La prima medaglia dell’Uruguay ai Mondiali di atletica

Che altro è successo

L’oro americano nella staffetta mista sul miglio

Gli USA hanno fatto il record dei campionati correndo la staffetta mista in 3:08-80 con Bryce Deadmon, Lynna Irby-Jackson, Jenoah McKiver e Alexis Holmes. In ultima frazione Femke Bol si è preoccupata di difendere la seconda posizione anziché lanciarsi in una impossibile rimonta di 40 metri, il Belgio ha bruciato per due centesimi la Polonia nello sprint per il bronzo. Settimo posto per l’Italia con Luca Sito, Anna Polinari, Vladimir Aceti e Alice Mangione. 

 

Avanti Duplantis

La qualificazione era automatica a 5,80 ma quando si sono ritrovati in dodici a passare la misura di 5,75 tutto poteva dirsi compiuto e se ne sono tornati in albergo. Fra i dodici finalisti ci sono tutti i nomi più attesi: Armand Duplantis, Emmanouil Karalis, Sam Kendricks, Renaud Lavillenie. È arrivato il record nazionale del Qatar da Seifeldin Heneida Abdesalam. Simone Bertelli si è fermato a 5,55.

 

La prima medaglia dell’Uruguay dietro la solita Africa

Kenya o Etiopia. È dal 2011 che ai Mondiali la maratona va così, anche quando Rose Chelimo aveva in tasca un passaporto del Bahrein. Stavolta ha tenuto fede alla tradizione Peres Jepchirchir che ha corso in 2 ore 24 minuti e 43 secondi. Quarantadue km non le sono bastati per staccare tutte. Ha battuto allo sprint Tigst Assafa, la favorita di Track & Field.  La sorpresa è stata il bronzo uruguagio di Julia Paternain, una primizia assoluta per le donne del Sudamerica e una storica medaglia numero 1 per il paese ai Mondiali.

Paternain è una 26enne nata in Messico, uruguagi sono i suoi genitori, lei è cresciuta prima in Inghilterra e poi negli USA. Ha corso per il Cambridge & Coleridge Athletics Club e aveva rappresentato la Gran Bretagna agli Europei Under-23 del 2019. Dieci ritirate. Ventesimo posto per Rebecca Lonedo. 

 

Sara Fantini in finale nel lancio del martello

La campionessa europea Sara Fantini ha centrato la finale del martello con la decima misura e un lancio a 71,06. Il miglior risultato è venuto dalla canadese Camryn Rogers [77,52] e alle sue spalle Sylla Kosonen dalla Finlandia con 75.88- Nel senso che Kosonen viene dalla Finlandia, non è che ha tirato il martello dalla Finlandia, altrimenti sarebbe stata proprio brava, bravissima, e avrebbe fatto segnare molto di più. 

 

Eliminato Ingebrigtsen nei 1.500

Sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie: Jakob Ingebrigtsen è rimasto fuori dalla finale. È arrivato ottavo nella sua batteria e il tempo realizzato non era sufficiente per il ripescaggio. Federico Riva con 3:36.28 e Pietro Arese con 3:40.91 si sono qualificati per le semifinali dei 1.500 metri, quarto posto e primo posto nelle rispettive batterie. Il paradosso è che il tempo di Riva è stato il quarto in assoluto perché ha corso la serie più veloce, quello di Arese è stato il 22esimo perché ha vinto la serie più lenta. Joao Bussotti Neves, l’altro italiano, è stato eliminato pur avendo avuto un crono migliore di Arese [3:36.38]. Per lo stesso motivo avanza l’austriaco Raphael Pallitsch con 3:42.40 ma resta fuori il francese Azeddine Habz con 3:36.62, settimo crono assoluto. Un primato personale.

 

Carmassi e Carraro in semifinale

Avanti nei 100 ostacoli Giada Carmassi con 12.83 e Elena Carraro con 12.86, rispettivamente in assoluto 14esimo e 16esimo tempo, seconda e terza nelle proprie batterie. Il miglior crono è stato della giamaicana Danielle Williams [12.40]. Nessuna grossa sorpresa.

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