Il calciatore israeliano scartato in Germania per le sue opinioni su Gaza

Il caso Weissman al Fortuna Düsseldorf

Solo dopo diversi giorni, una volta saltato l’affare, il Fortuna Düsseldorf è riuscito a spiegare perché non ha ingaggiato Shon Weissman, attaccante, israeliano, 29 anni, un calciatore del Granada. Il Fortuna è da sei anni nella serie B tedesca e venerdì scorso ha dovuto dare spiegazioni alla comunità ebraica di Düsseldorf sui motivi che l’hanno indotto a fare retromarcia, nonostante fossero già state fissate le visite mediche. La Bild aveva parlato dell’imminente ingaggio ma la posizione pubblica assunta dal calciatore sull’invasione di Gaza ha spinto il club a un ripensamento.

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Nella ricostruzione della Suddeutsche Zeitung, per tre giorni il Fortuna ha esitato a dare spiegazioni sulle ragioni delicate che sono dietro la decisione. Venerdì i dirigenti del club sono stati a colloquio con i capi della comunità ebraica e con il commissario antisemitismo della città, in risposta a una richiesta di chiarimenti «in un periodo di crescente antisemitismo legato a Israele».

Il Fortuna ha scritto in una nota di essere profondamente rammaricato per questa irritazione e ha spiegato che «purtroppo, il processo essenzialmente apolitico dell’ingaggio di un calciatore è diventato una questione politica», considerando che le dichiarazioni di Weissman sui social media e il successivo effetto delle sue parole non erano in linea con i valori del club. La valutazione finale di tutte le informazioni e le nostre discussioni con Shon Weissman hanno portato alla decisione di non ingaggiarlo

Klaus Allofs, ex centravanti della Nazionale e oggi membro del consiglio direttivo, prima della partita casalinga contro l’Hannover 96 ha detto a Sky Deutschland che era assurdo immaginare che il mancato ingaggio fosse dovuto a un pregiudizio. Hanno voluto conoscere Weissman e discutere di persona di determinati argomenti, e solo in un secondo momento – dice – senza pregiudizi – hanno deciso di non ingaggiarlo.

Quando hanno chiesto all’allenatore Daniel Thioune che cosa ne pensasse, ha risposto: «Penso che mi manca un attaccante».  

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