Le fatiche di Béryl Gastaldello: 18 gare in 6 giorni. I due argenti in staffetta dell’Italia – Gli Europei di nuoto in vasca corta

Prima di mettersi in posa davanti ai fotografi con otto medaglie d’oro, quelle medaglie d’oro Michael Phelps a Pechino dovette guadagnarsele. Nuotò le tre finali delle tre staffette e tre turni in ciascuna delle cinque gare individuali. Diciotto gare fra il 9 e il 17 agosto. Béryl Gastaldello farà di più. Diciotto gare in 6 giorni agli Europei in vasca corta. Ha cominciato ieri e finirà domenica 10 dicembre.

Se non nuota tanto, Béryl va piano. Così ha scritto L’Équipe che ha dedicato un servizio all’impresa della francese. Non vincerà otto medaglie d’oro come Phelps, non è quello l’obiettivo. L’obiettivo è restare competitiva in coda a un anno disgraziato. A giugno ha visto morire sua madre Véronique Jardin-Gastaldello, ventiquattro volte campionessa di Francia, la donna che più sapeva cosa significasse il nuoto per Béryl, spinta da un costante bisogno di sfide. A lei promise che avrebbe gareggiato lo stesso ai campionati nazionali solo pochi giorni dopo, «per trasformare la sofferenza in forza» dice. È il manifesto della sua visione dello sport. «È difficile farlo ogni giorno. Penso spesso al fatto che non ho più genitori. Ho parlato con mia madre il giorno prima della sua morte. Mi ha detto che avrebbe voluto vedere il giorno in cui avrei nuotato i 100 metri sotto i 53 secondi, ma che lei sarebbe stata lì dietro di me. E queste sono emozioni forti. Voglio andare a prendermi questo traguardo per me e per lei».

 

Olivier Sangaria, il suo allenatore, ha approvato il programma extra-large delle diciotto gare. Dice che servono a diluire l’ansia. «Più nuota, più va veloce. La ripetizione delle gare le fa alzare il livello di prestazione dal momento in cui riprende. Inoltre allenta un po’ la pressione». 

L’Équipe ha scritto che i due non hanno dimenticato le emozioni contrastanti provate nella finale dei 100 metri ai Mondiali in vasca corta di Melbourne lo scorso anno. Nonostante una forma considerata eccezionale, Gastaldello è arrivata solo settima, un secondo più lenta del miglior tempo, prima di recuperare e vincere la staffetta mista con il record del mondo. 

«Vivo tutto con ansia, devo gestirla», spiega lei, vicecampionessa del mondo dei 100 misti in vasca corta. «A volte metto il mio corpo in stato di allerta, non è paura della gara, è un brutto modo di affrontarla. È colpa della mia ossessione di voler controllare tutto».

Come Phelps a Pechino, nel programma di Gastaldello ci sono quindici fatiche individuali [50-100 stile libero, 50 farfalla, 100 misti, 100 dorso]. La sequenza più delicata arriva domani, con la semifinale dei 100 metri stile libero e la finale dei 100 misti a pochi minuti di distanza, ma Gastaldello dice che ai meeting dell’ISL [ve la ricordate l’ISL?] eccelleva proprio in questa combinazione di divertimento e ripetizione, divertimento e ripetizione.

È riproducibile in una competizione ufficiale? si domanda l’Équipe. E noi che ne sappiamo. 

Sappiamo solo che ai campionati francesi di Angers, nel mese di ottobre, ha testato con successo il metodo. Senza una particolare preparazione ha battuto il record francese dei 100 dorso [56”18]. 

«È la sua forza riuscire a fare tante cose. Per lei il nuoto deve restare un gioco» pensa Olivier Sangaria. Le piacerebbe salire sul podio in tutte le gare individuali, ma l’obiettivo principale è Parigi. Come per tutto il nuoto francese, e mica solo quello francese.

Da diversi mesi – spiega il giornale francese – sta lavorando per rafforzare la parte superiore del corpo e ottenere prestazioni migliori anche in vasca lunga. Il suo coach racconta che Gastaldello nuota per l’80% sulle gambe, è una specialista della subacquea, ma con meno virate e in vasca lunga la propulsione passa dalle braccia e loro stanno lavorando per cambiare un po’ questo rapporto percentuale. Ha messo quattro chili di muscoli per riequilibrare il nuoto, e vediamo queste 18 fatiche come vanno. 

 

La prima giornata dell’Italia

 

Se Mameli vi ruggisce dentro, sfamatelo con due medaglie d’argento. Sono arrivate entrambe grazie alle staffette stile libero sui 50 metri, la maschile e la femminile: con Deplano, Zazzeri, Ceccon e Miressi alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Grecia; con Di Pietro, Cocconcelli, Tarantino e Curtis dietro la Svezia. Sara Curtis, 17 anni di Cuneo, si è anche qualificata per la finale individuale dei 50 stile libero con il primato personale. È alla sua prima manifestazione internazionale tra le adulte.

Stefano Arcobelli sulla Gazzetta racconta chi è l’ultima novità del nuoto italiano. Un pesce di nome Sara. Sorridente, emozionata e medagliata, per la prima volta tra le grandi. A 17 anni e 108 giorni Sara Curtis si regala una serata con i fiocchi”. La chiama la velocista del destino, proiettata verso una nuova dimensione dopo aver vinto tutto a livello giovanile, compresi un oro, e 2 bronzi agli Europei junior nel 2022 proprio in questa stessa vasca di Otopeni. Coincidenze. Di papà italiano e mamma nigeriana, allenata da Thomas Maggiora che la segue da 7 anni”.

