Il tramonto di Cavani

      

Il tramonto di Cavani

  È un Matador meno piccante, dice stamattina L’Équipe a proposito di Edinson Cavani, arrivato a Parigi per segnare dopo 200 gol in sette anni dopo i 104 in tre anni di Napoli. Uno che il mestiere l’ha fatto e lo sa fare. È meno piccante solo perché l’età aumenta per tutti e per lui siamo arrivati a quota 38, tanto che dal luglio del 2023 con la maglia del Boca Jr. ha giocato 67 partite in tutto e ha segnato 25 gol, ma nell’ultimo mese s’è visto in campo per una mezz’ora contro l’Independiente e basta. 

Stasera chissà, stasera il boca ne deve segnare più possibile all’Auckland [parte da -1 in differenza reti] e aspettare buone notizie dal Bayern contro il Benfica [+6]. L’Équipe parla di amore sfocato per un calciatore che voleva un tramonto maestoso dopo quindici anni passati a vagare per alcune delle roccaforti del calcio europeo. Cavani sognava il Boca da quando aveva 10 anni, quando i suoi amici di Salto nel cortile della scuola parlavano di questo stadio leggendario con le stelline negli occhi

Il suo idolo all’epoca era Sergio Manteca Martinez, uno showman che si arrampicava sulle recinzioni della Bombonera dopo i suoi innumerevoli gol. Così, anziché rispondere ai ponti dorati offerti dalle sirene saudite, qatariote e persino brasiliane, ha detto sì a Juan Roman Riquelme, un modo per riavvicinarsi alla sua famiglia

L’Équipe scrive che Edi vive a Buenos Aires con moglie e figli, ha l’opportunità di passare il Rio de la Plata e vedere gli amici, la famiglia, per ricaricare le batterie nella sua estancia, diverse centinaia di ettari dove ama trascorrere il tempo libero fra cavalli, bestiame, pesca, lavoro agricolo. Ha lanciato una sua etichetta di vini, ma non è in prepensionamento. Gli hanno dato la maglia numero 10, gli hanno dato la fascia da capitano, ci sono cori con il suo nome, dice che se avesse saputo al Boca ci sarebbe venuto prima: Anche se non nega nulla dei suoi amori passati ed è ancora in contatto con Nasser al-Khelaïfi

Così viene da implorare Miguel Angel Russo con le parole che il giornalista genovese Piero Sessarego rivolgeva al cittì Azeglio Vicini nel ritiro di Marino a ogni santa vigilia di partita dei Mondiali ‘90: Azeglio, stasera ce lo fai vedere un po’ di Mancio? E Vicini rispondeva mormorando: Eh, il Mancio, il Mancio…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.