Oui, je suis Aureliò e Mi son Galliani – Monza-Napoli nel Barnum della A

 

LA TIGRE L’Inter trasformata

Paolo Tomaselli, Corriere della sera: È qualcosa che la squadra di Inzaghi ha dentro, una fame assassina che la fa andare in vantaggio alla prima vera occasione. L’Inter non è mai stata così bene, di gambe e di testa. E anche la mezza rimonta subita e i brividi nel finale tornano utili, per non peccare di presunzione. Nel giorno del suo trentesimo compleanno, è Romelu Lukaku a soffiare così forte sulle candeline da spostare gli avversari: L’Inter è salita su una nuvola e vola senza zavorre. Per tirarla giù da lì, bisogna salire a prenderla.

4-2

 

CREPE  Attilio Fontana ne ha combinata un’altra

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, maneggia le metafore come le mascherine Ffp2. Ricordate quando, all’inizio della pandemia, impiegò cinque minuti a infilarsela, rischiando di strozzarsi? Ora, in occasione dell’evento «Il Foglio a San Siro», per sottolineare le carenze strutturali di San Siro e la necessità di un nuovo impianto, ha paragonato lo stadio milanese al «viso di una vecchia signora che cerca di dissimulare l’età».

Vero che quando parlò di «razza bianca» da tutelare dagli sbarchi dei migranti fece di peggio, ma esistevano modi più eleganti per riferirsi ai problemi del vecchio Meazza.

Metafora doppiamente irrispettosa, per le signore in età, paragonate a pietre decadenti, non certo una galanteria, e per il glorioso stadio che merita il rispetto che si deve a un monumento nazionale. San Siro è molto più di un impianto sportivo. È stato per esempio, un percorso educativo per generazioni di bambini impazienti che hanno scalato di corsa le rampe a spirale per arrivare ai popolari. Hanno imparato che per meritarsi la vista del prato verde, devono faticare in salita e avere pazienza. Un percorso dantesco, il paradiso sta in alto. E comunque i templi non si abbattono mai” . di luigi garlando, la Gazzetta dello sport

 

Le due squadre più in forma dopo l’Inter

 

  È vero che il Napoli ha rallentato nel finale e che in queste ultime settimane viene raccontato come una squadra in solenne frenata. Eppure, tolta l’Inter delle vittorie in serie, rimane l’altra sola squadra fra le prime 10 del campionato a non aver perso nelle ultime cinque giornate. Ce n’è appena un’altra in tutta la serie A, il Monza. 

Il Corriere dello sport-Stadio racconta il profumo d’intesa dopo la cena di venerdì tra De Laurentiis e Spalletti. In programma un altro incontro. C’è ottimismo. Il tecnico non vuole chiarire i dettagli della chiacchierata. «Programmi? Quelli spettano alla società». De Laurentiis  offre un biennale con ritocco dell’ingaggio. Il divieto di trasferta è stato cancellato. La festa dei tifosi azzurri continua e comincia a delinearsi il domani

Antonio Giordano fa un punto su questo domani: Passione olandese. Il primo obiettivo è Koopmeiners, si legge nel titolo. Il centrocampista dell’Atalanta da anni nel mirino. A Bergamo piacciono anche Hojlund e Scalvini. Il Milan complica i piani per lo svincolato Kamada. Il ds Giuntoli attende ADL per chiudere con la Juventus

 

FIGURINE Oui, je suis Aureliò

Ci sono due pagine dedicate ad Aurelio De Laurentiis su L’Équipe, nella sezione domenicale che si chiama Cultura, a due giorni dall’inizio del festival di Cannes, per celebrare quello che i francesi chiamano il film più bello della sua vita

Quest’anno, durante il festival – scrive Roberto Notarianni – ADL, come viene soprannominato, dovrebbe restare nella sua villa di Beverly Hills, lontano dai palazzi di Cannes. In passato, sarebbe stato impensabile per suo padre Luigi, soprattutto per suo zio, il leggendario produttore Dino De Laurentiis.

L’Équipe ricorda i due film che la famiglia aveva in concorso alla prima edizione del festival, nel 1946 (Il Bandito di Alberto Lattuada e Le Miserie del Signor Travet di Mario Soldati), l’indimenticabile Riso Amaro di Giuseppe De Santis tre anni più tardi, il premio all’interpretazione a Giulietta Masina nel 1957 per Le notti di Cabiria di Federico Fellini. D’altra parte – scrive il giornale francese – la Palma d’Oro gli sarà sempre negata.

Ora, dice, pare improbabile che la vinca un giorno Aurelio con un suo cinepanettone, abbastanza distante dai film di Dino, cinque David, Oscar al miglior film straniero con La Strada più uno alla carriera. Ma è nel calcio che del resto Aurelio ne cerca. Il giornale racconta l’ascesa dalle aule della fallimentare fino allo scudetto con contestazioni dei tifosi, attraverso le testimonianze della giornalista Elisabetta Esposito della Gazzetta, di Maurizio Nicita [la Gazzetta], Adolfo Mollichelli [Il Mattino], dell’attore Alessandro Siani, dello scrittore Maurizio De Giovanni, che viene definito tuttora critico e che infatti nel suo intervento trova in De Laurentiis colpe imperdonabili, tipo che il club non ha sede a Napoli e la squadra si allena in un’altra provincia a Caserta, il suo rapporto con la nostra città è freddo, per di più vive a Roma. Forse forse mangia pure gli gnocchi. 

 

VOCI Mì son Galliani

 ➣  Come fece i primi soldi?

«Aprii uno stabilimento balneare a Vieste, sul Gargano; ma arrivarci in macchina era un’odissea. Divenni socio di un’azienda, Elettronica Industriale, e alla fine la comprai. Per prima cosa mi chiese come la pensavo».

