Il mondo largo della nuova scherma

Bilancio dei Mondiali di Tblisi

DI ROBERTO LIBERALE

Il mondo cambia e s’è decisa a cambiare pure la scherma. Agli ultimi Mondiali di Tblisi sono andate a medaglia 16 nazioni, record eguagliato [come nel 2022], trent’anni fa erano 12, quarant’anni fa erano 7. Da dieci anni a questa parte non sono mai state meno di 14. Rispetto all’edizione del 2023 s’è aggiunta pure la Russia mascherata. L’Italia ha finito con quattro medaglie in meno e con due ori rispetto ai quattro di Milano, nessun argento contro i quattro, due bronzi in più. Sei medaglie totali è il peggior risultato da Mosca 2015, quando però nel medagliere arrivò un secondo posto perché gli ori erano quattro. 

L’Ungheria è rimasta per la prima volta senza oro da Wuxi 2018, dove fu una debacle con solo un argento e un bronzo. A Tbilisi sono almeno arrivate sei medaglie, tre d’argento e tre di bronzo. Otto nazioni hanno vinto almeno una un oro. Era successo a Budapest 2019 e più indietro nel tempo a Parigi 2010. Stavolta il mondo della scherma ha celebrato il primo titolo assoluto per Hong Kong e per la Georgia. 

Nelle ultime quattro edizioni, i paesi saliti sul podio per la prima volta sono stati dieci: Belgio, Brasile, Bulgaria, Egitto, Georgia, Gran Bretagna, Grecia, Hong Kong, Iran e  Kazakhistan, mentre il Venezuela ci è tornato dopo dodici anni. Le nazioni che non vincono una medaglia da più tempo sono la Finlandia [unico bronzo nel 1994], la Colombia [unico bronzo nel 1995], la Norvegia [unico bronzo nel 2005], il Portogallo [unico argento nel 2006]. Ma pure tra fioretti e sciabole il perimetro della conoscenza si allarga. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.