Europei di atletica. Giorno-4, la guida

GLI EUROPEI DI ATLETICA

LUNEDI 10 GIUGNO

CHE COSA E’ SUCCESSO

 Un oro inatteso e uno sfumato. Il lunedì sera dell’atletica leggera ferisce e medica nel giro di pochi minuti. Sara Fantini ha vinto il titolo europeo nel lancio del martello: una prima volta. Filippo Tortu aveva il miglior tempo di passaggio alla finale dei 200m – e invece puff: argento, battuto dallo Timothé Mumenthaler, sbucato dal nulla. 

In quest’aria di sbornia totale e collettiva, il gesto smodato e scostumato di Pietro Riva nella mezza maratona è passato in cavalleria. Ne scrive Aldo Cazzullo sul Corriere della sera, soffermandosi di fatto a dir due parole sul mamelismo che governa e impera: La mia opinione – dice – è che fare ciao ciao al rivale sorpassato sul rettilineo d’arrivo sia inaccettabile, e andrebbe sanzionato da chi ne ha la responsabilità. Irridere un avversario stanco, affaticato, sconfitto, è un gesto odioso, indegno di un atleta che porta la maglia azzurra. Come spesso accade, il taccone è stato peggio del buco: «Volevo solo dire che stavo andando — ha detto Riva —, non ho nulla contro i tedeschi, gli offrirò la pizza o cinque chili di Nutella». Ma quale pizza, quale Nutella; avrebbe fatto meglio ad ammettere di aver sbagliato. Se Riva avesse subito una scorrettezza, sarebbe comunque passato dalla parte del torto; ma di scorrettezze non si è parlato. Ovviamente, sui social il gesto è piaciuto moltissimo. Mi pare l’ennesimo segno del degrado dei rapporti umani. In passato succedeva, anzi, campioni straordinari come Gianni Rivera, Adriano Panatta, Alberto Tomba venivano criticati duramente, magari da giornalisti che un po’ vivevano di luce riflessa. Al contrario, la melassa, il coro di elogi, le lacrime di commozione alla lunga un po’ stancano, e possono finire per danneggiare l’eroe.

LA GIORNATA MINUTO PER MINUTO

 | 10.05 DECATHLON, 100 METRI

WR & ER: 9126 Kevin Mayer FRA 2018

 L’ultimo oro: Niklas Kaul GER

 Le cinque migliori prestazioni del 2024: 8462 Johannes Erm EST, 8282 Tim Nowak GER, 8190 Felix Wolter GER, 8098 Edgaras Benkunskas LIT, 8035 Jeff Tesselaar OLA

 Grandi assenti: 8708 Leo Neugebauer GER, 8517 Sven Roosen NED

 

E POI 

Dario Dester ha aperto il decathlon correndo il suo personale sui 100. Hanno fatto il personale anche tre dei primi quattro, compreso Erm, l’estone leader della classifica stagionale. Sesto tempo per l’attesissimo Kevin Mayer, il francese che sta cercando il passo, i punti, la forma, la fiducia, tutto, per i Giochi di Parigi

 


| 10.18 SALTO CON L’ASTA MASCHILE, QUALIFICAZIONI

WR & ER: 6.24 Mondo Duplantis 2024

 L’ultimo oro: Duplantis SWE

 Le cinque migliori prestazioni del 2024: 6.24 Mondo Duplantis SWE, 5.92i Thibaut Collet FRA (5.70), 5.85i Emmanouil Karais GRE (5.72), 5.83i Menno Vloon OLA (5.77), 5.82i Pal Haugen Lillefosse NOR (5.50)

 Grandi assenti: 5.83i Matvey Volkov BLR

 

E POI 

Avremo una finale senza italiani: fuori Stecchi e Bertelli. Sorprendente l’uscita di scena dell’olandese Vloon, che aveva la quarta misura dell’anno, ma rimasto a 5,60. Si è ritirato Lillefosse, il quinto del 2024. 


| 10.25 LANCIO DEL GIAVELLOTTO FEMMINILE, QUALIFICAZIONI

WR & ER: 72.28 Barbora Spotáková CZE 2008

L’ultimo oro: Elina Tzengko GRE

▥  Le cinque migliori prestazioni del 2024: 66.06 Victoria Hudson AUT, 63.90 Yulenmis Aguilar ESP (ex CUB), 63.58 Adriana Vilagos SRB, 63.21 Anete Sietina LAT, 62.72 Maria Andrejczyk POL

