L’eleganza di Amey e il cross di Battocletti

LA PINZA Wisdom Amey

Oggi ricomincia anche il campionato Primavera, con un Milan-Napoli che qui vale al massimo come scontro diretto per il 12esimo posto. L’Inter è perfino più giù, imbrigliata nella lotta per non retrocedere. In testa c’è la Roma con 5 punti di vantaggio sulla Juventus e 6 sul Torino. Gioca a Firenze contro la sesta in classifica, allenata da un amico di Trigoria, Alberto Aquilani. In una intervista di ieri per L’Équipe, a corredo di una pagina sui migliori giovani della Ligue1, il capo osservatore rossonero Geoffrey Moncada ha detto che in Francia si cresce meglio, più liberi, in Italia c’è troppa pressione, tutto viene trasmesso dalla televisione e se qualcuno sbaglia viene messo da parte. 

Nel carrello dei dolci per l’assaggio di oggi mettiamo Sassuolo-Bologna, per capire cosa ne è stato di Wisdom Amey, diventato un paio d’anni fa il più giovane esordiente della storia in serie A, più precoce di Pietro Pellegri e Amedeo Amadei per volere di Sinisa Mihajlovic. A maggio, ultima giornata contro il Genoa, ha giocato anche la prima da titolare.

La redazione di Ultimo Uomo lo ha inserito nella lista dei 50 giovani da tener d’occhio per il 2023. La sua presenza pare un po’ sullo sfondo tra i nomi che circolano attorno all’Italia del futuro. Eppure è uno di quelli che dovrebbe venirci più facilmente in mente, vista la carenza strutturale di difensori centrali che produce il nostro movimento. Il fatto è che non essendo ancora maggiorenne, ed essendo nato da genitori extra-comunitari (padre togolese, madre nigeriana) non ha ancora la cittadinanza, quindi non è stato coinvolto nella classica trafila di nazionali giovanili, e non lo sarà almeno fino alla maggiore età.

A 17 anni Amey è già molto formato fisicamente. Le misurazioni ufficiali lo danno leggermente al di sotto del metro e novanta, ma sembra più alto, a vederlo comandare la difesa del Bologna primavera con la fascia da capitano. È un difensore molto molto fisico, aggressivo, che mette pressione all’attaccante ben prima che riceva il pallone. In fase di possesso però ha un gioco calmo ed elegante, ed è sempre sicuro nell’impostazione. Bisognerà vedere ai piani più alti, ma con la sua velocità in primavera è ingiocabile nei recuperi. Non c’è attaccante che può batterlo per rapidità, almeno quel livello. Siamo sicuri che comincerà a giocare con più continuità con Thiago Motta.

  oggi ore 18 su Sportitalia: Sassuolo-Bologna – le altre partite: ore 12 Juventus-Lecce | 14 Milan-Napoli | 16 Fiorentina-Roma | 

 

PANETTONE  Oscar Chelimo e Margaret Kipkemboi

Lo storico cross del Campaccio è alla 66esima edizione e oggi si regala due bronzi mondiali al via. L’ugandese Oscar Chelimo è stato terzo nei 5mila a Eugene, la kenyana Margaret Kipkemboi sui 10mila. Sono gli avversari più gloriosi per Yeman Crippa e Nadia Battocletti, non i soli. 

Tuttosport ricorda: Vincere il Campaccio è certamente motivo d’orgoglio dato che in campo maschile l’ultimo a salire sul gradino più alto del podio è stato Francesco Panetta nel 1993 (5 vittorie in assoluto), oggi in veste di commentatore tecnico per la Rai, mentre tra le donne ultimo successo nel ‘94 con Silvia Sommaggio

 

voci Nadia Battocletti

«La settimana prima degli Europei di Monaco ho provato una strana stanchezza. Ho dato la colpa ai carichi di lavoro, al caldo. Invece era mononucleosi, con relative conseguenze che tra transaminasi alte, blocchi intestinali, infezioni alle vie urinarie, rush cutaneo da antibiotico, tonsillite e placche, s’ è trascinata fino a fine ottobre. Sono anche stata quattro giorni in ospedale».

