Le scarpe nel fango del Campaccio

Qui una volta era tutta groana, era brughiera, terreno morenico. Non crescevano boschi, nessuno coltivava. Venivan su soltanto cespugli, cespugli e basta, il suolo era sterile, un campo incolto, era un campasc. I contadini di Legnano ci hanno lavorato per secoli, un giorno dopo l’altro. Hanno fertilizzato, hanno costrutio canali artificiali nei dintorni, piano piano hanno visto fiorire le farnie e i castagni, i platani e i pioppi, le querce. Ma è stato il campasc a fare la fortuna di San Giorgio, San Giorgio su Legnano. È stato il suo campaccio nel quale vengono ad affondare scarpette e caviglie da tutto il mondo, in questa classica del cross che un tempo attraversava i sentieri della zona rurale e adesso un parco pubblico.

Sotto le suole ci sono ciottoli e ghiaia, la sabbia, l’argilla. Questa è l’atletica dell’imponderabile. Non sai neppure quale fondo troverai, quando c’è una corsa campestre. Non è il tartan delle piste di una volta, non è la gomma vulcanizzata d’oggi, non è la strada della maratona. È un’altra dimensione. È terra, fango, è salita, discesa. È la natura che fa i percorsi da sé. Sono corse che di tanto in tanto tagliano gli ippodromi, si reggono su equilibri precari, appoggi sghembi, caviglie torturate. Al Campaccio della Us Sangiorgese ha dedicato due libri Ennio Buongiovanni, il primo pubblicato in occasione dei cinquant’anni della corsa, il secondo nel 2017 per raccontare di spintoni nella poltiglia, facce sfigurate, schizzi, smorfie, sogni, dove l’erba diventa sterrato e la suola si riempie di pietrisco.

Il San Giorgio del campasc è quello della chiesetta che sta al paese, di fianco a un convento di frati agostiniani, pure quello immerso nella campagna. C’è un manoscritto del 1261 che ne attesta l’esistenza medievale. Cent’anni dopo il primo cenno a una bozza di popolazione è stata scolpita su dei mattoni. Di quel tempo in paese è rimasta una finestra. Ha il bordo in cotto e spicca da un palazzo sulla piazza principale, lo chiamano la casa della regina, forse perché è la costruzione più vecchia del luogo. Raccontano che fino agli anni Trenta del Novecento sopra ci fosse uno stemma che la indicava come proprietà dei Visconti. Un antiquario lo portò via per restaurarlo e chi l’ha visto l’ha visto. Secondo alcune fonti, sulla costa di San Giorgio si sarebbe combattuto pure un pezzo della battaglia del Carroccio. La leggenda popolare tramanda l’esistenza di una galleria sotterranea tra il paese e il castello di Legnano. Federico Barbarossa sarebbe scappato da lì, dopo la battaglia. 

In fondo fu una corsa pure quella, fatta dei tre elementi che una volta Giorgio Rondelli sul Corriere della sera ha definito i comandamenti della corsa: fango, freddo e fatica. Questo il vangelo della corsa fra i campi scarnificato al massimo: chi non vi si adegua è perduto. Perché su questi ring naturali ricavati in mezzo all’erba a nessuno è consentito di bluffare. Chi avrà lavorato duro nella stagione del freddo immagazzinando chilometri e salite, rinvigorendo i muscoli in palestra, sviluppando al massimo la potenza aerobica per aumentare la cilindrata del suo motore allora potrà guardare all’estate come alla stagione del raccolto. Il cross è come una sfera di cristallo dove si può quasi toccare con mano il proprio futuro prossimo

 

Il Campaccio 2024

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Sono state quasi 1.800 le iscrizioni, più di 200 rispetto a un anno fa. La rivista Correre parla di grande attesa per Nadia Battocletti, pochi giorni fa prima nella Boclassic di 5 km davanti alle keniane Nelly Chepchirchir e Margaret Kipkemboi Chelimo. Un’italiana non vince il Campaccio dal 1994 [Silvia Sommaggio]. Tra gli uomini il favorito è il keniano Daniel Ebenyo, vice campione del mondo dei 10mila metri a Budapest e della mezza maratona a Riga. Avrà per avversario l’ugandese Oscar Chelimo, bronzo ai Mondiali di Eugene nei 5mila. 

Il sito Queen Atletica sottolinea che per la prima volta la corsa non sarà trasmessa dalla Rai per la concomitanza con la Coppa del mondo di sci e con il campionato di rugby. 

Purtroppo la Rai – dice Queen Atletica – è anche un carrozzone politico che deve mettere sul piatto della bilancia i rapporti con tutte le Federazioni. È così che la partita del campionato di serie A di rugby Emilia-Fiamme Oro, prevista alle 14.50, per qualche motivo non si può toccare. Si può discutere fino alla morte su quale sia l’evento più importante tra Campaccio e rugby (con tutto il rispetto la serie A Elite che tra l’altro non include neanche la squadra italiana più forte, non è il 6 Nazioni), ma alla fine torniamo sempre al fatto che lo sport in Rai non ha abbastanza spazio da quando è stato abolito Raisport 2. Di fatto, la Rai ha offerto la diretta streaming su Raiplay e la differita notturna su Raisport. Fidal e organizzatori non hanno accettato il diktat e hanno organizzato la copertura tramite Atletica Tv (che ritrasmetteremo come sempre anche su Queen Atletica) e Sky Max (per abbonati)

 

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