Dieci anni dopo, il Fifagate non è finito ancora

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L’appello nel processo a Blatter e Platini. Le amicizie di Infantino

C’è un altro processo che comincia oggi, ma in Svizzera. Dieci anni dopo il Fifagate, siamo ancora in tribunale con Michel Platini e Sepp Blatter per il caso dei 2 milioni di franchi svizzeri pagati al francese non si sa bene a quale titolo. Siamo all’appello, i due dirigenti sono stati assolti con il beneficio del dubbio in primo grado nel luglio 2022. Il verdetto è atteso per il 25 marzo. La storia è qui

Le Monde fa notare che la FIFA si è costituita parte civile ma non sarà rappresentata all’udienza. Curioso. Per il giornale francese Infantino è il fantasma di questa storia. Il Fifagate ha avuto come conseguenza la sua ascesa e l’inizio della sua presidenza. 

Nick Harris, ex reporter della BBC in pensione, nella sua newsletter Sporting Intelligence [su Substack] ha scritto un intervento molto duro, parlando di una gestione vicina a signori della guerra, dittatori, funzionari corrotti e regimi autoritari che violano i diritti umani, per aumentare la sua popolarità

Lo spunto per l’intervento è stata la scena nello studio ovale della Casa Bianca tra Donald Trump, JD Vance e Volodymyr Zelensky. La FIFA ha portato negli USA i Mondiali di calcio per club dell’estate prossima e quelli per le nazionali del 2026, in co-organizzazione con Canada e Messico [Editoriale: Ehm. Fine dell’editoriale]. 

Mi sono ricordato – scrive Harris – ancora una volta che Infantino è prono a queste persone per guadagno. Non ha la spina dorsale per usare la sua posizione privilegiata e fare del bene. Tra i suoi principali successi c’è il fatto di aver reso famoso in tutto il mondo un truffatore, Salt Bae, in cambio di qualche piatto gratuito di bistecca mediocre. Viene da chiedersi se Infantino sia un corrotto che sta usando la sua presidenza per riempirsi le tasche, abusare del suo potere, o se sta gettando le basi per un futuro. Diverse indagini hanno concluso di no, altre non hanno portato a nulla. In tanti nel calcio pensano che Infantino avrebbe dovuto essere perseguito all’inizio del suo mandato alla FIFA

Trump e Infantino – continua Harris in Sporting Intelligence – promuovono interessi reciprocamente vantaggiosi ma tacciono sulle rispettive mancanze. Infantino non ha fatto nulla neppure quando Vladimir Putin ha dato il via libera a uno dei più grossi scandali di doping al mondo, perché si avvicinava la Coppa del Mondo di Russia 2018. Come Infantino ha misteriosamente orchestrato l’assegnazione della Coppa del mondo all’Arabia Saudita per il 2034 nonostante le enormi preoccupazioni per i diritti umani, mentre riempiva le casse della FIFA con denaro saudita. Infantino sembra non amare niente di più di un regime autoritario che supervisiona le violazioni dei diritti dei lavoratori, la corruzione e la mancanza di libertà di stampa, e riesce – per quanto inverosimile – a mascherarlo come un bene per il calcio.  

Editoriale. Gulp. Fine dell’editoriale. 

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