lo spirito della vittoria».
Quale vittoria? Quella che fa lavorare i bambini, quella che li allontana dalla scuola per poterli sfruttare, visto che sono poveri e non possono difendersi?
Con la testa bassa, lavorano in silenzio e senza perdere tempo. Gli oggetti confezionati vengono controllati da un capo bianco, occidentale, quindi messi dentro scatole di cartone.
Mi avvicino. Lui si stupisce, poi mi dice: «Immagino che lei sia il maestro».
«Sì.»
«I tuoi studenti preferiscono la mia fabbrica alla tua scuola. Almeno qui guadagnano.»
«Ma sono dei bambini, dei minorenni, lei non ha il diritto di farli lavorare.»
«Non li obbligo io. Del resto, è qui tutta la tua classe.
Potrai tenere le lezioni quando avrai dato loro da mangiare. Perché io, qui, li faccio anche mangiare.»
di tahar ben jelloun, La scuola o la scarpa (Bompiani, 2000)
ISOLE COMORE-GABON
Il calcio del Gabon arriva alla Coppa sconquassato da un lungo stop per il covid e inseguito da uno scandalo denunciato a metà dicembre dal Guardian. Il giornale inglese ha rivelato l’esistenza di abusi sui minori da parte di Patrick Assoumou Eyi, allenatore della Under 17. Sarebbero interessati centinaia di bambini. Anche Serge Mombo, allenatore della Nazionale, è stato coinvolto nella ricostruzione dei fatti, sebbene neghi energicamente le accuse. Shiva Star N’zigou, a lungo considerato la più grande speranza del Paese, nel 2018 aveva denunciato l’imposizione di rapporti sessuali. «Dobbiamo proteggere le vittime. Quello che sta succedendo oggi è grave. Non ho parole per descriverlo», spiega Rémy Ebanega, presidente della federazione nazionale dei calciatori professionisti del Gabon.
Il calcio nel paese è in sofferenza dall’inizio della pandemia, quando il primo ministro del Paese, Rose Christiane Ossouka Raponda, ha emesso un decreto che ne vietava la pratica. “Un provvedimento radicale – spiega Hervé Penot su l’Equipe stamattina – che ha finito per distruggere l’embrione della professionalità gabonese”. Sono state concesse esenzioni solo ai club che giocavano la Champions League africana. “Per gli altri? Disoccupazione, destini spezzati, stipendi non pagati, giocatori indigenti. Il sindacato ha cercato di sensibilizzare le istituzioni internazionali. Sforzo sprecato”.
Stéphane Nguema e altri quattro attivisti di una associazione sindacale che provava a battersi per la categoria, sono stati arrestati. “In che stato comincia il Gabon la sua Coppa?” si domanda l’Equipe, mentre la sua stella Aubameyang è positiva al covid.
in tv oggi ore 14 Discovery+: Senegal-Zimbabwe | 17 Discovery+: Guinea-Malawi e Marocco-Ghana | 20 Isole Comore-Gabon | martedì ore 14 Discovery+: Algeria-Sierra Leone | 17 Discovery+: Nigeria-Egitto | 20 Discovery+: Sudan-Guinea Bissau | mercoledì ore 14 Discovery+: Tunisia-Mail | 17 Discovery+: Mauritania-Gambia | 20 Discovery+: Guinea Equatoriale-Costa d’Avorio