▥  Grandi assenti: 63.00 Tatyana Kholodovich BLR

 

E POI 

Rumorosa eliminazione per Yulenmis Aguilar, la cubana naturalizzata spagnola, venuta a Roma con la seconda misura dell’anno ma rimasta sei metri sotto quella prestazione. Eliminata Federica Botter


 | 10.35 200 METRI FEMMINILI, BATTERIE

▥  WR: 21.34 Florence Griffith Joyner USA 1988 ER: 21.63 Dafne Schippers NED 2015

▥  L’ultimo oro: Mujinga Kambundji SUI

▥  Le cinque migliori prestazioni del 2024: 22.50 Daryll Neita GBR, 22.58 Henriettte Jaeger NOR, 22.71 Boglarka Takacs HUN, 22.87 Mujinga Kambundji SUI, 22.89 Julia Henriksson SWE

▥  Grandi assenti: 22.29 Dina Asher-Smith GBR, 22.45 Rhasidat Adeleke IRL, 22.57 Gemma Joseph FRA, 22.60i Aber Anning GBR, 22.60 Ida Karstoft DEN, 22.64i Femke Bol NED, 22.81i Lieke Klaver NED

 

E POI 

In quattro sono scese sotto i 23” e in tre ci sono riuscite facendo il primato personale. Avanti in semifinale anche Irene Siragusa

 


 | 11.05 DECATHLON, SALTO IN LUNGO

 

 E POI 

Due norvegesi sono andati più lontano di tutti nella sabbia, Rooth oltre gli 8 metri con il primato personale. Il francese Gletty è in testa alla classifica generale dopo la prova. 


| 11.20 1500 METRI MASCHILI, BATTERIE

▥  WR: 3:26.00 Hicham El Guerrouj MAR 1998 ER: 3:27.14 Jakob Ingebritsen NOR 2023

▥  L’ultimo oro: Ingebrigtsen (NOR)

▥  Le cinque migliori prestazioni del 2024: 3:29.74 Jakob Ingebrigtsen NOR, 3:30.84 Isaac Nader POR, 3:32.13 Pietro Arese ITA, 3:32.20 Robert Farken GER, 3:32.68 Andrew Corscoran ITA

▥  Grandi assenti: 3:30.80 Azeddine Habz FRA, 3:30.92+ Josh Kerr GBR, 3:31.06 Elliot Giles GBR, 3:31.57 George Mills GBR, 3:32.56+ Jake Wightman GBR

E POI 

Beati gli avversari di Ingebrigtsen, perché di essi è un posto in finale. Ma è una verità invecchiata male. Il ragionamento valeva finché il regolamento ripescava i migliori tempi dei battuti, a Roma ci si qualifica invece con il piazzamento secco, avanti i primi sei, gli altri fuori.

Così ai piazzati dal settimo al 12esimo posto alle spalle del fenomeno norvegese capita di correre più velocemente del primo piazzato nella seconda batteria, eppure sono eliminati. Tutti in semifinale i tre italiani iscritti [Meslek, Riva, Arese], nella corsa che quest’anno ha cambiato più volte il detentore del record italiano


 | 11.50 800 METRI FEMMINILI, BATTERIE

▥  WR & ER: 1:53.28 Jarmila Kratochvilová TCH 1983

▥  L’ultimo oro: Hodgkinson GBR

▥  Le cinque migliori prestazioni del 2024: 1:55.78 Keely Hodgkinson GBR, 1:59.20 Erin Wallace GBR, 1:59.55 Alex Bell GBR, 1:59.57 Gabriela Gajanova SVK, 1:59.59 Eveliina Maattanen FIN

▥  Grandi assenti: 1:57.45 Jemma Reekie GBR, 1:57.86 Phoebe Gill GBR, 1:58.51 Ciara Mageean IRL, 1:59.93 Georgia Bell GBR, 2:00.16 Ellie Baker GBR, 2:00.16i Audrey Werro SUI, 2:00.27i Isabelle Boffey GBR

 

E POI 

Avanti tutte le migliori cinque iscritte, fuori invece le due mezzofondiste italiane, Bellò e Coiro, incapaci di correre sotto i 2:02. Forse la prestazione azzurra più deludente di tutti gli Europei