Di lei il coach dice alla Gazzetta: «È una ragazza solare, sempre allegra, educatissima, capace di entusiasmarsi per le piccole cose, o di ballare in camera di chiamata e poi di salire sul blocco e vincere la gara. Si sa trasformare. Il bello di lei è che ogni allenamento lo vive come se fosse il più importante dell’anno».

Prima di una gara o di una seduta – racconta ancora Arcobelli – le consegna un ciondolo che è una sorta di talismano, un legame per rafforzare ogni volta «la fiducia senza limite» che c’è nel sodalizio tecnico. Sempre predisposta alla crescita, Sara stravede per la prodigiosa canadese Summer McIntosh, nata nel 2006 come lei. E va fiera dei bambini «che mi prendono come punto di riferimento. Oltre il nuoto mi piace leggere, scrivere, stare col fidanzato e gli amici. I compagni di nazionale sono tutti più grandi e li ho sempre visti con grande ammirazione. Ho tanti obiettivi prefissati, ma la vita dell’atleta è fatta anche di sacrifici da sostenere e quando vengono ripagati è bellissimo»”.

L’Italia ha portato pure Benedetta Pilato e Martina Carraro in finale nei 100 metri rana. Pilato ha il quarto crono [1:04.45] dietro l’olandese Tes Schouten [1’04’’02], l’estone Eneli Jefimova [1’04’’03] e la svedese Sophie Hansson [1’04’’07]. Scrive Enrico Spada su Tuttosport che Jefimova può contare sull’imprevedibilità del suoi 17 anni, forte di sei titoli continentali a livello juniores. Vero che Benny non è una veterana, ma da poco maggiorenne e abile al volante a Torino quando si tratta di sbrigare le faccende personali. Servirà trovare le giuste motivazioni perché il quarto tempo di ingresso in 1’04’’45 ha in sé degli errori a cui poter porre rimedio

Lei dice: «Ho sbagliato le virate, soprattutto la seconda. In quest’ultimo caso ho perso parecchio tempo. Sto facendo fatica ad avere la giusta adrenalina anche perché l’ambiente è vuoto e bruttissimo».  

In effetti, abbastanza a sorpresa, la vasca di Otopeni non si è riempita. L’effetto Popovici non si vede ancora. 

I record della prima giornata

 

Il francese Maxime Grousset ha nuotato i 100 metri farfalla in 48.94 in semifinale. La sua prima volta sotto i 49. Nella stessa gara Noe Ponti ha fatto il record dei campionati e il record di Svizzera con 48.61, cancellando un crono che resisteva da dieci anni [48.93 Evgeny Korotyshkin]. Daniel Wiffen ha fatto il record d’Irlanda dei 400 stile libero maschili: si è migliorato di tre secondi [3:35.47]. La staffetta britannica ha abbassato due volte limite con Matt Richards, Duncan Scott, Alexander Cohoon e Lewis Burras, con la sostituzione di Ben Proud in finale. L’Irlanda ha un nuovo primato anche nei 50 stile libero femminili grazie a Danielle Hill [24.16], Kalia Antoniou lo ha battuto per Cipro. Andrea Podmanikova ha abbassato quello della Slovacchia nei 100 rana, per la prima volta sotto 1:05, e la scozzese Kara Hanlon lo ha migliorato per la Gran Bretagna. È la prima del suo paese sotto la soglia dell’ 1:06.

Altri record nazionali: Daniel Gracik per la Repubblica ceca nei 100 farfalla, Thierry Bollin per la Svizzera, Ralf Tribuntsov per l’Estonia, Miroslav Knedla [18 anni, oro europeo jr] per la Repubblica Ceca nei 50 dorso, Diana Petkova per la Bulgaria nei 100 rana, Lucas Henveaux per il Belgio nei 400 stile libero, David Popovici per la Romania nei 50 stile libero, in prima frazione di staffetta. Aspettando che per il suo campione la piscina si riempia. 

 

  IL PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 6 

ore 8.30 batterie 200 dorso donne [con Margherita Panziera] | 8.41 batterie 50 stile uomini [con Leonardo Deplano, Giovanni Izzo, Alessandro Miressi, Lorenzo Zazzeri] | 8.56 batterie 200 farfalla donne [con Alessia Polieri] | 9.07 batterie 100 rana uomini [con Nicolò Martinenghi, Simone Cerasuolo, Federico Poggio] | 9.21 batterie 100 misti donne  [con  Costanza Cocconcelli, Anita Bottazzo, Jasmine Nocentini, Sara Curtis] | 9.29 batterie staffetta 4×50 mista uomini | 9.37 batterie 1.500 stile uomini [con Luca De Tullio]

 

ore 17 finale 50 stile donne | 17.05 finale 50 dorso uomini | 17.10 finale 100 rana donne | 17.16 semifinale 50 stile uomini | 17.23 semifinale 200 farfalla donne | 17.43 finale 100 farfalla uomini | 17.49 finale 800 stile libero donne  | 18.07 semifinale 100 rana uomini | 18.16 semifinale 200 dorso donne | 18.26 semifinale 100 misti donne | 18.45 finale staffetta 4×50 misti uomini

 

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