La nuova stagione del Manchester United

Se riusciamo a riconoscere la differenza tra quello che chiameremmo un ambiente di stato di minaccia – dove si lavora sulla paura e non è molto divertente – e un ambiente di stato di sfida in cui si vede l’opportunità e si pensa: Okay, cercherò di esprimermi e di vederla come un’avventura – ecco, se riusciamo a creare uno stato di sfida anziché di minaccia, allora siamo in una condizione fantastica

Dave Brailsford

     Dalla paura alla gioia, dai fischi agli applausi, dal nervosismo al nirvana. Così pare che sia andata la prima uscita del Manchester United dopo il patto di Natale, l’operazione che ha portato un quarto delle quote del club dei Glazers nelle mani di Jim Ratcliffe, il signor Ineos, proprietario del Nizza, di una quota della scuderia Mercedes in Formula 1, titolare della sfida britannica di Coppa America nella vela, l’inventore del team Sky nel ciclismo, la squadra che ha fatto vincere il Tour prima a un pistard [Wiggins] e poi al suo gregario sconosciuto [Chris Froome] con la politica dei cosiddetti guadagni marginali. Il suo ideologo si chiama Dave Brailsford, il braccio destro, ieri sera in tribuna durante la rimonta da 0-2 a 3-2 contro l’Aston Villa. 

Il Times stamattina scrive che sir Jim Ratcliffe, assente, intende assistere a una partita il prima possibile e sicuramente con ancora maggiore fretta quando avrà sentito Brailsford riferirgli di questa serata epica. Così vanno le cose nel racconto delle cose del pallone. Lo stesso 3-2 contro l’Aston Villa, senza il patto di Natale, sarebbe forse stato giudicato come un’ultima prova dell’inaffidabilità dello United. Stamattina è invece il primo passo di una nuova era, la rabbia, l’orgoglio, il cuore, la scossa, tutta quella roba là. E allora Erik ten Hag ha azzeccato le sue scelte, quando ha fatto partire Marcus Rashford a sinistra, ha scatenato Garnacho a destra, ha messo in panchina Scott McTominay e ha messo Hojlund centravanti. Il fatto che i tre gol siano arrivati da un 19enne e un 20enne fa dire a Henry Winter sul Times che questo è il modello da seguire per Ratcliffe e Brailsford, una squadra costruita in parte attorno ai giovani cresciuti in casa e a giovani reclute affamate. Garnacho e Hojlund hanno portato gioia e speranza per il futuro. Qualche settimana fa erano l’esplicita prova della distanza da Haaland e Foden, dal Manchester City. 

  ORIZZONTI  I dettagli dell’accordo  ►  C’è sempre tempo per suonare un altro valzer. L’un-due-tre di stamattina – questo è il passaggio del Guardian – celebra l’arrivo di Rasmus Højlund dall’Atalanta, ecco un centravanti ventenne il cui acquisto è stato di per sé un atto di pesante brutalità, un calciatore che è tutto potenziale e talento grezzo. Nell’intervento di Barney Ronay esiste comunque la piena consapevolezza che l’apertura di credito non durerà a lungo. Nella sua dichiarazione alla vigilia di questa partita – dice – Jim Ratcliffe ha chiesto tempo e pazienza. Sul serio? Chi altro è disposto a concederne da queste parti? Il calcio è l’industria dell’intrattenimento più selvaggiamente surriscaldata al mondo. È l’unica ragione per cui quest’accordo ha davvero un senso, il calcio è vulcanico, avvincente e vertiginoso per le possibilità che promette. Benvenuti all’inferno, in questa scatola di delizie e di mania globale. Nel calcio si possono accumulare grandi fortune e si può rincorrere la gloria. Ma non puoi chiedere anche pazienza

Dice il Guardian che l’accordo con i Glazer resta un grattacapo. Affidare le operazioni di una squadra di calcio a un miliardario: nessuno lo aveva mai fatto prima

Il Times ne racconta qui i dettagli. Il Manchester United dovrà consultare Ineos se dovesse decidere di ingaggiare nelle prossime settimane qualsiasi giocatore, se volesse licenziare Erik ten Hag o il direttore del calcio John Murtough. Dovrà farlo per tutto il periodo in cui l’investimento nel club verrà esaminato dal board della Premier League per la ratifica, un periodo che si sovrappone alla finestra di trasferimento di gennaio. Poco dopo la vittoria dello United sull’Aston Villa, la Borsa di New York ha pubblicato i dettagli della proposta di investimento in un documento di 241 pagine. C’è anche scritto che non saranno pagati dividendi agli azionisti per i prossimi tre anni. La notizia che i Glazer resteranno a secco ha fatto esultare i tifosi come a un quarto gol. 

 

   PROSPETTIVE Lo stadio  ►  Com’è ormai naturale in ogni affare che si muove intorno al calcio, lo stadio è un elemento della scena. Ineos ritiene che la casa del Manchester United sia raggiungendo «la fine della sua vita»  dopo 113 anni. James Ducker e Jim White spiegano sul Telegraph il ventaglio di soluzioni: dalla riqualificazione di Old Trafford alla costruzione di un nuovo impianto sullo stesso terreno. 

