Il Real a disagio contro una squadra di D

SPAGNA

Il Real a disagio contro una squadra di D

 

Un gol di Rodrygo dopo 70 minuti alle corde. Un lampo ha salvato il Real Madrid dall’imbarazzo di una partita di Coppa con molte difficoltà contro un’avversaria di serie D, il Cacereno, che qualche giorno fa stava girando per il Nepal, ambasciatore del calcio in un progetto di cooperazione internazionale. Ancelotti ha presentato una squadra B, lasciando a casa otto titolari [Courtois, Carvajal, Kroos, Benzema, Modric, Alaba, Mendy e Vinícius]. Ha messo dentro diversi giocatori con pochi minuti nelle gambe, come Odriozola, Lucas, Nacho Hazard – alcuni non si vedevano da due mesi e mezzo. 

Un golazo di Rodrygo e niente più sintetizza Marca, mentre As mette in prima pagina la foto di Carletto che dà un bacio al suo don Rodrygo, proprio uno schiocco, per il giocatore che l’ha tirato fuori dal fango [parole di Luis Neto]. Esultanza alla Pelé per un omaggio, accuse allo stato del prato, disperazione per l’invisibilità di Eden Hazard – il cui scintillante talento dei giorni al Chelsea pare definitivamente perduto. In Belgio il quotidiano Het Nieuwsblad paragona questo suo lungo tramonto a quello vissuto dalla tennista Kim Clijsters, scrivendo che entrambi meritavano un finale più dignitoso. 

 

Il viaggio nei bassifondi del calcio oggi tocca al Barcellona, sul campo dell’Intercity, una squadra diversa – dice As – l’unica quotata in borsa in Spagna, con un curriculum di quattro promozioni in cinque anni. Per l’occasione lascia il suo stadio, l’Antonio Solana, e si trasferisce allo storico Rico Pérez di Alicante, dove sono attesi 30.000 spettatori, anche se nessuno sa per chi faranno il tifo. Far parte di una squadra di calcio non è la stessa cosa che far parte di una squadra come azionista, dice la filosofia dell’Intercity ma As si domanda quale possa essere il suo futuro in prospettiva, in una città che si identifica in modo profondo nell’Hérclues e dove a causa delle dimensioni, non è facile far coesistere due squadre

Il Barça ha sfiorato un altro imbarazzo, quando ha scoperto dalla federazione che il portiere Iñaki Peña, destinato a partire titolare per far riposare Ter Stegen, non poteva giocare nella casella degli Under 23. Un altro pasticcio burocratico a cui s’è posto rimedio al volo.

C’è un difensore centrale quasi nuovo di zecca, come dice stamattina la Vanguardia. È Ronald Araújo, pronto a tornare sulla scena dopo 109 giorni senza campo, ​​durante i quali lui si è operato a un tendine della coscia destra e Piqué si è ritirato. A Xavi non piace dare indizi sulla formazione. di solito non lo fa. Ma l’occasione lo meritava. La gioia di avere nuovamente a disposizione il difensore uruguaiano gli ha fatto infrangere una delle sue regole. Araujo è tornato. La Vanguardia scrive che la sua assenza è stata uno dei motivi del cammino deludente dell’Uruguay ai Mondiali. 

 

L’Atlético gioca invece a Oviedo, il campo dove nel 200 retrocesse in serie B. El País propone una bella intervista con l’allenatore Álvaro Cervera, un ideologo del difensivismo, esonerato l’anno scorso dal Cadice e dopo di allora per un po’ disgustato dal calcio. 

«Ho rifiutato il calcio, finché ho capito che il club, quelli che mi hanno licenziato, non erano la gente di Cadice, e il calcio non è quello. Il calcio è della gente, non è di chi gestisce le società».

La parte più interessante è quella in cui Cervera parla di come fa giocare le sue squadre e dell’ideologia egemone nel calcio contemporaneo. 

