I MONDIALI DELLE ACQUE
Una sola presenza in piscina
L’assenza della pallanuoto
In principio furono in quattro, e per arrivarci bisognò passare da una minaccia di sanzioni da parte del CIO. Le prime donne del Qatar a un’Olimpiade arrivarono a Londra, era il 2012, a 43 anni di distanza dall’istituzione di un comitato per lo sport nel paese.
Quando Nada Arjaji si tuffò dal blocchetto della seconda corsia all’Acquatics Centre, terza batteria nei 50 stile libero, il mondo la chiamò pioniera. Stava mettendo un puntino nuovo su una mappa. Aveva 17 anni e raccontava di essersi presentata ai Giochi per nuotare quella vasca in meno di 30 secondi. Impiegò 89 centesimi di più, 58esimo tempo su 73 partecipanti e le sue Olimpiadi finirono dopo mezzo minuto. Ma era diventata la prima donna del Qatar sulla scena internazionale dello sport – lei figlia dell’ex portiere della nazionale di calcio, studentessa della Carnegie Mellon University. Nei giorni successivi avremmo visto Noor Al-Malki nei 100 metri dell’atletica, Bahya Al-Hamad nel tiro, Aia Magdi nel torneo di tennistavolo. Era caduta una barriera. Le donne non avevano mai gareggiato prima per restrizioni religiose, ma in aperta violazione della carta olimpica.
Oggi di sé il Qatar mostra Yasmia Ghanem che porta il golf nelle scuole per incoraggiare le ragazze a seguire la loro passione e corsi da 8.000 ore all’anno, le stesse previste per gli uomini. Mostra Reem Al-Sharshani nella Coppa del mondo di tiro e Tala Abujbara in barca nelle gare di canottaggio. «La cosa che amo del mio sport – dice – è che quando guardi una gara da lontano, non puoi dire se siano uomini o donne a remare. Gareggiamo nelle stesse discipline, sulle stesse distanze. Usiamo lo stesso equipaggiamento. Ci vestiamo persino allo stesso modo».
Ma visto da vicino nello sport del Qatar la differenza salta agli occhi. Dopo Londra la partecipazione è calata da quattro a due sia a Rio sia a Tokyo. Ai Giochi giovanili ragazze del Qatar non ce ne sono dal 2014. A questi Mondiali di Doha, da padroni di casa, ce n’è solo una. Una sola donna in una squadra da 78. È Nada Arjaji, sempre lei, la pioniera. Nel frattempo ha compiuto 29 anni. Lo sport del Qatar ha fatto un giro largo, ha avuto nelle sue città la Formula 1 e le moto, i Mondiali di atletica, i Mondiali di calcio, ora i Mondiali di nuoto, si è candidato a ospitare le Olimpiadi, ma con le donne siamo al punto di partenza. Nada. Ma che freddo fa.
MAPPE La prima volta di Singapore ► È la prima volta che la nazione di casa non ha una squadra al torneo femminile di pallanuoto. Era successo in effetti anche alla Spagna nel 1986, ma si trattava dell’edizione di partenza, non faceva ancora parte del programma olimpico, la diffusione era limitata a un pugno di paesi. Il posto riservato alla nazione di casa è stato preso in questi giorni da Singapore, dove il gran circo di uomini e donne in costume tornerà nel 2025 per un’altra edizione dei Mondiali, la quarta in quattro anni consecutivi, un calendario che esplode per recuperare il 2021 saltato per il covid. Il debutto delle ragazze di Singapore ha un po’ nascosto l’assenza delle qatarine. Dicono di esser venute per imparare. Hanno nella loro storia qualche podio ai Giochi del Sud-est asiatico e adesso nel bagaglio pure una serie di sconfitte che boh, chissà cos’hanno lasciato: 1-32 dall’Australia, 2-39 dall’Ungheria, 4-30 dalla Nuova Zelanda. Sette gol segnati in tre partite e 101 subiti. Non gli rimane che giocare per evitare l’ultimo posto. Nella sua prima apparizione a Budapest nel 2022, la Thailandia batté almeno la Colombia e chiuse quindicesima. Israele un anno fa a Fukuoka raggiunse addirittura il decimo posto.
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IL MONDIALE È TUTTO UN
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FATTORE C L’urlo di Chang
Stavamo aspettando l’urlo di Chen [Yiwen] e invece è arrivato l’urlo di Chang [Yani]. L’oro numero otto alla Cina l’ha portato lei del trampolino di tre metri, battendo la compagna di suqadra che aveva vinto le ultime due edizioni. Bronzo per Suji Kim della Corea del Sud. Yiwen aveva perso un anno fa di 18 punti, stavolta ha chiuso con un vantaggio di 18 e mezzo.
Il tuffo più difficile del programma era nel carnet di Maddison Keeney, 27 anni, australiana, un 2½ in avanti con un grado di difficoltà di 3,4. Non è stato il suo tuffo con il punteggio più alto, ma una votazione di 61,20 l’ha portata a 0,30 punti di vantaggio su Sarah Bacon e alla fine le è valso il quarto posto, a 8,30 dal podio.
La parte più drammatica della gara riguarda proprio la povera Bacon. È rimasta fritta quando eravamo a due tuffi dalla fine. L’argento mondiale da 1 metro era a sei punti da Chen, terza, ma ha sbagliato il 3½ in avanti. Ha chiuso al sesto posto.
I Mondiali di tuffi si chiudono con le finali nel sincro misto da 3 metri e nella piattaforma 10 da metri. Yang Hao cercherà il suo primo oro dopo due argenti e un bronzo, ma deve battere l’oro olimpico in carica Cao Yuan. Il detentore Cassiel Rousseau non difende il titolo.
COSA GUARDARE OGGI
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IL PROGRAMMA DI SAB 10 FEB
ore 7.30 Finale Duo libero misto | 10 Gala esibizione
torneo femminile [ottavi di finale] ore 10 Olanda-Cina | 14 Kazakistan-Grecia | 15.30 Australia-Gran Bretagna | 17 Nuova Zelanda-Canada
ore 10 Semifinali piattaforma maschile | 13.30 Finale trampolino sincro mixed [Matteo Santoro e Chiara Pellacani] | 18.30 Finale piattaforma maschile
ore 8.30 Staffetta mista 4x1500m
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