La Sampdoria in serie C
Tutto l’affetto di Chicco Evani non è bastato e neppure l’apporto esterno, equo e solidale di Roberto Mancini. La Sampdoria è retrocessa in Serie C per la prima volta nei 79 anni della sua storia, a una trentina dallo scudetto. Andrea Melli su la Stampa parla di “un’annata disastrosa sotto ogni punto di vista, figlia di una gestione societaria, quella del presidente Matteo Manfredi, deficitaria e di una mancanza di programmazione che ha portato a ben quattro cambi in panchina: da Andrea Pirlo ad Andrea Sottil, da Leonardo Semplici sino all’ultimo disperato tentativo”.
Otto vittorie in 38 giornate, eppure una media di 23 mila persone a Marassi, la più alta della serie B. Per Stefano Zaino su Repubblica “un affetto dirompente ma non sufficiente a rivitalizzare una squadra con poca qualità, priva di personalità e carattere. La Samp crolla sotto il peso della propria storia. Quelle maglie pesanti che furono di Vialli e Mancini atterriscono anziché spingere i giocatori. Lo disse Pirlo, primo dei quattro allenatori di questo campionato, parlando di squadra schiava della pressione in casa. Gli costò l’esonero, uno dei motivi oltre al conflitto con Pietro Accardi, il responsabile dell’area tecnica, ma i fatti non lo hanno smentito”.
La Gazzetta fa notare con Gregorio Spigno che nei giorni scorsi sono retrocesse anche la squadra femminile e la squadra Primavera, “un triplo tonfo clamoroso. E che non solo spedisce il Doria nel buio più totale in 79 anni, ma rischia pure di condizionarne il futuro”.
In un commento per il Secolo XIX Paolo Giampieri scrive che “sarebbe stata sufficiente un po’ di umiltà: non sono capace, mi affido a chi conosce il calcio, l’ambiente. Bastava confermare presidente Marco Lanna, mandato invece via a calci nel sedere: con lui quasi certamente la Samp non sarebbe retrocessa; probabilmente nemmeno la Primavera; probabilmente nessuno”.
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E dopo la Sampdoria vinse Caserta
Non avevano mai vinto prima, non avrebbero più vinto dopo. Sono stati gli ultimi scudetti eretici di calcio e basket. La domenica del 19 maggio di trent’anni fa venne il momento della Sampdoria, “come irresistibile anomalia dentro al sistema – dirà Giorgio Porrà nel suo speciale su Sky – trionfò col sorriso, con la spregiudicatezza dell’outsider, sovvertì l’ordine costituito, sorprendendosi lei stessa di tanta, spudorata improntitudine” Segue qui