COPPA DI INGHILTERRA
I giorni del Cinderella Football Club, e va bene. La magia degli elettricisti contro i campioni nel turno turno della Coppa d’Inghilterra, e va bene. Ma il terzo turno della Coppa d’Inghilterra ha messo pure di fronte Arsenal e Liverpool, la squadra che era prima in classifica a Natale e quella che guida oggi la Premier League. Con Virgil van Dijk fuori per infortunio, Andrew Robertson in convalescenza dopo un intervento chirurgico alla spalla, Mohamed Salah partito per la Coppa d’Africa, il Liverpool era senza alcuni dei suoi leader. Avevano però Trent Alexander-Arnold, un impressionante Trent Alexander-Arnold, come fa notare The Athletic.
“La maturità e la leadership del vice-capitano sono migliorate significativamente in questa stagione e in una trasferta così difficile, non solo si è fatto avanti, ma è parso apprezzare l’opportunità di poter guidare lui la squadra”. Il Liverpool ha vinto 2-0, lui ha servito la palla deliziosa del primo gol a Jakub Kiwior e mentre Klopp cercava di mantenere freschi i suoi centrocampisti tra infortuni e assenze di altro tipo, Alexander-Arnold ha concluso la partita da regista.
I 7.500 tifosi del Liverpool invece l’hanno finita cantando il coro: – Sono felice che Jürgen sia Red. Eh sì, perché come scrive Henry Winter sul Times, “Klopp ha ideato questo. La gestione del gioco, la fiducia che attraversa la squadra, la cultura che ha plasmato questo stile. La riorganizzazione dell’attacco è stata fondamentale, ma altri piccoli cambiamenti sono stati significativi”.
Andy Jones su The Athletic si domanda solo come sostituire Salah in questo mese. “La soluzione rimane un work in progress. Harvey Elliott ha giocato sul lato destro dell’attacco del Liverpool nel primo tempo. È una posizione in cui ha operato in una manciata di occasioni, la più recente nella vittoria per 5-1 sul West Ham il 20 dicembre. Ma Elliott è un giocatore molto diverso da Salah. È pulito e ordinato nel possesso di palla, gli mancano il ritmo e l’istinto da gol che offre il nazionale egiziano. I suoi 26 tocchi nei primi 45 minuti hanno evidenziato la difficoltà avute nell’influenzare la partita”.
Peggio è andata dall’altra parte, come sottolinea Barney Ronay sul Guardian: “Havertz sintetizza l’impotenza offensiva dell’Arsenal. L’attaccante era il punto centrale dell’attacco dei padroni di casa, ma i loro schemi ingarbugliati non sono serviti a niente contro il Liverpool”.
Alla fine Mikel Arteta ha detto di temere che l’Arsenal sia prigioniero di un blocco mentale dinanzi al Liverpool. Era la stessa cosa che si diceva di Roger Federer quando all’inizio perdeva contro Rafa Nadal. In realtà era un questione tecnica. Erano le traiettorie mancine dello spagnolo che tormentavano il suo rovescio, il punto debole, e lui non sapeva uscirne. Fatelo sapere a Mikel Arteta. Gli tocca trovare una soluzione, non uno psicologo.