«Quando iniziamo tutti ad allenare, i libri che compriamo sono quelli di Menotti, di Guardiola, di Juanma Lillo, perché sono quelli che ci spiegano a parole cos’è il calcio e cos’è il bel calcio. Poi quando ti metti davanti ai tuoi giocatori, ti accorgi che quello che ti spiegano è molto bello, ma è anche molto difficile da realizzare. Infine arriva una terza parte: che è quello che sei. Io posso pure far giocare la mia squadra come giocano tutte le loro squadre, ma mi ritrovo più a perdere che a vincere. Forse sono io che non allenarle, non so spiegare il calcio come lo spiegano loro. E soprattutto: non ho i giocatori che hanno loro. A loro piace partire da dietro con il portiere. Io non mi ci vedo. A loro piace che i centrocampisti ricevano la palla con le spalle girate, a me no. A loro piace palleggiare dentro l’area, a me piace uscirne e velocemente. Arriva un momento in cui dici: io non sono come loro, ma posso vincere lo stesso. Devo trovare un modo mio, per vincere. Ed è quello che faccio.

«Il loro calcio mi piace, mi diverte, ma non sono capace di farlo, o non ho il tempo necessario per provare a farlo. Mi sento un irrequieto, mi piace di più l’altro modo di giocare. Li rispetto molto, li ammiro, li studio, li leggo, cosa che invece loro non fanno con noi. Ci hanno messo nell’angolo, ed è qui che sbagliano. Facciamo parte del calcio a pieno titolo. Non solo, ma noi, persone come me, altri più bravi di me, vinciamo lo stesso tante partite, vinciamo dei titoli. Il calcio è molto grande, ci si sta tutti, ci sono cose più belle e altre meno belle, ma ci sono diversi modi per vincere. Di certo c’è solo un Guardiola, gli altri sono imitatori. 

«È stata messa in piedi una storia attorno al calcio, per cui si può giocare solo in un modo. Nel calcio le cose vanno in modo semplice: c’è una squadra che gestisce la palla, ma non sempre il gioco, e ce n’è un’altra che pure senza palla si sente a suo agio. Ci sono alcuni che si sentono a proprio agio con la palla, altri come me che spesso – e lo ammetto – si sentono a proprio agio senza palla, purché io abbia l’avversario sotto controllo. Simeone per me è un punto di riferimento nel calcio. Come Guardiola, come Klopp. Dovevano fargli un monumento all’Atlético de Madrid, perché da quando c’è lui vendono giocatori a fior di milioni e ne comprano di grandi, lo stadio è pieno, i tifosi sono contenti, hanno vinto dei titoli». 

 

HASHTAG

Cristiano Ronaldo

Che in Arabia credeva di essere in Sudafrica 

 

«Non è la fine della mia carriera venire in Sudafrica». Il Telegraph è impietoso sulla gaffe con cui Ronaldo ha inaugurato la sua esperienza all’Al-Nasr in Arabia Saudita. Jeremy Wilson racconta la conferenza stampa senza domande, solo una breve, applausi frequenti alle dichiarazioni e persino un Siu gridato dal fondo della sala. Ronaldo ha insistito sul fatto di essere ancora richiesto in tutto il mondo, ma che la possibilità di far crescere il calcio in Arabia Saudita, in particolare tra le donne, è stata fondamentale per la sua decisione.  Nessun riferimento alla sua partenza dal Manchester United. Nessun accenno alla perdita del posto in Nazionale. Nessun pensiero per Lionel Messi. Al suo fianco l’allenatore Rudi Garcia si è molto scaldato per battere le mani, a sua volta. Immaginate Ferguson o Zidane al suo posto

Una volta in campo, Ronaldo ha detto ai tifosi di essere venuto per far crescere il club, prima di calciare alcuni palloni autografati sugli spalti ed essere raggiunto sul palco da sua moglie e dai quattro figli. Una delle avventure più improbabili del calcio ha avuto un inizio adeguatamente surreale.

Dall’antica terra rivale, la Catalogna, Joaquin Luna lo omaggia così su la Vanguardia: L’ego di Cristiano lo ha reso antipatico, ma è stato un marcatore leggendario. Ci mancherà. Beh, certo. Adesso sì. 

 

INGHILTERRA

L’inquietudine di Conte 

Il Tottenham ha vinto solo due delle ultime sette partite di Premier League. Dopo la sconfitta di domenica per 2-0 contro l’Aston Villa, Conte ha detto che la politica di mercato del club rende impossibile la concorrenza con avversari che spendono molto. 

