Il regalo del Barcellona all’Atlético Madrid

Barcellona e Real Madrid giocano a farsi i regali. Ne stanno distribuendo in dosi così massicce che si trova con le braccia ricolme l’Atlético Madrid, arrivato in cima alla Liga accanto ai catalani, e con una partita da recuperare. La sconfitta in casa con il Leganes getta nella disperazione la stampa locale [Mundo Deportivo: Disastro, Sport: Che frustrazione] e spinge Alfredo Relano su Diario As a commentare in termini Boomer. 

Ai tempi della schedina avremmo detto che il Leganés ha fatto esplodere il montepremi. La schedina viveva di queste macchie, quando si verificavano il numero dei 14 diminuiva così tanto che a volte ne rimaneva solo uno. Magari era una suorina che nulla sapeva di calcio, magari un contadino che faceva la sua colonna con uno di quei dadi che aveva segni 1-X-2 sulle facce, oppure era qualcuno che riempiva la colonna alla cieca, succedeva di tutto. La sorpresa era enorme, così come è stata enorme per il successo di questo Leganés guidato dal giovane Borja Jiménez, che ha ottenuto dalla sua squadra il massimo sforzo di concentrazione e sacrificio difensivo

Una linea difensiva anche a sei, con tre centrocampisti di copertura e un attaccante solitario sperduto laggiù, sacrificato in un belvedere lontano, un naufrago. Non è facile affrontare in queste condizioni così a lungo l’attacco del Barça, senza commettere errori. Lo hanno fatto.  Per il Barça è stata una partita molto spiacevole. La freddezza del Montjuïc – scrive AS – con un pubblico turistico, lascia i giocatori senza quella marcia in più che li aiuti a insistere. Flick le ha provate tutte, ha cambiato le carte, ma chi entrava si smarriva nello stesso labirinto bianco e blu. Madrid e Atlético gli saranno grati

L’Atlético di più. Il Real aveva lasciato altri due punti in campo sabato sera, pareggiando 3-3 contro il Rayo Vallecano. Santiago Segurola su As dice che Il Real Madrid ha lasciato a Vallecas una fotografia abbastanza precisa del suo stato, brillante in attacco – 16 gol nelle ultime sei partite di campionato – e più che irregolare in difesa”

Dopo lo 0-4 contro il Barça, la debolezza difensiva è stata molto evidente in Europa. Nelle ultime quattro partite di Champions, Carlo Ancelotti ha preso sempre almeno due gol, contro Borussia Dortmund, Liverpool e Atalanta. Il Milan ne aveva fatti tre al Bernabéu. Per essere una squadra ligia alla contro-ideologia della Sostanza, sono decisamente troppi. 

La partita con il Rayo – scrive Segurola – è stata più simile alle notti europee che al cammino in campionato, merito soprattutto della magnifica proposta della squadra vallecana, che non patisce complessi. Gioca a pieno ritmo, con un modello di gioco che ricorda l’Atalanta. Ritmi alti e impegno continuo non si addicono al Real Madrid. Non è un Madrid armonioso, né gioca un calcio fluido. Gli alibi non gli mancano: gli infortuni sono stati tanti e le formazioni di Ancelotti non trovano la continuità necessaria. Il Rayo ha messo il Real Madrid in una situazione molto delicata. Íñigo Pérez conserva lo stile di gioco che caratterizzava la squadra ai tempi di Andoni Iraola. Due ex giocatori dell’Athletic che presentano molte delle caratteristiche che delinearono la squadra di Bilbao nell’era Bielsa”. [Ahia, allora qui si configura il reato di cedimento all’estetica]. 

Segurola insiste e dice che il Rayo è squadra che prova a prendere alle spalle gli avversari. Corre senza svenire, non specula, propone un calcio offensivo nonostante i limiti della rosa e dell’economia del club. Sorprende l’acquisto di James Rodríguez, un veterano squisito in una squadra dalla mentalità stacanovista.

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