I MONDIALI DELLE ACQUE
Il giorno dei giorni di Arianna Bridi arrivò mentre eravamo confinati, poco fuori la prima ondata covid e a un passo dal rientrare in lockdown. Era settembre, cercavamo scampoli di normalità come sorsi d’acqua nel deserto. Arianna andò a cercare l’acqua in una delle maratone del mare più classiche, così classica che a suo tempo non si chiamava neppure fondo, acque libere, niente, si chiamava Capri-Napoli e aveva una storia di duelli fra egiziani [i Coccodrilli del Nilo] e argentini [i Caimani]
Bridi è trentina, al mare è arrivata dopo un passaggio in piscina. Quel giorno si fece a nuoto dai Faraglioni a via Caracciolo in 6 ore, 4 minuti e 26 secondi. Quando arrivò al traguardo le dissero che aveva battuto tutti, non nel senso di tutte, ma proprio tutti, compresi gli uomini, e gli uomini di ogni epoca. Il suo tempo era il nuovo record assoluto sulla distanza. Tempo dopo ne parlò con Giandomenico Tiseo per il Giornale.
«Mi ero concentrata sulla mia avversaria Ana Marcela Cunha e non mi sono preoccupata più di tanto di dove fossero i ragazzi. Poi, capire che fossero tutti dietro è stata una cosa incredibile, una soddisfazione immensa. Sono perfettamente consapevole che gli uomini siano più forti di me. Hanno fatto una scelta sbagliata e sono arrivati dietro una donna. Io sono certa che se ci riprovassimo altre 50 volte, sicuramente un riscontro del genere non riuscirei a farlo. È stata un’impresa dal punto di vista mentale. Ho avuto la capacità di rimanere calma e tranquilla, continuando a pensare alla mia gara al 100%».
All’età di quattro anni Arianna Bridi ha perso suo padre, «tutti i miei dubbi mi stavano divorando e riuscire ad esternare tutte queste cose mi ha portato a essere me stessa al 100%, a sentirmi vera e la persona che sono ora. Quando c’è stato il lockdown in primavera mi ha insegnato moltissimo a guardarmi dentro. Ho compreso i motivi delle mie sconfitte e in fondo la mia voglia di vincere è aumentata».
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È un giorno dei giorni pure oggi che i Faraglioni sono lontani 6mila km e le tocca nuotare al Vecchio Porto di Doha, un tratto di mare collegato al Souq waqif, il terminal dove attraccano le navi delle crociere e gli yacht di lusso. Hanno montato un quadrilatero da 1.600 metri circa per assegnare il titolo mondiale e le ultime 13 carte d’accesso alle Olimpiadi di Parigi. Bridi torna in nazionale dopo 5 anni di assenza. A Gwangju è stata tredicesima, uscì dall’acqua assai delusa, presto sarebbero cominciati dei problemi fisici che l’avrebbero portata a una doppia operazione cardiaca. Gli anni sono diventati 29, ora si allena con Fabrizio Antonelli, il tecnico dell’Esercito e di Gregorio Paltrinieri. Ha vinto un titolo europeo e due bronzi mondiali, ma non sa come sia fatta un’Olimpiade, non ne ha mai vista una. Hanno già un posto a Parigi le prime tre di un anno fa: la tedesca Leonie Beck – pure lei nel gruppo che si allena a Ostia – l’australiana Chelsea Gubecka e l’americana Katie Grimes. Ginevra Taddeucci, toscana, allenata da Giovanni Pistelli, fu sesta in Giappone, bruciata in uno sprint devastante dopo aver condotto a lungo. Beck e Grimes sono presenti nella entry list, Gubecka no. Ha chance e ambizioni la brasiliana Ana Marcela Cunha. Trentanove partecipanti su 72 sono nate dopo il Duemila, la più giovane di tutte si chiama Yihan Mao, cinese, ha 14 anni e mezzo.
Com’è andata: Bridi qualificata
#Doha2023 #openwater
Nella 10km di fondo vince l’olandese Van Rouwendaal
Ottavo posto e qualificazione olimpica per #Paris2024 per Arianna Bridi, commossa e felice a fine garaServizio di Elisabetta Caporale #AQUADoha2024 pic.twitter.com/WXnbSxTVJW
— RaiSport (@RaiSport) February 3, 2024
IL MONDIALE È TUTTO UN
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L’EREDITÀ Un trampolino senza cinesi
La Cina non perdeva una medaglia femminile ai Mondiali di tuffi dal 2017. Proprio non ci riesce. Quindici podi su quindici presi nelle ultime tre edizioni. Stavolta non poteva proprio farne a meno. Nel trampolino da un metro le due fenomenali Lin Shan e Li Yajie non si sono presentate. Era una grossa occasione per tutte. L’ha afferrata Alysha Koloi, 22 anni, australiana, come australiana era Maddison Keeney, l’ultima che le cinesi le aveva battute per davvero sei anni fa. È nata nel 2000 a Brisbane, la città olimpica dopo Los Angeles. Aveva cominciato con la ginnastica. È finita a dondolarsi con le punte su una tavola per seguire la sorellina minore. Non aveva mai partecipato a un Mondiale e ha vinto una specie di biglietto della lotteria. Con i suoi 260.50 punti sarebbe arrivata settima all’edizione scorsa.