 


| 12.40 400 OSTACOLI MASCHILI, SEMIFINALI

Alessandro Sibilio sembra tornato nella forma che aveva a Tokyo tre anni fa, quando si infilò in finale. In mezzo ci sono stati due infortuni seri e uno preoccupante. Ha corso in 48.07 la sua semifinale rallentando fino a trotterellare sul traguardo negli ultimi 10 metri. Solo 7 persone al mondo sono state più veloci di lui nel 2024. Significa: un’altra finale olimpica. Sembra avere nei piedi il primato personale [47.93], forse anche il primato italiano [47.54]. Sibilio è laureato in ingegneria gestionale e ha studiato pianoforte. Sua  sorella Sara ha giocato a calcio, capitana del Napoli femminile.


 | 13.05 DECATHLON, GETTO DEL PESO

I due francesi hanno tirato più lontano di tutti. Gletty si è preso così il comando della classifica generale e Kevin Mayer è risalito fino al sesto posto. 


  | 13.15 400 OSTACOLI FEMMINILI, SEMIFINALI

WR 50.68 Sydney McLaughlin-Levrone USA 2022 – ER: 51.45 Femke Bol OLA 2023

 L’ultimo oro: Bol OLA

Le migliori cinque prestazioni 2024 fra le iscritte: 53.07 Femke Bol OLA, 54.31 Cathelijn Peeters OLA, 54.44 Louise Maraval FRA, 54.73 Lina Nielsen GBR, 54.86 Alice Muraro ITA

 

 E POI

Due italiane su tre hanno corso il loro primato personale ma non è bastato. Alice Muraro è la prima delle escluse. Ayomide Folorunso è invece stata ripescata e ha il quarto tempo assoluto, la sua migliore prestazione stagionale [54.52]. La sua famiglia è originaria del Sud-Ovest della Nigeria, Ayo gioia, si è stabilita con i genitori – la mamma Mariam e il papà Emmanuel, geologo minerario – a Fidenza. Studia medicina, vorrebbe specializzarsi in pediatra.


 |  19.30 DECATHLON, SALTO IN ALTO

 


 | 20.15 SALTO CON L’ASTA FEMMINILE, FINALE

WR & ER: 5.06 Yelena Isinbayeva RUS 2009

L’ultimo oro: Murto FIN

Le cinque migliori prestazioni dell’anno fra le iscritte: 4.86i Molly Caudery GBR (4.84 all’aperto), 4.81i Wilma Murto FIN (4.60 all’aperto), 4.75i Angelica Moser SUI (4.73 all’aperto), 4.73i Tina Sutej SLO (4.63 all’aperto), 4.66 Elisa Molinarolo ITA

Grandi assenti: 4.73i Paulina Knoroz RUS, 4.66i Margot Chevrier FRA, 4.65i Iryna Zhuk BLR

Le eliminatorie: Due italiane su tre si sono guadagnate la finale, Sonia Malavisi è stata la prima delle esclude. Eliminazione di grido per Tina Sutej, arrivata con la quarta misura fra le iscritte

E POI

Oro a sorpresa per la svizzera Moser, con il nuovo primato nazionale. Le due azzurre si sono fermate sotto la soglia del 5,60

 

 

|  21.05 200 METRI FEMMINILI, SEMIFINALI

 E POI

Le azzurre fuori dalla finale. Se per Irene Siragusa era un epilogo sospettabile, inattesa è l’uscita di scena di Dalia Kaddari –  che ha corso sì in 22.98 la sua migliore prestazione stagionale, ma che da troppo tempo non si schioda dal 22.7.22,9, secondo la considerazione di Stefano Tilli in telecronaca diretta sulla RAI

 


 |  21.33 LANCIO DEL MARTELLO FEMMINILE, FINALE

WR & ER: 82.98 Anita Wlodarczyk POL 2016

L’ultimo oro: Bianca Ghelber ROM

 Le migliori cinque prestazioni 2024 fra gli iscritti: 75.95 Zalina Marghieva MDA, 74.63 Krista Tervo FIN, 74.06a Bianca Ghelber ROM, 73.97 Silja Kosonen FIN, 73.67 Sara Fantini ITA

 Grandi assenti: 74.07 Sofiya Palkina RUS, 72.44 Nastassia Maslava BLR

 

E POI 

A guardar le liste europee stagionali, sara Fantini avrebbe dovuto chiudere al quinto posto, ma le liste sono fatte per essere spettinate, soprattutto una ragazza come lei, un’agonista. È andata in testa momentaneamente con il secondo lancio, si è ripresa il comando al quarto stabilmente, con la sua migliore misura stagionale, lasciandosi alle spalle la favorita, la polacca Wlodarczyk, forse arrugginita dalle poche uscite accumulate fin qui, ma una carriera carica di gloria tra Olimpiadi e Mondiali. Il suo 74.18 non rientra comunque fra le migliori 12 misure nella storia degli Europei, ma a Tokyo sarebbe valso il sesto posto in finale. 

