Il Mondiale di Humphries, l’altro Luke che ha battuto il 16enne. Le freccette in tv hanno superato la Premier League

 

 

DI ROBERTO LIBERALE

 

  Se non avessimo davanti a noi un 2024 così pieno di sport, stamattina saremmo in compagnia della certezza d’aver già trovato il personaggio dell’anno. È stata la finale mondiale più attesa e seguita nella storia dei darts. Merito dell’esplosione del fenomeno Luke Littler, che in tanti speravano di veder fare l’ultimo passo verso la storia con la conquista del titolo mondiale da adolescente, cosa mai accaduta nelle freccette, evento rarissimo anche negli altri sport. A vincere è stato invece l’altro Luke, il fresco numero 1 del ranking mondiale, Luke Humphries, che all’Alexandra Palace ha chiuso il cerchio di una stagione perfetta. Davanti a 4milioni di telespettatori su Sky Sport UK.

È stata una partita di alto livello, come le medie dei finalisti dimostrano. Entrambi oltre i 100 punti, sesta media generale più alta nella storia con 102,4 punti [103,67 per Humphries e 101,13 per Littler]. Il fatidico 180 è stato centrato per ben 36 volte [23 da Humphries e 13 da Littler].

Cool Hand, come è soprannominato Humphries, ha iniziato meglio. Molto freddo e rilassato, come recita il suo soprannome, ha vinto il primo set, poi è incappato nell’errore che più volte ha ripetuto nel corso dell’intera partita, ovvero sbagliare la doppia decisiva per il leg o per il set. Dal potenziale 2-0 si è passati sull’1-1. Le freccette telecomandate di Luke senior hanno ripreso a colpire ma il talento di Luke junior, detto The Nuke [la bomba nucleare] ha mantenuto la partita in bilico fino al 2-2, nel set giocato peggio da Humphries, che da quel momento in poi è sembrato spegnersi, anche le espressioni del suo volto non dicevano nulla di buono. Qualche episodio sfortunato, come le due freccette già sul board, colpite dalla terza e cadute a terra, ha contribuito al momento no di Cool Hand. Littler ha preso allora il largo vincendo facilmente il quinto e il sesto set. Sotto per 2-4, Humphries è sembrato ritornare in partita all’inizio del settimo set dopo una spettacolare chiusura a 170, la più alta possibile, tanto difficile quanto rara. Un 180 immediatamente successivo ha riacceso definitivamente Luke senior, ma il solito errore nella doppia di chiusura ha rimesso in gioco The Nuke, arrivato ad un passo dal 5-2. 

È stato il momento decisivo del match. Littler ha fallito per un nonnulla la doppia che lo avrebbe portato in vantaggio di tre set e proiettato forse definitivamente verso il titolo. Da quel momento Humphries ha infilato cinque set consecutivi, conquistando un mondiale comunque più che meritato. 

L’episodio che ha visto protagonista Littler è la replica esatta di ciò che accadde ad un giovanissimo Van Gerwen nella finale 2013 contro Phil Taylor. Il fuoriclasse olandese, allora 23enne e alla sua prima finale, stava dominando la partita. Sul 4-2 ebbe ben due occasioni per passare sul 5-2. In entrambe le circostanze sbagliò la doppia decisiva, lasciando via libera a Taylor per il suo 14mo e ultimo titolo. Littler si può consolare per la coincidenza, dopo quell’opportunità mancata Van Gerwen ha vinto tre mondiali ed è stato il numero 1 del ranking in più occasioni. Tutto il mondo delle freccette concorda sul fatto che questo ragazzone piombato all’improvviso sarà il futuro dominatore. 

