Cosa sarà di Kelly Doualla

 

   

Sui blocchi c’era un po’ di ansia ma meglio così perché mi ha aiutato ad andare più forte

Kelly Doualla

 

La bambina che ruba il premio alle grandi

Dicono che la migliore definizione di fuoriclasse comprenda la capacità di fare la cosa che serve nel momento giusto. Un ace sul match point dell’avversaria. Una tripla sulla sirena quando sei sotto di due in gara-7 di finale. Oppure raccogliersi su sé stessa, accartocciarsi con le suole delle scarpe poggiate ai blocchi di partenza di una corsia numero 6 dentro uno stadio finlandese. Hai 15 anni e le tue avversarie possono essere di cinque più grandi di te. È come entrare in quinta elementare quando dovresti andare in prima. Le altre conoscono le frazioni proprie e improprie, le apparenti e le equivalenti. Tu devi ancora imparare le addizioni e le sottrazioni fino a 20. 

Kelly Doualla ha messo 53 passi e mezzo nei 100 metri più attesi e più vistosi della sua attività – farebbe impressione dirla carriera. I titoli dei giornali, la diretta tv, una certa attesa che galleggiava nell’aria. È partita con un tempo di reazione di 0.115. Dopo 10 metri era seconda, dopo 20 prima, dai 30 in avanti si è capito che non avrebbe perso più. È arrivata sulla linea senza un cedimento, accelerando la frequenza dei passi fra il trentesimo e il quarantesimo, e poi tornando sulla cadenza originaria per gli ultimi dieci. Non ha smesso di correre fino a metà della curva dopo l’arrivo, con un’esultanza nuova, un’esultanza manifesto, non mi fermo, vado, vado e mi diverto. Si è presa un bacio da Alice Pagliarini che era in finale con lei e l’ha raggiunta laggiù, le ha stretto le mani, ti rendi conto Kelly, ti rendi conto di cos’hai fatto, dove sei arrivata. 

Il gioco adesso è reggere il peso di quelli come noi, quelli a cui non basta dov’è arrivata e che già si domandano dove arriverà, noi che vorremmo vederla raggiungere quel punto presto, prestissimo, subito, domani, tra un’ora. Il gioco adesso è capire cosa succederà nel suo corpo quando continuerà a mutare e a crescere, cosa accadrà con il metabolismo, cosa accadrà quando l’incoscienza svanisce e c’è una ragione che cresce in te [ma questa è Anna Oxa]. 

Kelly è nata a Pavia, i suoi sono del Camerun, e si sa come vanno queste cose – scrive Emanuela Audisio su Repubblica parlando di Victoria Mboko, la 18enne tennista canadese che la notte scorsa ha vinto il torneo di Montréal – hai davanti una bambinona che speri si metta paura. Invece quella rimonta e ti sorpassa: non gioca per il mutuo, per la fama, per la casa, ma solo perché le piace prenderti a pallate e non si stanca mai. Inesperta, sì. Grezza, certo. Una tecnica da migliorare, sicuro. Però anche una che non si inchina davanti alle vecchie e nuove padrone.

È quando smetti di essere la bambina guastafeste che il panorama cambia. Candace Hill corse in 10.98 a 16 anni. È rimasto il suo primato personale per sempre, sfiorato solo un’altra volta quando ne aveva 22 [10.99]. Kaylin Whitney corse in 11.10 a 17 anni ma poi capì che lo sprint era utile al servizio di un percorso da quattrocentista. Prima di compiere 16 anni Tamari Davis ha corso in 11.13, ora ne ha 22 e le sue medaglie internazionali sono arrivate dalla staffetta. Questo per dire: non si sa. Non sappiamo niente della Doualla di domani. Secondo Stefano Baldini, voce di Sky, si potrebbe fare un tentativo e portarla ai Mondiali in Giappone per la 4×100. La scuola sarà cominciata da poco, non perderebbe molte lezioni [va al liceo scientifico], può recuperare. Dibattito: gettarla a 15 anni dentro l’arena internazionale o imitare la federazione nuoto che ha lasciato a casa la coetanea Alessandra Mao

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Doualla ha 15 anni ed è già tecnicamente pronta per i 100. Le sue coetanee no. Zaynab Dosso è stata inizialmente una scattista. Un’ottima sprinter da 60 metri che si è costruita piano piano gli ultimi 40 metri per arrivare a correre in 11.01 nel giugno scorso, all’età di 25 anni. Quando ne aveva 16, sui 100 metri faceva 11.75. 

Giulia Zonca su la Stampa aggiunge che è difficile stabilire parametri di confronto per una velocità che l’Italia non ha mai visto prima e pure oggi si fa fatica a inquadrare Kelly Ann Maevane Doualla Edimo perché lei si supera. Va sempre a un ritmo che è fuori previsione ed è soltanto suo, legato a una dinamicità straordinaria portata con la giusta esuberanza e un’incredibile disinvoltura. Doualla è un concentrato di potenza, dote che attualmente usa come un gioco: la naturale capacità di penetrare l’aria, di entrarci proprio dentro, soprattutto alla partenza. Ovviamente nessuno della sua età le sta dietro, infatti lei racconta di allenarsi quotidianamente con i ragazzi, ma a guardare l’elenco dei tempi migliori, dei picchi di qualità che per Doualla sono consuetudine, anche lì, se si resta ai quindicenni, non ci sono paragoni. Non Tortu che pure sulla brillante precocità ha costruito la carriera, non nessuno. Per l’Italia questo grado di incisività nella gara più contesa del globo è un assoluto inedito. Con il vantaggio che l’idea non la spaventa affatto, è felice di correre, intrigata dal brivido, la gara la esalta

Federico Danesi su Libero dice che una così forte e così giovane come Doualla non l’abbiamo mai avuta. Non significa automaticamente che fra tre anni sarà sul podio olimpico, senza scommettere su quale gradino. Ma significa che è il miglior talento in assoluto dell’atletica italiana che pure negli ultimi anni ha rinnovato tanto.

Stefano Tilli era ieri sera in telecronaca su Rai Sport e stamattina sulla Gazzetta scrive: Con lei l’Italia ha un nuovo diamante della velocità, basta vederla correre per capire che ci sono tutte le caratteristiche per un futuro radioso. il carattere e la volontà sono fattori determinanti per uno sprinter. Un esempio? Il giamaicano Asafa Powell aveva un talento spropositato, addirittura più di Usain Bolt, ma ha raccolto molto poco in carriera per quel suo approccio alla gara timoroso. Doualla, invece, esegue tutto alla perfezione: esce dai blocchi con un’accelerazione perentoria e si lancia nella seconda parte con una forza naturale che impressiona. È un piacere vederla correre, con un’ampiezza che per certi atleti ci vuole una carriera a raggiungerla, mentre lei lo fa con naturalezza.  Doualla scorre sulla pista, non trovo un motivo per non gioire di questo risultato, dal quale si può intuire una carriera internazionale di altissimo livello. Una cosa è certa, non saremo noi a metterle limiti: a questa ragazza va dato il tempo di completare la maturazione, ha già delle masse poderose che indicano uno sviluppo molto avanzato, vale a dire che da ora in poi andrà consolidando il sistema nervoso, che è quello che conta veramente

Ma queste sono cose che ci diciamo noi adulti fra di noi, con le nostre manie, le nostre ossessioni. Tu, Kelly, per favore, non ci ascoltare.

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