La partita finita alle tre del mattino
La ATP Cup ha gli stessi problemi della Davis
C’è qualche problema. Ma allora non era colpa di Piqué. Come accaduto a Madrid per la Coppa Davis, anche la ATP Cup vede il suo programma allungarsi fino a notte fonda. Eppure qui la manifestazione è stata spalmata in tre città diverse, non in uno stesso palazzetto. È accaduto che il doppio decisivo del match tra Gran Bretagna e Bulgaria si sia protratto fino al super tie-break del terzo set e che si sia concluso quando mancavano 13 minuti alle tre del mattino. “Una partita – scrive il Guardian – che è iniziata a mezzanotte e 47 e che si è conclusa alle 2.47, 3 ore e 12 minuti dopo la fine del servizio di trasporto pubblico”. Jamie Murray ha detto: “È fastidioso, siamo onesti, dover giocare a quest’ora. Per tutti, voglio dire, non solo per i giocatori. È un peccato, perché quando inizia il match con i singolari ci sono 5.000 o 6.000 persone, quando arrivi alla fine ne sono rimaste alcune centinaia. Non è proprio quello che dovrebbe essere l’evento”.
L’ATP Cup si era aperta con una discreta gaffe dell’organizzazione che prima del match della Moldavia contro la Grecia ha fatto suonare l’inno della Romania.
Italia-Russia | Una batosta
L’illusione di Travaglia. A portare avanti la squadra guidata da Marat Safin è stato Karen Khachanov. Il numero 17 del mondo ha sconfitto in due set Stefano Travaglia, rimontando un primo set che sembrava ormai finito. L’italiano ha avuto il grande merito di portarsi avanti 5-2 e servizio, dimostrandosi nettamente superiore da fondo e al servizio. Khachanov però non si è scomposto, anche affrontando il set point sul servizio dell’avversario, ha ridotto i non forzati ai minimi termini, mentre Travaglia sul più bello si è irrigidito. | Antonio Ortu, Ubitennis
Fognini rimontato. Daniil Medvedev, il n.5 del mondo, ha dovuto invece rimontare il 6-1 che gli ha rifilato in apertura Fabio Fognini. Nel secondo set però il finalista degli US Open è riuscito ad allungare gli scambi, mentre il Fognini magistrale dell’inizio iniziava a mostrare stanchezza, anche perché Fabio in Australia è arrivato tardi, dopo la nascita della seconda figlia. | Stefano Semeraro, Corriere dello sport-Stadio
il programma Ieri: Belgio-Moldavia 3-0, USA-Norvegia 1-2, Grecia-Canada 0-3, Bulgaria-Gran Bretagna 2-1, Russia-Italia 3-0, Germania-Australia 0-3. Nella notte: Francia-Cile, Giappone-Uruguay, Argentina-Polonia. Stamattina: Serbia-Sudafrica, Spagna-Georgia, Austria-Croazia
La nuova Sharapova un po’ italiana
Come si è preparata da Piatti a Bordighera. Quel signore col ‘fisicaccio’ che sta con lei nel video e che la incita a fare sempre di più e sempre meglio, si chiama Dalibor Sirola. Croato di Rijeka, classe 1972, preparatore fisico di professione e di vocazione. È l’uomo che ha costruito Ivan Ljubicic e gli ha dato le basi atletiche per arrivare fino al n.3 del mondo; è l’uomo che Riccardo Piatti cita sempre quando parla di “qualità delle persone” all’interno del suo team; è l’uomo che sta lavorando sulle fasce muscolari, sui tendini e sui nervi di Jannik Sinner, per farlo esplodere in tutta la sua potenza e potenzialità.
Maria Sharapova, 32 anni, 3,7 milioni di followers su Instagram, 645 partite vinte in carriera e una spalla che continua a far cri-crack, sa che niente e nessuno al mondo potrà assicurarle di tornare a vincere uno Slam. Né di tornare in pianta stabile tra le primissime giocatrici del mondo. Ma sa anche che se una possibilità c’è, passa per forza da quell’abnegazione lì. Da quel ‘Ancora uno’ detto col fiatone al preparatore fisico che le dà lo stop dopo una serie durissima. | Gabriele Riva, Supertennis
~ a Brisbane domani notte
Che cosa dice Piatti di lei. «Maria mi ha chiesto di aiutarla a vincere un altro Slam a 33 anni e con un problema serio alla spalla. È la più grande lavoratrice che abbia mai allenato, uomini inclusi. Anche stanca, sa giocare con qualità. E ha molto in comune con Jannik: entrambi sono molto competitivi, esigentissimi, con il tennis come priorità assoluta». | Intervista di Gaia Piccardi, Corriere della sera
Le verità di Lea Pericoli. ➣ Lo sa che hanno detto che Berrettini è un incrocio tra Adriano Panatta e Lea Pericoli?
«Mi fa molto onore questo. Le donne sono state e sono bravissime, hanno ottenuto la parità, però secondo me il tennis maschile è un gradino più alto. Lo so che è una cosa impopolare da dire e ci vado in punta di piedi…».
➣ E perché pensa che il tennis maschile sia «più alto»?
«Attrae di più gli spettatori, nonostante, come le dicevo, le donne siano bravissime e abbiano vinto tutto».
➣ E Fognini che è molto irritabile?
«Fognini è un genio, ma Fognini mansueto deve ancora nascere».
➣ Le ho chiesto dei tennisti maschi. Mi rimane Flavia
Pennetta.
«Ho sempre detto che se avessi voluto una figlia avrei voluto lei. Ha vinto tutto. Le donne sono straordinarie, sa. C’è una sola cosa che non condivido: la guerra agli uomini. Se dovessi rinascere, vorrei rinascere donna, anche se è più difficile». Si ferma, fa un’ultima pausa e dice: «Però, non brutta». | Intervista di Lavinia Capritti, Oggi