Il ragazzo del poster è Austin Reaves, perché gara-3 dei Lakers comincia dal suo tiro e dalla sua lucidità. In gara-1 era stato cancellato dai Thunder: 3/16 dal campo, 0/5 da tre, quasi tante palle perse quanti punti. In gara-2 ha risposto con 31 punti, sei assist e 10/16 al tiro, la sua miglior partita dal rientro dall’infortunio. Senza un Reaves di quel livello, soprattutto se Luka Doncic non dovesse esserci o non fosse vicino alla miglior condizione, i Lakers non hanno abbastanza creatività per tenere il passo di Oklahoma City.
La serie arriva a Los Angeles sul 2-0 per i Thunder. Oklahoma City ha vinto 108-90 gara-1 e 125-107 gara-2, dopo aver già battuto i Lakers quattro volte su quattro in regular season. Il conto complessivo dell’anno è 6-0, e il dato spiega bene la distanza vista finora. I Lakers sono furibondi con gli arbitri, come scrive The Athletic lo sono sia in pubblico sia in privato, le loro argomentazioni sono convincenti, LeBron viene regolarmente massacrato senza ricompensa. Eppure, come scrive Dan Woike, arbitraggi migliori non risolveranno i veri problemi dei Lakers.
“Hanno bisogno che Ayton sia più forte con la palla in mano e che finalizzi con decisione. Hanno bisogno che Marcus Smart marchi Gilgeous-Alexander senza commettere falli, mantenendo la capacità di segnare triple indisturbato e di prendere le giuste decisioni da palleggiatore. Hanno bisogno che la panchina sia efficace e dia energia alla squadra. E hanno bisogno che i Thunder sbaglino dei tiri. E hanno bisogno di un buon arbitro. Un Luka Dončić in salute avrebbe potuto cambiare le cose; i Lakers non ce l’hanno”. La squadra di Mark Daigneault è ancora imbattuta nei playoff: quattro vittorie contro Phoenix al primo turno, due contro i Lakers, sempre con la sensazione di avere più ritmo, più profondità e più soluzioni.
I Lakers avevano fatto una cosa importante eliminando Houston in sei partite senza Doncic e con Reaves rientrato solo in gara-4. Quel turno però ha lasciato fatica, e contro Oklahoma City la mancanza di Doncic è diventata più pesante. L’attacco ha trovato qualcosa in gara-2 con Reaves e LeBron James, che ha chiuso con 23 punti e sei assist tirando 9/18, ma il problema più grande è stato dietro. I Lakers hanno provato a usare Marcus Smart come primo difensore su Shai Gilgeous-Alexander, ma una serie contro i Thunder non si regge solo con un marcatore individuale. Serve una difesa di squadra: contenere il primo vantaggio, ruotare senza aprire il lato debole, non concedere punti facili in transizione.
Smart ha speso tantissimo in difesa e in attacco lo ha pagato, chiudendo gara-2 con 4/13 dal campo. È uno dei nodi della serie: se deve inseguire Gilgeous-Alexander per tutta la partita, i Lakers perdono efficienza dall’altra parte. Se invece aiutano troppo, Oklahoma City muove la palla e trova subito il tiro giusto. Per questo l’eventuale rientro di Doncic, indicato come questionable per una lesione di secondo grado all’inguine, cambierebbe il quadro: non risolverebbe da solo i problemi difensivi, ma darebbe ai Lakers un creatore capace di costringere i Thunder a difendere più a lungo e con più attenzione.

Oklahoma City, per ora, ha fatto tutto con una pulizia impressionante. In gara-2 ha tirato con il 68% da due e ha aggiunto 14 triple su 36 tentativi, il 38% dall’arco. Gilgeous-Alexander ha segnato 22 punti in appena 27 minuti, senza bisogno di forzare. Chet Holmgren ha aggiunto 22 punti e nove rimbalzi, Ajay Mitchell 20 punti e sei assist, Jared McCain 18 punti. La forza dei Thunder è stata proprio questa: non hanno dovuto spremere la loro stella, hanno distribuito minuti e responsabilità, e sono arrivati alla trasferta senza consumare troppe energie.
I Thunder restano senza Jalen Williams, ma la rotazione finora ha assorbito l’assenza senza perdere struttura. La palla si muove, la difesa tiene insieme pressione e coperture, Holmgren dà presenza interna e perimetro, mentre Gilgeous-Alexander può scegliere quando prendersi la partita e quando far lavorare gli altri. È una condizione ideale per una squadra che difende il titolo e che, almeno nelle prime due partite, ha dato l’impressione di pensare già più in là.
Per i Lakers, gara-3 è quasi obbligata. Devono alzare la fisicità, limitare le palle perse e impedire ai Thunder di correre dopo ogni errore. Ma soprattutto devono avere un Reaves ancora aggressivo: non solo realizzatore, ma creatore di vantaggi, uno capace di attaccare i closeout, arrivare in area e generare tiri puliti per LeBron e per gli specialisti. Se Doncic non gioca, o se gioca limitato, il margine passa quasi tutto da lì. Oklahoma City ha già dimostrato di poter vincere senza spremere Gilgeous-Alexander; Los Angeles, invece, ha bisogno che Reaves giochi una partita piena per evitare che la serie prenda definitivamente la strada dei Thunder.