 ➣  Ne è uscita ancora in fretta…

«In novembre, dopo una ricaduta e giorni di grande difficoltà psicologica, ho partecipato a due cross in Spagna: sono rinata. 

 ➣  Perché il Campaccio?

«Perché è di famiglia, conosco tutti. Venivo a vedere papà che lo correva (Giuliano, ex azzurro ora suo allenatore, ndr). Poi, dal 2013 o 2014, le ho fatte tutte. Nelle giovanili ho sempre vinto meno una volta, tra le grandi sono stata tre volte sesta».

 ➣  E l’università?

«Sono al quarto di cinque anni di ingegneria edile e architettura.

Per metà febbraio mi aspettano quattro esami: ergotecnica edile, scienze delle costruzioni, costruzioni idrauliche ed economia. Conto di laurearmi a marzo 2025. La media di chi finisce è otto anni e mezzo. Ma quando sono stata male, ho capito l’importanza di avere tempo per se stessi». intervista di andrea buongiovanni, la Gazzetta dello sport

  oggi ore 14.25 su Raisport

 

KRUMKAKA  I norvegesi del biathlon

La prima gara della stagione è stata fuorviante. L’ha vinta lo svedese Martin Ponsiluoma a Kontiolahti, davanti allo svizzero Hartweg e al tedesco Zobel. Così, ci siamo tutti immaginati la fine del duopolio franco-norvegese che da quindici anni governa il biathlon maschile a livello mondiale. Ecco il vento impetuoso del cambiamento, si leggeva nei fumetti sulle teste di chi segue. Era una brezza, un venticello. Ora siamo di nuovo in pieno uragano norvegese. Otto gare, sette vittorie. Sedici dei ventiquattro posti del podio sono stati occupati tutti da loro, nonostante lo zero nella casella iniziale. Come direbbe Alessandro Borghese nei suoi 4 ristoranti, oggi la gara sprint di Pokljuka può confermare o ribaltare il verdetto. Secondo Sandrine Bailly, l’opinionista di Eurosport France. è ancora troppo presto per pensare a una resa diffusa, certo – dice – «il dominio è implacabile, addirittura preoccupante».

Perfino i tedeschi sono andati a cercarsi un allenatore norvegese per la loro squadra femminile. È Sverre Olsbu Roeiseland, marito di Marte Olsbu Roeiseland, tre volte campionessa olimpica. Nel biathlon della Germania non era mai successo prima.

  oggi ore 14.45 su Eurosport: la sprint maschile a Pokljuka

   Tuttosport: Anno nuovo, vecchia Wierer” – Miss biathlon subito sul podio alla ripresa della coppa in Slovenia. Dopo undici mesi è perfetta al poligono, terza nella Sprint di Pokljuka: «Un inizio positivo. E non sono ancora al top» 

 

STRAUBEN I pattini di Davide Bosa

Oggi pomeriggio comincia la prima grande manifestazione del 2023, gli Europei di pattinaggio, in Norvegia. L’Italia si presenta senza la sua stella, Francesca Lollobrigida, tra poco mamma. I convocati sono cinque, il più atteso è Davide Ghiotto, tre volte sul podio quest’anno in Coppa del Mondo, dopo il bronzo olimpico nella 10 km di Pechino. Il favorito sulle distanze lunghe è l’olandese Patrick Roest. Nella velocità con cui si apre il programma, la carta italiana più credibile è quella di Davide Bosa, trentino, Oa Sport lo dà in grande condizione e lo vede in grado di giocarsi il podio alle spalle degli olandesi Merijn Scherperkamp e Janno Botman.

  oggi su Eurosport – ore 17.30 500 m femminili | 17.41 500 metri maschili | 18.30 1000 metri femminili | 19.08 1000 metri maschili 

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