I Giochi del 2028 e i ripensamenti della città sugli obiettivi
A Los Angeles invece il conto alla rovescia verso le Olimpiadi 2028 scorre veloce, e il City Council sta accelerando. Martedì i consiglieri hanno approvato all’unanimità l’Olympic/Paralympic Zoning Exemption Ordinance, un provvedimento che autorizza la costruzione accelerata — temporanea o permanente — delle strutture legate ai Giochi. Solo poche settimane fa la sindaca Karen Bass aveva dato il via libera all’espansione del Convention Center.
Sulla carta, LA28 doveva essere la prima edizione dei Giochi in ottant’anni a non costruire nessun nuovo impianto permanente. Avrebbe puntato tutto su stadi e arene già esistenti, racconta il sito Inside the Games. Ma la realtà è più sfumata. Los Angeles costruirà fan zone, tribune, media centre, campi provvisori come il Comcast Squash Centre agli Universal Studios. Il nuovo mandato del consiglio comunale consente di velocizzare ogni fase, “deviando dalle procedure urbanistiche tradizionali pur mantenendo controllo e responsabilità”, come riporta il LA Daily News. Le deroghe potranno essere concesse fino a sei mesi dopo la fine dei Giochi, mentre le installazioni temporanee dovranno sparire entro il 27 febbraio 2029.
Non tutti fanno salti di gioia. Alcuni quartieri denunciano quella che chiamano una visione miope e un uso improprio dell’urgenza olimpica. Il Los Feliz Neighborhood Council ha accusato il Comune di «avere un problema di priorità, la stessa urgenza non è stata applicata alla crisi abitativa che devasta Los Angeles». Il linguaggio del provvedimento, aggiungono, sarebbe «ampio e indefinito», un potenziale terreno fertile per abusi, corruzione e favoritismi.
Restano in sospeso i grandi temi del trasporto e della casa. L’ordinanza non copre i progetti ferroviari Metro 28 by 28, né quelli di mobilità aerea o la demolizione di alloggi. Eppure la trasformazione della rete urbana resta il cuore del progetto olimpico.
La sindaca Bass continua a sognare Giochi senza auto, con un sistema pubblico in grado di collegare «dozzine di impianti, dal crypto.com Arena al SoFi Stadium fino alle spiagge di Santa Monica». Il nuovo LAX/Metro Transit Centre Station, inaugurato a giugno, doveva essere il primo passo verso «una città più connessa, affidabile e attenta al clima».
A sette anni dall’avvio del piano 28 Projects by ’28, scrive Inside the Games, appena un terzo delle opere è stato completato. Così, mentre i cantieri arrancano, gli organizzatori esplorano soluzioni creative: un taxi d’acqua tra San Pedro e Long Beach, voli a corto raggio su velivoli elettrici Archer Aviation, 500 scuolabus a zero emissioni forniti da Highland Electric Fleets per trasportare lo staff olimpico. Una rivoluzione verde, sì , ma incapace di colmare le lacune del sistema di trasporto reale.
Quanto alla questione abitativa, i sindacati chiedono un piano straordinario: 50.000 case nuove, stop agli affitti brevi di Airbnb, trasparenza sui contratti dei siti olimpici. Mentre si parla di sostenibilità e legacy, migliaia di lavoratori lottano per difendere il salario minimo e 72.000 persone vivono senza casa. “Dopo i Giochi, cosa resterà a Los Angeles?” ha domandato Armando Elenes, segretario dei United Farm Workers, al LA Times.
L’ombra di Airbnb, partner ufficiale del CIO, pesa su una città dove gli affitti sono alle stelle e dove la promessa mai mantenuta di Casey Wasserman di costruire un Villaggio Olimpico da 17.000 posti convertibile in 5.000 alloggi accessibili è un ricordo lontano.