È storico il bronzo di Maha Amer, prima egiziana nella storia sul podio, 26esima nel 2022, quinta nel 2023, stavolta terza, senza sapere se far festa o mangiarsi le mani, perché era stata la più brava nei preliminari della mattina.
LA FABBRICA DEI SOGNI Le teenager punite dai giudici
A oltre 100 punti di distanza – una enormità – nelle ultime sei posizioni dei preliminari si sono piazzate sei teenager. Dall’alto [ehm] verso il basso: la ceka Ivana Medkova [19 anni], la georgiana Tekle Sharia [17], Tsz Ming Chan di Hong Kong [14 anni], Gladies Lariesa Garina Haga dall’Indonesia [17], l’altra georgiana Mariam Shanidze [17], ultima l’indiana Palak Sharma di 16 anni. È storica pure la sua presenza. Non era mai successo che l’India portasse una ragazza ai Mondiali di tuffi. Palak Sharma è stata la prima Under-17 a vincere una medaglia d’oro nel campionato asiatico della sua fascia d’età [col sospetto che pure in questo caso non ci fossero le cinesi]. Voto più alto ieri: 4 e mezzo. Voto più basso: 2. Ma non si deve rimproverare niente. Shanidze ha preso tre volte 0.5, la povera Haga tutti zero alla sua seconda prova, come del resto è capitato alla danese Laura Valore al quarto giro. Scherzi della tavola scivolosa, forse pure dell’emozione.
IL TRAPPOLONE Gli errori delle italiane dal trampolino
È piena piena di rimpianti la gara di Elena Bertocchi e Chiara Pellacani. La romana è rimasta addirittura fuori dalla finale per un grave errore nel pre-salto in mattinata. Se avesse ripetuto i punteggi fatti per il quarto posto nel 2022 e per il sesto nel 2023, sarebbe andata a dormire con la medaglia d’oro posata sul comodino. Elena Bertocchi è stata in corsa [si dice: in corsa nei tuffi?] per una medaglia nelle prime tre prove. Ha chiuso invece 11esima per colpa dell’uno e mezzo rovesciato carpiato che le ha fatto perdere l’argento virtualmente suo. Però non sembrava disperata. Alla RAI ha detto che si trattava di una gara di riscaldamento, l’obiettivo della stagione è un altro. Deve gareggiare ancora nel sincronizzato e nel trampolino da tre metri, disciplina olimpica, al contrario di quello da uno.
LASCIA O RADDOPPIA Tom Daley, un ritorno con l’oro
Che gli vuoi dire più, a ‘sto ragazzone che vinse la sua prima medaglia d’oro in carriera addirittura quindici anni fa ai Mondiali di Roma dalla piattaforma, s’è preso due anni di pausa dopo Tokyo, e adesso tomo tomo ha guidato la Gran Bretagna al titolo mondiale nel team event. Noi a Slalom siamo romantici – e lo stavamo aspettando [qui]
🥇🥇Six gold medal dives from Team GB🇬🇧 #AquaDoha2024 pic.twitter.com/eHEEfzJgRl
— World Aquatics (@WorldAquatics) February 2, 2024
SARABANDA Il nuoto artistico
Ehi, scusate. Ma non c’era anche il nuoto sincronizzato artistico? Certo che c’era. Con i preliminari del Solo Tecnico femminile [specialità non olimpica], Solo Tecnico maschile [non olimpica] e Duo Tecnico femminile.
Senza la campionessa uscente Yukiko Inui, la greca Evangelia Platanioti ha chiuso in testa con un punteggio [270.19] da medaglia d’argento ai Mondiali di Fukuoka del luglio scorso. Ha trent’anni. È apparsa sulla scena ai Giochi di Londra, a Rio gareggiò nel duo con Papazoglu, pure lei di nome Evangelia [strano perché in genere sono quattro – bella battuta, eh?], a Tokyo è stata costretta a ritirarsi perché in squadra si scoprì un focolaio di covid. Lei lo aveva preso prima di partire. Oggi c’è la finale. Susanna Pedotti si è qualificata con il sesto punteggio. È una gara nella quale scentola pure una bandiera bianca della neutralità, accanto al nome di Vasilina Khandoshka, bielorussa.
Sia tra gli uomini sia nella gara di Duo c’è in testa la Cina, con il 16enne Shuncheng Yang e con Liuyi Wang-Qianyi Wang, argento l’estate scorsa alle spalle dell’Austria. Giorgio Minisini quarto e quarte pure Linda Cerruti-Lucrezia Ruggiero.