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera scrive: Quello che nessuno si aspettava,  nella specialità più tecnica e tosta dei lanci, quella dove tra le donne non avevamo mai vinto nulla.  Sara che ha spiegato al Corriere come «per dedicarsi al martello come faccio io ci vuole autostima, grande autostima perché la gente ti guarda strano, perché non sarai mai una taglia 40 e perché i canoni di bellezza nello sport e nella vita sono ben altri, ma io me ne frego».

Emanuela Audisio su Repubblica dice: Datele un martello, saprà cosa farci. Sara non ve lo darà in testa, ma lo spedirà lontano.  Sara è nata nel ’97, un anno prima suo papà, ai giochi di Atlanta, arrivò in finale nel peso, la madre, Paola Iemmi, è ex nazionale di giavellotto. Dichiara di non essersi mai ubriacata, di non aver mai fumato, né fatto tardi la sera, pochi anche gli aperitivi. Però, stanotte, dai, si trasgredisce

Giulia Zonca su La Stampa spiega: Nel tempo il profilo delle lanciatrici è cambiato moltissimo, Fantini è interprete di un corso già iniziato anni fa, ma lo stesso si è trovata addosso uno sguardo appannato ed è convinta che l’Italia avrebbe iniziato ad avere risultati nel settore molto prima senza queste sviste. Proprio per questo ha iniziato a martellare a un’altra velocità, come segno di cambiamento e ora ha firmato una rivoluzione

Mario Canfora sulla Gazzetta racconta che Sara è rimasta lontana dai campi di atletica fino al 2013, perché non voleva trascorrere le giornate dove aveva visto i genitori allenarsi con tanta fatica. Dopo un paio di mesi di preparazione, cominciando con il lancio del disco, si è piazzata undicesima nel martello alla prima apparizione tricolore tra le allieve. In precedenza s’era cimentata nel tennis (sette anni) e anche con l’equitazione, praticata con la “monta americana”, quella dei classici film western

 


|   21.40 400 METRI MASCHILI, FINALE

WR: 43.03 Wayde van Niekerk RSA 2016 ER: 44.07 Matthew Hudson-Smith 2024

L’ultimo oro: Hudson-Smith (GBR)

▥  Le cinque migliori prestazioni dell’anno fra gli iscritti: 44.44 Alexander Doom BEL, 44.46 Charlie Dobson GBR, 44.94 Oleksandr Pohorilko UKR, 45.21 Liemarvin Bonevacia OLA, 45.27 Jonathan Sacoor BEL

Italiane: Riccardo Melli, Edoardo Scotti, Luca Sito [#6]

Le batterie: Ma che impressione ha fatto Luca Sito, arrivato al traguardo con il record italiano giovanile e il miglior tempo europeo Under-23 gestendo gli ultimi 20 metri e frenando addirittura nel finale, a poche ore dall’argento nella staffetta 4×400. Scendere sotto i 45 secondi è un obiettivo già alla sua portata, forse anche il primato italiano di Re. Ha confessato alla RAI di immaginare in futuro anche un percorso da duecentista. Qualificato pure Scotti, fuori Meli – il secondo degli esclusi. 

Le semifinali: Dalle batterie si era intuito che Luca Sito fosse sul punto di scendere sotto i 45 secondi. L’ha fatto andando a prendersi il primato italiano, con il miglior tempo europeo per un Under-23. È una delle sorprese più belle di quest’Europeo, bello anche in senso estetico, con la sua corsa rotonda, i suoi sforzi così distribuiti da non sembrare nemmeno tali. 

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera: Fino a tre anni fa Luca, milanese di Porta Romana, classe 2003, era uno studente di liceo linguistico incerto se scegliere il calcio o il basket a livello dilettantistico. L’Atletica Meneghina (club storico) ha scelto lui perché un allenatore dall’occhio lungo ha apprezzato la velocità siderale Luca con cui rincorreva la palla. Ieri questo ragazzino sconosciuto ai più ha dominato la semifinale dei 400 metri, stabilito il primato italiano (44”75) su una distanza complicatissima da maneggiare candidandosi a un podio in finale e staccando un biglietto per Parigi. Scusate se è poco.

