A sei mesi dalla cerimonia di apertura, sono sei i russi e cinque i bielorussi qualificati per i Giochi di Parigi – dopo il reintegro stabilito dal Comitato internazionale olimpico lo scorso 8 dicembre. Undici in tutto su 4.816 carte di partecipazione già assegnate in tutto il mondo.
L’ha stabilito il quotidiano francese Le Monde chiedendo chiarimenti al CIO su alcuni dettagli. Sei su undici sono lottatori, tre parteciperanno alle gare di ciclismo, uno nel canotaggio e uno nel nuoto. Solo che Le Monde ha scoperto la presenza fra gli undici di Zaur Uguev e Zaurbek Sidakov, lottatori accusati di aver sostenuto sostenere la guerra in Ucraina, in violazione dei criteri di neutralità imposti dal CIO. Sono i detentori dei titoli di Tokyo nella categoria dei 57 e dei 74 chili. Hanno conquistato sul campo l’accesso all’Olimpiade ai Mondiali di Belgrado del settembre scorso, ma sono pure stati segnalati allo stadio Luzhniki di Mosca durante una manifestazione di sostegno a Vladimir Putin, nel marzo 2022, poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina.
La lotta è una disciplina storica ai Giochi e la Russia ha vinto otto medaglie a Tokyo, di cui quattro d’oro. Il presidente della federazione internazionale è il serbo Nenad Lalovic, in carica da 11 anni, si dice in ottimi rapporti con i funzionari sportivi che fanno capo al Cremlino. Due dirigenti russi sono fra i suoi cinque vice-presidenti. C’è un altro elemento che Le Monde sottolinea. La vittoria di Uguev e Sidakov a Tokyo venne acccolta con entusiasmo e celebratata dall’International Military Sports Coucil, un’organizzazione che supervisiona le competizioni dei militari in tutto il mondo. Sarebbe la prova dell’appartenenza dei due lottatori a club fuori dal perimetro della neutraliatà individuato da Thomas Bach.
Il CIO si difende e spiega che per il momento si tratta solo di quote per i Giochi, non di atleti identificati. Il passato degli atleti sarà verificato da una società specializzata, protetta dal riserbo, quando le singole federazioni avranno presentato l’elenco definitivo. Le Monde si domanda allora “perché mai il CIO non verifica preventivamente che ciascuna federazione, durante le qualificazioni che organizza, rispetti i criteri di neutralità stabiliti”. In effetti è una buona obiezione. Più di 240 atleti dell’Ucraina, nel frattempo, hanno inviato una lettera aperta al presidente francese Emmanuel Macron, alla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, alla ministra dello sport e dei Giochi Amélie Oudéa-Castéra e al capo del comitato organizzatore Tony Estanguet, per chiedere che sia la Francia a escludere russi e bielorussi dalle Olimpiadi. È ovviamente una richiesta che la Francia non può accogliere. Nella loro lettera, appoggiata dal ministro ucraino dello sport Matvi Bidny, hanno preso di mira in modo specifico i Sidakov e Uguev, oltre al campione di taekwondo Vladislav Larin e una decina di altri atleti russi. Li accusano tutti di sostenere la guerra in Ucraina.