Cinquant’anni dopo Sparwasser, come se la passa il calcio dell’Est

    La maniera forse più contemporanea per celebrare i cinquant’anni del gol di Sparwasser venuto dall’Est è accogliere con entusiasmo questo nuovo vento che viene da lì, 11 Nazionali su 24 agli Europei. Oggi nel 74 la DDR batteva la Germania occidentale. Lo ricorda Giulia Zonca su La Stampa, connettendo quel frammento di memoria alla situazione politica attuale nel paese, con l’ascesa elettorale del partito di estrema destra AfD nella regione.

Nella Germania unita e fiera di esserlo ci sono tensioni che la attraversano e sembrano separare le problematiche delle regioni orientali da quelle occidentali. Più che frazioni, frizioni. Un confine immaginario e superato dalla società che il populismo si diverte a rimarcare. A stuzzicare. Parte da un disagio, ovvio, ma la Germania non si sentiva divisa nel 1974 e non si vuole sentire così nel 2024. Nelle ultime elezione europee molte regioni a Est sono andate all’estrema destra, ma questo è solo il primo tempo nella partita che va sotto il nome di «anno del voto». La Germania in autunno torna alle urne e ci sono esperti pronti a sostenere che la sterzata data per il parlamento europeo era un avvertimento, una domanda di attenzione. Un fallo di confusione. È una delle tante analisi che in queste settimane cercano di dare una prospettiva alle percentuali rimischiate, proprio nei giorni in cui cade l’anniversario di «Un incontro tedesco» ( «Eine deutsche Begegnung») come dal titolo del libro appena uscito per celebrare quel che è successo dietro le quinte di quel Mondiale.

Lorenzo Longhi su Domani cita un corsivo uscito su Der Freitag, un intervento che commenta la scelta della Germania di Nagelsmann di effettuare la prima parte della preparazione in Turingia, il cuore nero del paese, una delle regioni con il Brandeburgo e la Sassonia che andranno presto a elezioni regionali. Così, secondo Der Freitag, quel ritiro è stato necessario «per salvare la democrazia», ha scritto, «per la squadra ogni mezzo è giusto. Inchiodare gli avversari al campo, bere segretamente una pozione magica, mettere tutti i portieri tra i pali, in modo che nessun tedesco sul divano cada di nuovo in depressione quando subisce un gol. Voi calciatori tra i piedi non solo avete la palla, ma anche la responsabilità di impedire una rivolta popolare disfattista alle urne!».

Cinquant’anni dopo Sparwasser, scrive Lisa Di Giuseppe ancora su Domani, l’Est spaventa di nuovo Berlino dal punto di vista politico, mentre calcisticamente l’apporto è limitato a cinque calciatori. Oggi manca tutto: i circoli dilettantistici sul territorio sono stati smembrati, chi ha un po’ di ambizione deve trasferirsi a Ovest, e in generale il numero di calciatori attivi è diminuito. Quasi una metafora delle prospettive che incontrano nella vita di tutti i giorni i tedeschi dell’est.

SCENARI 

LE 11 NAZIONALI DI EURO 2024

Nella sua newsletter “On Soccer” per il New York Times, Rory Smith disegna allora il panorama del calcio dell’Est Europa, cominciando dall’Albania di Edi Rama, dove sotto il governo di Enver Hoxha era possibile seguire i Mondiali solo intercettando la RAI. In una recente intervista con Tuttosport, Rama ha detto che ricorda ancora con affetto quei momenti e che l’Italia è stata a lungo l’avatar dell’Albania nei grandi tornei di calcio internazionali. «Quando Dino Zoff alzò il trofeo a Madrid, abbiamo visto la Coppa nelle sue mani come se fosse anche nelle nostre». 

Negli anni successivi alla deposizione di Hoxha, i club albanesi avevano così poche entrate che le partite truccate e la corruzione divennero diffuse, dice Smith. Anche lo sviluppo giovanile in Albania è scarso o nullo: solo otto dei 26 convocati sono nati lì. Gli altri sono prodotti della diaspora, con le loro radici in Grecia, Germania, Svizzera, Italia, Spagna e Slough, la città satellite di Londra che si vanta di essere l’ambientazione della versione originale di The Office e il luogo di nascita di Armando Broja.

E poi abbiamo in Germania la Romania che non si qualifica per una Coppa del Mondo dal 1998, la Serbia che non giocava un Europeo dal 2000, la Georgia alla prima apparizione. Nessuna squadra dell’Europa dell’Est raggiunge le semifinali dal 2008: fu la Russia. È sempre più probabile che le semifinali siano ancora una volta un affare occidentale. Potrebbe essere quasi inevitabile. Il calcio internazionale è ora definito dal calcio per club. I migliori giocatori, i migliori allenatori e le migliori idee migrano verso i campionati più ricchi e potenti, consentendo la produzione di giovani giocatori su scala industriale. Il successo delle Nazionali è determinato, in larga misura, da come quelle leghe scelgono di investire il proprio denaro, il proprio tempo e le proprie risorse. Questo continua a favorire paesi esportatori come Portogallo, Belgio e Paesi Bassi – dove sono prodotte montagne di dati su ogni giovane giocatore – rispetto a posti come Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, che sembrano un po’ meno familiari, più distanti.

Tuttavia, dice Smith, mentre la Polonia è già diventata la prima Nazionale eliminata dal torneo, la prima settimana di Euro 2024 ha suggerito non solo che il divario può essere colmato – anche se di poco – ma che farlo è nell’interesse sia di questo torneo sia del calcio europeo nel suo insieme. Gli Europei sono migliori quando sembrano veramente rappresentativi del continente.  

  GEORGIA VS CECHIA

Eccolo il quinto derby dell’Est di questo Euro 2024. L’Équipe ha dedicato due pagine a Kvaratskhelia, lo Zidane del paese, nelle parole di Archil Beridze, il truculento presidente della Dinamo Batoumi si legge nel reportage della città da cui Kvicha è partito verso l’occidente. 

Mentre Tbilisi ruggisce di rabbia per spingere in piazza migliaia di georgiani contro una legge filo-russa, Batumi a fine maggio si è messa gli occhiali da sole. ll legame tra Batumi e Tbilisi esiste ancora. È l’orgoglio delle due città che accomuna un intero popolo. Questo trattino è simboleggiato da Kvicha Kvaratskhelia. Nessun accenno all’interesse del PSG. 

 LETTURA OBBLIGATORIA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.