Sostiene Shaquille che un terzo titolo di mvp a Nikola Jokic sia stato esagerato. Stavolta avrebbe premiato Shai Gilgeous-Alexander. Ma il titolo di perditempo, al serbo, non lo toglie nessuno. È la tesi espressa su Wall Street Journal da Robert O’Connell, convinto che tra le mille virtù del centro che gioca da regista ci sia pure quella mefistofelica di saper sfruttare il cronometro meglio di tutti.
Nelle prime sei-gare di playoff contro i Minnesota Timberwolves, Jokic ha sommato 166 punti, 61 rimbalzi e 48 assist, “ma alcune delle sue giocate più intelligenti non sono arrivate mentre tirava o passava la palla, sono arrivate quando non faceva niente di che”.
La teoria del Wall Street Journal è che con i Nuggets in vantaggio nel quarto-quarto, Jokic passa in una modalità diversa, usa ogni trucco possibile per far scorrere i secondi sul cronometro. Quando la palla attraversa la retina, Jokic la lascia rimbalzare, oppure finge di diventare all’improvviso goffo, inciampa, la fa rotolare sulle sedie, in realtà sta sfruttando le regole NBA molto spesso trascurate da altri. Quando un tiro è andato a segno, l’orologio continua a scorrere finché un giocatore della squadra avversaria non riprende la palla per rimetterla in gioco.
“Questo significa – dice il WSJ – che un giocatore consapevole, con la giusta miscela di piedi lenti e dita di burro, può togliere secondi preziosi alla squadra avversaria che ha bisogno di organizzare una rimonta. È esattamente ciò che fa Jokic”.
Il giornale economico ha messo in campo tutto il suo know-how matematico-scientifico per dimostrarlo. Con Denver in vantaggio, le tattiche perditempo di Jokic avrebbero bruciato nella serie di play-off contro Minnesota circa il 7% dei minuti a disposizione nel quarto-quarto. Secondo Pat McFarlane, direttore dei modelli predittivi di Philadelphia Phillies, l’utilizzo di questa tecnica fa aumentare le possibilità di vittoria della propria squadra fino al 3%.
In Gara-5 è successo che Jokic abbia accidentalmente calciato un pallone dopo che era finito in canestro. Il tempo impiegato per recuperarlo è stato di nove secondi. In un altro passaggio della partita ha fatto rimbalzare la palla una dozzina volte, dopo un canestro di Minnesota, prima di recuperarla. Per un totale di 10 secondi. Non per niente il suo soprannome è The Joker. Il bello è che pure quando recupera la palla e la rimette in gioco in fretta, nell’istante in cui passa fra le sue mani pare che tutto scorra a un ritmo lento. Tu ti distrai un attimo e quello accelera per inventarsi qualcosa. Quando c’è Jokic di mezzo, non sai mai cosa ti devi augurare, a quale velocità sarebbe meglio che il tempo andasse.
one of my favorite things to watch is when the Nuggets are protecting a 4th quarter lead, Nikola Jokic invents ways to waste time inbounding the ball so the clock keeps running. watch this masterclass tonight. pic.twitter.com/xQvh6QkVlx
— Rob Perez (@WorldWideWob) February 25, 2022
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