Quando rivedremo Pogacar vs Van der Poel

Quando li rivediamo

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Harelbeke. Ventisettemila abitanti. Fiandre Occidentali. L’ultimo venerdì di marzo – cascasse il mondo – è il giorno della E3: la corsa che porta lo stesso nome dell’autostrada e che va su buona parte delle strade del Giro delle Fiandre. Si va per una dozzina di muri, si balza e si sobbalza sul pavé. Il Paterberg, il Kwaremont, il Tiegemberg. Tutte le stazioni dalle via crucis delle biciclette. È l’apertura della campagna fiamminga: Mathieu e Tadej si incontreranno di nuovo là, prima del vero Fiandre tra due settimane. L’immaginifico Alexandre Roos su L’Équipe non vede l’ora e dà voce a una domanda ancora senza risposta: chissà se Tadej Pogacar andrà alla Parigi-Roubaix per una nuova tappa del duello. Il suo staff vorrebbe impedirglielo, scottato dalla brutta caduta alla Strade Bianche, ma dopo la sconfitta di sabato a Sanremo l’orgoglio ferito del campione non lo spingerà a chiudere rapidamente i conti nel parco giochi dell’olandese?

Dice Roos che è stato senza dubbio Filippo Ganna a rendere meglio l’idea della Milano-Sanremo e di quel “duello omerico” che tutti ci siamo goduti, uno di quei duelli che hai aspettato per tutta la settimana e arriva una telefonata giusto quando comincia il Poggio. «Ho provato a seguire due divinità del ciclismo e ho perso qualche anno della mia vita» questo ha detto Ganna. O almeno questo Roos dice che Ganna ha detto. Qualcuno ogni tanto si intromette. Un Evenepoel, un Pedersen, persino van Paperin-aert [anche se è passato più tempo dice Roos], ma alla fine nelle grandi classiche oggi il duello è questo. 

Mentre aspettiamo di scoprire se Jonas Vingegaard riuscirà a sfidare nuovamente Tadej Pogacar al Tour de France, il duello tra il campione del mondo e Van der Poel promette una primavera emozionante e due settimane entusiasmanti. Il duello ha un sapore speciale perché mette uno contro l’altro due ciclisti molto diversi. Pogacar ha un raggio d’azione più ampio, Van der Poel può vincere tutte le classiche tranne il Lombardia. Ha già rinunciato al prossimo Mondiale su strada in Ruanda perché il percorso è troppo duro per lui. 

È questo equilibrio nello squilibrio la fonte della nostra eccitazione – scrive Roos. 




| Meno male: adesso non si annoia più nessuno

Forse è stata la più bella e arrischiata Milano-Sanremo che mi sia capitato di seguire. Il «forse» è solo una cautela contro il passato remoto dei ricordi, ma non ho nessuna difficoltà a toglierlo, a chiuderlo in un cassetto assieme alla retorica di vecchi passaggi mitologici: Passo del Turchino, Capo Mele, Capo Cervo, Capo Berta[aldo grasso, Corriere della sera]

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