 ➣  E lei?

«Risposi la verità: “Mio padre diceva che i comunisti mangiano i bambini, e io mi sono fermato lì”. Berlusconi si alzò, venne verso di me, pensai di aver fatto una gaffe. Invece mi abbraccia e mi fa: anche il mio papà diceva così!».

 ➣  Lei però rivela a Garlando che Agnelli intervenne per non farvi comprare Baggio.

«Quella volta a Torino andammo in elicottero. Pensavo che ci avrebbero abbattuto. Invece arriviamo a corso Marconi, c’è anche Romiti, e Agnelli ci chiede di rinunciare a Baggio, introduce anche discorsi extracalcistici…».

 ➣  Quali?

«La fusione tra Rinascente e Standa. Io capisco che Berlusconi ci sta ripensando e intervengo, alzo la voce. Agnelli mi richiama all’ordine: “Si calmi, non faccia così…”. Finì che Baggio andò alla Juve».

 ➣  Il primo Milan di Berlusconi arrivò all’Arena in elicottero, al suono della Cavalcata delle valchirie. Una roba un po’ da mitomani.

«L’elicottero fu un’idea di Berlusconi; la Cavalcata delle valchirie mia. Ricordavo Apocalypse Now: “Mi piace l’odore del napalm al mattino presto…” E pensare che nella mia vita mi sono dovuto ricredere su molti miti».

 ➣  Cioè?

«Da bambino all’oratorio vedevo “L’assedio dell’Alcazar”, con il colonnello Moscardò cui i comunisti avevano accecato la moglie e i figli, ma quando il caudillo Franco telefonava per chiedere: novità? rispondeva: no generale, nessuna novità. E poi da grande ho scoperto che i buoni, almeno ufficialmente, erano i comunisti. Da ragazzo vedevo i western con John Wayne che faceva strage di indiani, e ho scoperto che i buoni erano gli indiani. Da giovane facevo il tifo per gli americani in Vietnam, poi ho scoperto le stragi che avevano commesso…». – intervista di aldo cazzullo, Corriere della sera [per intero qui]

 

LETTURE Le tre città più cliccate del calcio

È una primavera meravigliosa, quasi come lo fu l’estate del ’21. L’etnia italica domina nel continente. Passa un brivido quando l’altoparlante scandisce marziale la difesa nazionale: Darmian-Acerbi-Bastoni. E l’ultimo chiuda la porta. Dicono che la vera finale di Champions si giochi tra Real e City, che il Siviglia abbia l’abbonamento all’Europa League, ma sono illazioni da disfattisti. Questo è l’anno del sottocane, dell’underdog, e se Napoli si è presa l’Italia, Milano e Roma possono ben prendersi l’Europa. Non ci vengano a raccontare che il successo sportivo non si trasmette all’economia e al sociale: quella è la regola, ma qui si fa l’eccezione. E poi due anni fa, d’estate, governava il cavaliere bianco, adesso c’è quello nero e Gigi Proietti ci ha ben spiegato la differenza. Facciamo finta di non aver capito niente, di non aver visto niente: non i bambini con la pistola, non il pensionato con la scacciacani, non il sindaco con una pezza gialla in mano, che faceva coreografia, ma anche un po’ pre-autunnale malinconia– di gabriele romagnoli, Repubblica.

 

  CHI VEDERE I giovanottini juventini contro Ballardini

Antonio Barillà su La Stampa scrive che stasera, da Szczesny a Vlahovic, tanti big scivoleranno in panchina – il centravanti entrerà probabilmente in corso d’opera -, saranno rispolverati bianconeri ultimamente nell’oblio come Kean e rilanciati ragazzi formati nella Next Gen: a destra, nel 3-5-2, è riatteso Barbieri, classe 2002, già in campo contro il Sassuolo. Ormai riferimenti costanti, invece, Fagioli, che proprio con la maglia della Cremonese ha completato l’apprendistato in Serie B, e Miretti. La rifinitura di oggi scioglierà gli ultimi dubbi, ma gli indizi lasciano immaginare anche l’esclusione iniziale di Chiesa e Di Maria con il varo della coppia offensiva Kean-Milik e di una linea difensiva inedita con Rugani al posto dell’infortunato Bonucci

 

GEEK   Michele  Tossani su Tuttosport spiega la risalita della Cremonese: “Ballardini ha impostato una formazione che pratica un calcio più semplice e meno moderno rispetto a quello con il quale i grigiorossi avevano approcciato la stagione. L’ex tecnico del Genoa ha infatti costruito una squadra guardinga, che cerca prima di tutto di coprirsi difensivamente per azionare poi il contropiede ogni qual volta se ne presenta l’occasione. Non stupisce quindi il fatto di trovarsi di fronte ad un undici estremamente verticale, come confermano i dati relativi al tempo medio di possesso per manovra offensiva (6.80sec.) e al numero di passaggi per azione d’attacco (2.54). A questi vanno aggiunti altri due indici che rendono bene l’idea della ricerca della verticalità da parte degli uomini di Ballardini. Si tratta della percentuale di palle lunghe giocate dal portiere (64%, contro il 52% del resto della massima serie, a testimoniare l’utilizzo di una costruzione diretta) e di quella relativa alle palle giocate in avanti (40%, a fronte del 38.45% del resto del campionato). Per quanto riguarda i misuratori del pressing, l’indice PPDA è il diciassettesimo in A (14.14) mentre la buildup disruption, che quantifica l’efficacia del pressing sul possesso avversario, è positiva anche se di poco (+0.11%). Non ci sono notizie della bilirubina. 

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