 

E POI

Luca Sito è rimasto in testa fino ai 300m, negli ultimi 50 si è piantato perdendo tutto, ma non la luce sul futuro che lo aspetta. Secondo Stefano Tilli ha pagato un passaggio troppo avventuroso ai 200m, in 21.26: ma lo rivedremo nella staffetta lunga. Franco Fava sul Corriere dello sport-stadio dice che Sito era arrivato a questi Europei solo per fare esperienza. Poi nella prima giornata aveva lanciato la 4×400 mista verso l’argento col record italiano che valeva il pass olimpico. Poi ha iniziato a mietere personali nella prova individuale sul giro di pista: prima in batteria e poi in semifinale con 44”75, secondo crono più veloce della storia nella fase di qualificazione. Ieri sera il ragazzone della storica Pro Patria Milano si è battuto per una medaglia sul “giro della morte” dominato a suon di record dei campionati (44”15, secondo crono continentale all time) dal belga Doom. L’allievo di Alessandro Simonelli era alla quarta gara in quattro giorni, rispetto agli avversari più blasonati si era dovuto sottoporre al primo turno eliminatorio. È uscito sul rettilineo finale con l’argento in vista, poi ha ceduto e si è ripreso dando l’impressione di poter acciuffare il bronzo, andato invece all’olandese Bonevacia (44”80), con l’argento al britannico Dobson (44”38). Si è dovuto accontentare del 5° posto.

Oro al belga Doom, con il miglior tempo mai corso a un Europeo, 44.15: vincitore degnissimo, davanti a Charles Dobson che ha fatto il personale. In quattro sotto i 45 secondi. 

 


 |  21.50 400 METRI FEMMINILI, FINALE

WR & ER: 47.60 Marita Koch GDR 1985

  L’ultimo oro: Femke Bol NED

Le cinque migliori prestazioni dell’anno fra le iscritte: 49.80 Natalia Kaczmarek POL, 50.10i Lieke Klaver NED (50.62), 50.59 Lurdes Manuel CZE, 50.72 Sharlene Mawdsley IRL, 50.76 Andrea Miklos ROU

Grandi assenti: 49.17 indoor Femke Bol OLA, 49.51 Amber Anning GBR, 50.78 indoor Polina Miller RUS, 51.45 Barbora Malkova CZE, 51.59 Naomi Van den Broeck BEL, 51.60 Yemi Mary John GBR, 51.61 Keely Hodgkinson GBR

Le batterie: Tre italiane su tre hanno passato il turno. Alice Mangione e Anna Polinari hanno entrambe raccontato di non aver dormito o aver dormito poco dopo l’argento della staffetta 4×400 mista nel Giorno-1. Mangione ha corso addirittura il suo miglior crono dell’anno. È attesa presto a una prestazione sotto i 51 secondi.

 

 E POI

Emanuela Audisio su Repubblica: Fa miracoli la polacca Natalia Kaczmarek, resiste all’irlandese Adeleke, e chiude con uno strepitoso 48”98, miglior prestazione stagionale. Un’europea non correva sotto i 49″ dalla finale di Atlanta ’96 (Perec in 48″25)


 |  22.00 3000 SIEPI MASCHILI, FINALE

WR: 7:53.63 Saif Saaeed Shaheen QAT 2004 ER: 8:00.09 Mekhissi-Benabbad FRA 2013

L’ultimo oro: Topi Raitanen FIN

Le cinque migliori prestazioni dell’anno fra gli iscritti: 8:12.28 Daniel Arce SPA, 8:13.73 Djilali Bedrani FRA, 8:14.71 Alexis Miellet FRA, 8:16.04 Nahuel Carabana AND, 8:16.36 Nicolas Daru FRA

Grandi assenti: 8:13.47 Louis Gilavert FRA

Le eliminatorie: Ala Zoghlami ha corso 3 secondi più veloce del suo gemello Osama, ma è stato Osama a dover consolare lui. Ala è fuori dalla finale, Osama dentro. La formula scelta per questi Europei non tiene conto dei tempi nelle batterie. I primi 8 vanno avanti, gli altri vanno a casa. Il povero Ala ha beccato una batteria più veloce e competitiva, e di tanto: c’è stato uno scarto di 12 secondi fra la seconda e la prima. È andato via dallo stadio assai irritato, senza fermarsi al microfono di Elisabetta Caporale, mentre suo fratello cercava spiegazioni nei metodi di allenamento, eccetera. Non c’è niente da spiegare. Se Ala avesse corso la batteria di Osama, l’avrebbe vinta. Tutto qua. Si è qualificato con il quarto posto tra i lumaconi anche l’altro italiano Yassin Bouih.

