Come Deschamps inventò Camavinga terzino. City-Real: chi guardare stasera e perché

Camavinga terzino. Deschamps spiega come lo inventò

La prima volta che abbiamo visto Eduardo Camavinga nel ruolo di terzino sinistro in Nazionale, la sera di Francia-Tunisia 0-1, il 30 novembre ai Mondiali, non parve esattamente l’idea del secolo. Gli demmo 4 in pagella. Carlo Ancelotti ha ripreso l’idea di Didier Deschamps, anche se i due non si sono mai confrontati sull’argomento. Il Ct spiega come nacque l’idea.

 ➣  Quando le è venuta l’idea?

Dopo l’infortunio di Lucas Hernandez e Theo. Avevo la possibilità di spostare Adrien Rabiot, come all’Europeo, ma quando abbiamo visto cosa era capace di fare a metà campo, è stato difficile toglierlo da lì. Conoscevo la storia di Camavinga, aveva giocato nella posizione da giovane. Le sue doti erano evidenti in allenamento: bravo nei duelli, graffia in difesa, un grande tocco, la tecnica, la capacità di ripetere gli sforzi senza problemi. È tanto per un terzino. (Sorride)

 ➣  Ha dovuto convincerlo?

Si diverte meno che al centro, dove tocca di più il pallone, mentre da terzino sinistro può essere frustrato quando l’azione si sviluppa dall’altra parte. Uno dei suoi piccoli difetti potrebbe essere la chiusura all’interno, quando la palla è dalla parte opposta. Ma è migliorato, è intelligente. 

 ➣  Al Real, quando la squadra tiene la palla, gioca molto dentro il campo, come un centrocampista centrale. È una soluzione buona per la Nazionale?

È un atteggiamento legato a Vinicius, molto, e al profilo della coppia ala-terzino. Quando l’esterno è così largo, è naturale che il terzino venga al centro. A volte esagera un po’, ma visto che la sua squadra ha spesso la palla… (Sorride) . Anche Theo non si comporta come un classico terzino sinistro a Milano, neanche in fase di possesso palla, ma hanno due profili diversi: più potenza e colpi per Theo, più agilità e difesa per Camavinga.

 ➣  All’andata ha perso palla su un passaggio laterale che ha portato al gol di Kevin De Bruyne.

Sarebbe stato un passaggio sbagliato anche per un centrocampista. Glielo dico sempre: se il passaggio laterale non è sicuro, oltre i quattro o cinque metri, ti mette in difficoltà ed è da evitare, anzi da vietare. Se non c’è soluzione per un passaggio verticale, è meglio passarla dietro.

[intervista con Vincent Duluc, L’Équipe]

 

È un microonde o un coltellino svizzero. Fondamentale come scossa nelle rimonte del 2022, Camavinga è indispensabile, da terzino oppure a centrocampo con Modric [David Alvarez, El Pais]

 

Gli inesperti e formidabili Citizens

Nessuno dei probabili titolari del Manchester City ha mai vinto la Champions League, mentre nel Real Madrid i titoli sono 29. Eppure la squadra di Pep Guardiola è la favorita. Luka Modric, Karim Benzema, Dani Carvajal, Toni Kroos e Nacho hanno ciascuno cinque Champions. Se dovessero ribaltare il pronostico e poi vincere la finale, il quintetto eguaglierebbe il record di Paco Gento, sei volte campione con il Real tra gli anni ’50 e i ’60. L’unico nel City ad aver alzato il trofeo è il terzo portiere, Scott Carson, che lo vinse con il Liverpool nel 2005. Eppure il City è favorito per un motivo. Ha quello che al Real manca: lo slancio. I sogni del Real sono finiti, al City mancano quattro vittorie per completare il Triplete. È imbattuto da 22 partite, gioca il calcio più distruttivo dei sette anni di regno di Pep Guardiola, non ha perso nessuna delle ultime 25 partite casalinghe in Champions League. Erling Haaland ha 52 gol in stagione, John Stones è nella forma migliore della sua vita, Kevin De Bruyne continua a segnare grandi gol nelle partite importanti, Rodri è probabilmente il miglior centrocampista d’Europa al momento, Jack Grealish fa fuoco e fiamme, Ilkay Gundogan ha segnato quattro gol nelle ultime due partite di campionato [Paul Hirst, Times].

 

A proposito di Gundogan

“L’ultimo compito dell’introverso Gundogan. È solo il 35esimo calciatore più costoso del Manchester City, ma uno dei più redditizi [Lorenzo Calonge, El Pais]

 

Per chi deve tifare l’Inter

Non c’è un rivale ideale in una finale di Champions, ma il Real può essere peggio del City. Come valore assoluto gli inglesi sono superiori, hanno codici di gioco più scientifici e un’organizzazione accademica, ma ogni partita ha la sua storia e, soprattutto, un rivale diverso. L’Inter può essere più pronta a fronteggiare la manovra “filosofica” di Guardiola che l’improvvisazione pratica di Ancelotti [Fabio Licari, la Gazzetta dello sport]. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.