Per il pubblico dell’Ally Pally sono state due settimane e mezzo spettacolari per una edizione a suo modo storica con quattro inglesi in semifinale. Anche se il più giovane di tutti non ha vinto, il titolo è andato a un avversario che con i suoi 29 anni resta comunque giovanissimo, il sesto più precoce in 31 edizioni. Il mondo delle freccette, nonostante il dominio di una sola nazione, esce da questi Mondiali con un notevole patrimonio di popolarità. Di Littler si continuerà a parlare, grazie a lui questo sport potrebbe ricevere inattesi dividendi in termini di praticanti. Anche in paesi lontani dalla cultura e dalla pratica dei darts.

Simone Burnton sul Guardian considera: Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a qualcosa senza precedenti, qualcosa di gioioso e assurdo, di imprevisto e inimmaginabile. Littler è stato il ragazzo che ci ha reso tutti figli, che ci ha fatto sognare. Martedì i dati di ascolto della sua semifinale hanno ampiamente superato quelli della partita di Premier League, West Ham-Brighton, che a dire il vero non è stato l’esempio più entusiasmante del suo genere. Non esistono pareggi per 0-0 nelle freccette

 

Per tutto il giorno nel profondo della mia mente ho pensato: – Vincilo adesso, perché presto questo qui dominerà il mondo delle freccette. Littler è un talento incredibile. Non solo al bersaglio. È fantastico anche con i media. Non vedremo mai un altro ragazzo di 16 anni come lui. Lui è qualcosa di diverso  | Luke Humphries

 

 

Jonathan Liew sul Guardian ricorda che nel passato del nuovo campione del mondo c’è stato un periodo di disagio personale. Il fatto che Humphries sia riuscito a mantenere un tale equilibrio nonostante una pressione così inimmaginabile – scrive – è un tributo alla forza mentale che ha sviluppato negli ultimi anni, una forza d’animo che lo ha portato a quattro titoli importanti e alla vetta della classifica mondiale. Non è sempre stato così. All’inizio della sua carriera ha sofferto gravemente di ansia sul palco e ha preso seriamente in considerazione l’idea di abbandonare lo sport.

Per intenderci sul tipo di seguito generato da questi Mondiali, bisogna ricordare che Jonathan Liew è la prima firma sportiva del Guardian, due volte premiato come giornalista inglese dell’anno. Ovviamente in giro ci sono pure i guastafeste, ce ne sono sempre dinanzi alla bellezza e alle storie popolari. Il ruolo se lo prende stavolta Oliver Brown, la firma più conservatrice del conservatore Telegraph. Mi dispiace per tutti i fan di Luke Littler – scrive senza dispiacersene affatto – ma le freccette non sono un vero sport. Paragonare Littler a Tiger Woods è assurdo, questo sensazionale adolescente non conduce la vita di un atleta professionista. Tendo a propendere per il punto di vista di Rob Bonnet, corrispondente sportivo della BBC. Nonostante le freccette fossero trasmesse dal suo datore di lavoro prima di Sky, una volta disse: «Non saranno uno sport finché i giocatori non dovranno far altro che piegare il braccio destro». Le freccette – continua Brown – potranno anche essere diventate un lussuoso business globale, ma i suoi principali praticanti non sono l’immagine della salute, non lo sono più di quando Steve Beaton lavorava sotto il soprannome di Adone di bronzo

Brown è un conservatore pure con le unità di misura e scrive che Raymond van Barneveld è arrivato a pesare 21 stone prima di impegnarsi a dimagrigre. Una stone equivale a 6 chili e 350 grammi. Adrian Lewis – una volta ha detto di essere stato definito un ciccione da Gerwyn Price a metà partita. Un tempo questi fisici comodamente imbottiti erano la conseguenza dell’alcol. Ora si deve di più allo stile di vita itinerante dei migliori giocatori. Gary Anderson ammette che una delle sue principali sfide in tournée è evitare il fast food dell’aeroporto. È stato un colpo di genio ridefinire le freccette come un’impresa fisica seria. Ma se Littler verrà inserito prematuramente nel pantheon dello sport, allora una certa dose di atletismo, per quanto modesto, gli va richiesta

Ma sì, però noi ci siamo divertiti.

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