 

  E POI

È finita con una doppietta francese e con tre primati personali tra i primi quattro. Oro a Miellet e argento a Bedrani, ma Osama Zoghlami ha provato a far saltare la corsa, mettendosi in testa e strappando subito, tentando una gara alla Panetta. Ha retto fino all’ultimo giro, quando è stato ripreso e scavalcato come nei western con Ulzana, senza nessuna pietà. 


 | 22.20 DECATHLON, 400 METRI

 

 E POI

Una sessione di 400m fuori dal mondo, con 7 primati personali e 3 migliori prestazioni stagionali per i primi 10, compreso Dario Dester. Al termine della prima giornata di gare, la classifica generale vede in testa il norvegese Skotheim davanti all’estone Erm e il francese Gletty. L’atteso superman Kevin Mayer è ottavo, Dario Dester dodicesimo.

 


 |  22.50 200 METRI MASCHILI, FINALE

 

 E POI

L’Olimpico aspettava Tortu per celebrare la doppietta azzurra 100-200. Invece l’oro di Tortu si è sbriciolato a 50 metri dal traguardo quando dalla corsia esterna è arrivato inatteso il 21enne svizzero Timothé Mumenthaler. Ha chiuso con 20.28, primato personale e miglior tempo europeo stagionale per un Under-23. Bravo, si è migliorato nel momento del bisogno. secondo Stefano Tilli c’era vento in curva, dove l’anemometro non lo rileva, tuttavia questa sconfitta – scrive Marco Bonarrigo sul Corriere della sera – resta davvero difficile da spiegare. Lui, bianco in volto, ci prova con la solita crudele onestà: «La semifinale non contava nulla, la finale era mia e dovevo solo prendermela: non sono stato in grado di farlo e il dispiacere è davvero enorme. I perché non li so: sono partito male e arrivato peggio e mi sembrava di zoppicare». L’argento di Tortu è il migliore risultato in carriera in un grande campionato ma per Pippo questo conta poco o nulla.

Secondo Giulia Zonca su La Stampa, Tortu ha avuto il coraggio di passare da un insostenibile 20″72, corso all’inaugurazione dello Stadio dei marmi, il 18 maggio, al 20″14 con cui si è qualificato alla finale, il terzo tempo in carriera. Ha speso molto in questo viaggio ed è probabile sia rimasto svuotato

Pier Bergonzi sulla Gazzetta considera che i suoi 200 non sono stati nemmeno parenti di quelli della semifinale. Tanto la sua corsa era facile e felice domenica, tanto è apparsa più pensierosa e contratta ieri. Filippo è un grande talento della nostra atletica, ma non riesce a recitare sul palco della Prima come fa alle prove. Ci dicono che in allenamento sia già sceso sotto i 20 netti, lui sa di poterlo fare e l’altra sera in semifinale abbiamo capito che quel tempo lo ha davvero nelle gambe. Non riesce pero a dare continuità ai suoi risultati e forse carica di troppi pensieri, di troppa attesa, le sue finali. Appena riuscirà a liberarsi ritroverà tempi e risultati all’altezza del suo talento.

Emanuela Audisio su Repubblica ricorda il paradiso raggiunto a 20 anni. In una notte del 2018 a Madrid. Una settimana dopo il suo compleanno. 9″99 sui cento metri. Primo italiano a scendere sotto i 10″, due centesimi in meno del dio Pietro Mennea. Uno tra i pochi bianchi a riuscirci (non arrivano a dieci). Il destino da predestinato, origini sarde, una nonna a Roma, famiglia in Brianza, il papà Salvino come allenatore. Poi l’esplosione sui 100 di Marcell Jacobs, Tortu che si perde, la sua rinascita nella staffetta, oro a Tokyo. E poi argento ai mondiali di Budapest l’anno scorso. Ma ora?

 


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