Il conto alla rovescia di Márquez, un pilota che vale 10 milioni 

Márquez ha vinto il duello con Quartararo durante le prove per 3 decimi e partirà in pole per la quinta volta nel 2019. Viñales completa la prima fila. Rossi sesto, Dovizioso solo decimo. Pol Espargaro fuori per la frattura del polso sinistro

 

L’invulnerabile

I piloti della MotoGp si sono scervellati due giorni sulla pista di Aragon per trovare una singola, piccola feritoia nelle difese di Márquez. Si sono dovuti arrendere, davanti all’ennesima pole position di Marc (la 9ª della stagione, la 61ª nella classe regina) che poi si è anche concesso il lusso di ammettere candidamente di non avere «potuto spingere quanto avrei voluto in qualifica». La dimostrazione di superiorità è stata assoluta in una pista in cui vince ininterrottamente dal 2016. Neanche l’enfant prodige Quartararo ha potuto dargli qualche pensiero, «e credetemi, ho fatto un giro oltre ai miei limiti, forse il migliore di sempre» ha giurato quasi a scusarsi. 

Matteo Aglio, la Stampa

 

Ad Aragon stanno pensando di dare le chiavi del circuito direttamente a Marc Márquez.

Libero

 

Prenderlo costa 10 milioni

Fra un anno si parlerà di mercato e ovviamente il vero obiettivo di tutti è Márquez, ma è vero che poteva arrivare Marc al posto di Lorenzo nel 2016?

«È vero ma in questi termini: alla fine del 2015, inizio 2016, Ducati ha valutato diverse possibilità. È stato fatto un pensiero anche su di lui, ma non c’erano le condizioni. Jorge Lorenzo aveva appena vinto il mondiale, in più c’era la conoscenza e la stima con Gigi Dall’Igna e quella era la strada più percorribile».

Se lo voleste a fine 2020, quanto vi costerebbe?

«Sinceramente ho una mia idea, ma è un parere soggettivo. Sicuramente superiore ai 10 milioni di euro, ma la verità la conoscono solo Honda e Marc».

Paolo Ciabatti, direttore sportivo Ducati

Intervistato da Marco Masetti, Corriere dello sport-Stadio

 

Il rivale

Fabio «El Diablo» Quartararo aveva armato il forcone per sistemare Marc Márquez: tre settori al comando, 8 millesimi di vantaggio nel T3. Ma sul traguardo, 327 di svantaggio. Forcone riposto, Fabio cercherà di rispolverarlo oggi nel 14° atto di un Mondiale che attende il primo centro del talentino di Nizza. Ci ha provato eccome, il Leclerc delle moto. Solo che come nella gara di Misano l’ha spuntata l’ omologo di Lewis Hamilton

Flavio Vanetti, Corriere della sera

 

L’ultimo scalino di Quartararo

Quartararo ha ottenuto ieri la sua ottava prima fila della stagione, una costanza sorprendente per un principiante. Ma in gara si sono tradotti in «solo» quattro podi. Non ha che un gradino appena da scalare per arrivare al jackpot. Naturalmente, è il gradino più complicato. Soprattutto se bisogna combattere con un pilota che sarà il primo nella storia della MotoGP a vincere sei titoli in sette anni.

Pascal Coville, l’Équipe

 

Il primo fenomeno italiano

La Gazzetta dello sport dedica stamattina una pagina a Carlo Ubbiali, novantenne, bergamasco, 9 Mondiali vinti, di cui 6 nella classe 125 e 3 nella 250 tra il 1951 e il 1960 in sella alla Mondial (uno) e alla MV Agusta (gli altri). 

«Cercavo di correre usando la testa, perché i pericoli erano enormi. Ogni anno ci lasciavano la vita 10-12 piloti. Ero cresciuto nell’officina di papà, sapevo di meccanica e così sceglievo personalmente i getti dei carburatori. In sella, poi, cercavo di preservare la moto e tenevo gli occhi e le orecchie spalancate per percepire ogni rumore che facesse presagire una rottura».

A proposito di vite, lei ha anche contribuito a salvarne alcune durante la Seconda Guerra Mondiale. In che modo?

«Il 6 luglio 1944 ci fu il bombardamento di Dalmine. Chi disponeva di un veicolo andava a raccogliere i feriti per portarli in ospedale. Presi la nostra motocarrozzetta Guzzi e feci 4 o 5 viaggi: mi mettevano una o due persone nel cassone e un altro sulla sella».

Giovanni Cortinovis, la Gazzetta dello sport

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