Ratcliffe ha promesso di spendere 237 milioni di sterline per le esigenze infrastrutturali in aggiunta all’accordo da 1 un miliardo annunciato alla vigilia di Natale. Fonti a lui vicine hanno detto al Telegraph che sta per partire un esercizio di valutazione molto dettagliato su ciò che è necessario fare. Il team pare che sia guidato da Populous, lo studio di progettazione architettonica che sta dietro lo stadio del Tottenham Hotspur. I consulenti di Legends International sono stati incaricati nell’aprile dello scorso anno di buttar giù un masterplan. Le tre opzioni attualmente sul tavolo vanno da piccoli ritocchi, all’espansione della tribuna sud sulla ferrovia adiacente, la completa riqualificazione del terreno esistente, oppure la creazione di uno stadio completamente nuovo. In questo caso i costi salirebbero fino a 2 miliardi di sterline.

James Ducker sostiene che anche simbolicamente l’era del Manchester United di Sir Jim Ratcliffe ha bisogno di una dichiarazione di intenti: la demolizione dell’Old Trafford. Lo stadio con la più ampia capienza della Premier League riesce a sembrare claustrofobico ed è un monumento ai 18 anni di abbandono dei Glazer. E qui parte con gli aneddoti. Ducker racconta: Se non avete attraversato il labirinto apparentemente infinito di corridoi stretti, porte e soffitti bassi, quella che sembra una sfilata di ascensori e scale segrete oltre tutti quei posti rossi e i piccoli palchi executive con la facciata in vetro dell’Old Trafford, allora lasciate che io vi spieghi. La casa del Manchester United non potrebbe ospitare nessuna partita delle finali degli Europei che Regno Unito e Irlanda ospiteranno nel 2028, ma sarebbe difficile trovare un luogo migliore per organizzare il campionato mondiale di nascondino. L’unico problema è il rischio che le persone non vengano mai più trovate, perse per sempre nell’elaborata rete di conigliere dell’Old Trafford. Questo vistro corrispondente una volta ha commesso l’errore di pensare di potersi spostare in sicurezza da un lato all’altro della tribuna sud, quando un programma su MUTV, la stazione televisiva ufficiale dello United, è stato spostato in un posto nuovo. Mai più. Sarebbe stato più facile uscire da un escape room

Dove vuole arrivare il Telegraph è chiaro: Ci sono tifosi – dice Ducker – per i quali demolire l’Old Trafford rappresenterebbe un tradimento delle tradizioni e della storia dello United. Ma il vero tradimento è in corso da 18 anni, quando i Glazer sono stati al comando. L’ultima cosa di cui lo United ha bisogno è un’altra decisione che gli impedisca di crescere come club dopo aver ceduto così a lungo terreno ai rivali. La realtà è che la spinosa questione del futuro dell’Old Trafford – qualcosa che avrebbe potuto essere affrontata molto tempo fa, se i Glazer non si fossero addormentati al lavoro – rappresenta non tanto un problema quanto un’opportunità unica per lo United di reinventare la propria casa spirituale. Ratcliffe dovrebbe vederlo come tale

 

   IDEE  Fratelli di Manchester  ►  Sarà facile spiegarlo a Ratcliffe, perché Ratcliffe – diamine – è un inglese. Oliver Brown, la firma più consevratrice del conservatore Telegraph esulta e scrive che Sir Jim Ratcliffe mantiene intatta l’identità inglese del Man Utd e questo dovrebbe essere celebrato. Il miliardario dell’Ineos era anche tifoso dello United da bambino, che vogliamo di più. Questo è il primo club inglese campione d’Europa, con 71 giocatori usciti dall’Academy sparsi nelle prime quattro divisioni e almeno un giocatore di casa in formazione dal 1937, una sequenza di oltre 4.200 partite, scrive Brown, una dimostrazione che anche nel più surriscaldato dei mercati globali, l’attaccamento al paese e alla comunità continua a contare. Ecco. 

Secondo il Telegraph Sir Jim Ratcliffe si adatta allo stampo dello United perché è cresciuto in una casa popolare a Failsworth, nella parte nord-est di Manchester. Ha raccontato in modo evocativo di aver guardato i giganteschi mulini che dominavano lo skyline del Lancashire degli anni ’50 e di essere stato conquistato dallo United nel momento in cui suo padre lo ha portato a una partita. È un legame che dura. Qualcuno potrebbe immaginare che Ratcliffe tragga le sue più grandi emozioni dagli affari che hanno prodotto una fortuna di 30 miliardi di sterline, ma nessuno può immaginare l’emozione che ha provato assistendo al miracolo del Nou Camp nel 1999. Quando ha detto di essere stato baciato da un numero di uomini adulti mai provato prima. Se consideriamo il fatto – continua Brown – che Ratcliffe ha sede a Monaco e che era vicino all’acquisto del Chelsea solo 19 mesi fa, allora c’è abbastanza nel suo background per suggerire che comprenda il potere e la mistica della storia dello United

Mica come quelli là, quelli dall’altra parte della città. Il Telegraph riconosce che molti tifosi dello United avrebbero avuto pochi problemi ad accettare l’idea di cedere il controllo del 100% del club allo sceicco Jassim bin Hamad Al-Thani, prima che questi ritirasse la sua offerta nel mese di ottobre. Se un abisso senza fondo di ricchezza sovrana del Medio Oriente ha potuto portare il Manchester City da tragicomici fallimenti fino al Triplete, perché loro non avrebbero dovuto desiderare la stessa istantanea trasformazione? Eppure – dice Brown – persiste la sensazione che Ratcliffe fosse l’opzione più appetibile. L’odio per i Glazer, remoti e irraggiungibili nella loro tana della Florida, ha mostrato il danno che una proprietà assente può creare. Il finanziamento dello sport da parte degli stati nazionali ha ridisegnato il panorama, e raramente in meglio

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