Stamattina il Times riprende quelle parole, alla vigilia di una nuova partita in casa del Crystal Palace e aggiorna la situazione alla luce delle ultime frasi di ieri. «Mi chiedete se la sfida è vincere la Premier League o vincere la Champions League, ma non è questo il mio compito qui, in questo momento. Il mio compito è aiutare il club. Ora, se voglio restare qui, devo accettarlo. Oppure devo andare via».

Il contratto di Conte scade in estate. Durante i Mondiali ci sono stati degli incontri per parlare di rinnovo. Il Times scrive che Conte non è famoso per la sua pazienza. Non ha mai trascorso più di tre anni alla guida di un club e ha lasciato il suo precedente lavoro, all’Inter, dopo un disaccordo proprio sui trasferimenti. Ma il Tottenham ha sostenuto Conte sin dal suo arrivo. Sono stati ingaggiati Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski dalla Juventus nel gennaio dello scorso anno prima, spendendo circa 150 milioni di sterline per sette nuovi giocatori in estate, di cui 60 milioni per Richarlison.  Un po’più dell’Arsenal, un po’ più del Newcastle. 

 

in tv oggi ore 21 Sky: Crystal Palace-Tottenham

 

FRANCIA

Deschamps non ha ancora firmato

 

La Francia in questo momento è senza Ct. Didier Deschamps e la federazione non hanno ancora trovato un accordo per il rinnovo. L’Équipe non ha dubbi sul fatto che arriverà, stamattina ha dedicato la sua prima pagina alla vicenda, scrivendo che sia Deschamps sia Noël Le Graët sono intenzionati a proseguire il rapporto, ma ciascuno alle proprie condizioni. 

Il presidente sarebbe riluttante a proporre un mandato che vada oltre il 2024 e gli Europei in Germania, Deschamps intende firmare fino al 2026. Le Graët giustifica la sua posizione con la volontà di non andare oltre la durata del suo mandato, in scadenza tra un anno. Dice di non voler impegnare il suo successore con la propria decisione. 

L’argomento potrebbe essere valido – scrive Damien Degorre – se il dirigente bretone non avesse già prorogato il contratto di Deschamps per un periodo superiore al proprio mandato, nel marzo 2015, quando lo fece firmare fino ai Mondiali 2018, un anno dopo le elezioni fissate nel 2017

Dal canto suo, Deschamps non intende rivivere un grande torneo come in Qatar, dove le domande erano con insistenza concentrate sul suo futuro. L’Équipe racconta che la discussione fra le parti comprende anche la creazione di una figura – si direbbe un team manager – che faccia da raccordo tra la federazione e la squadra. 

Per il rientro a Parigi dal Qatar – leggiamo – era stato noleggiato un aereo Air France che disponeva solo di una trentina di posti in business, rispetto ai circa 70 del 2018. Non sono stati abbastanza per tutti i calciatori. Diversi familiari dei giocatori hanno occupato alcuni posti. Adrien Rabiot, Youssouf Fofana, altri tre o quattro calciatori si sono così trovati in Economica

 

IL NOME PIU BELLO

Aminata Diallo

 

Aminata Diallo ha lasciato la Francia. Ha firmato un contratto con il Levante, serie B spagnola, a quattordici mesi di distanza dall’inizio della vicenda Hamraoui. Il 16 settembre scorso era stata accusata di violenza aggravata e associazione a delinquere, nell’ambito delle indagini sull’aggressione all’ex compagna di squadra del PSG, Kheira Hamraoui, avvenuta il 4 novembre 2021. È stata incarcerata per cinque giorni, la sua carriera sembrava finita. La giustizia francese ha addolcito le misure restrittive alla sua libertà, cancellando il divieto di espatrio proprio per consentirle di continuare la sua professione.

Stamattina Diallo ne ha parlato in una lunga intervista co Syanie Dalmat per l’Équipe

|  «Fino al 18 luglio – dice – dal PSG mi hanno fatto credere che eravamo sulla buona strada per il rinnovo del contratto. Il 20 ho saputo che non sarebbe andata così. Ero disgustata: non perché non me lo allungassero, ma perché è stato fatto tutto all’ultimo minuto. Ho avuto bisogno di una pausa, mentalmente è stato un anno difficile. Ho subito molte ingiustizie, ero stufa. So che c’è ancora un’inchiesta, non faccio finta che non esista. Ma ho ripreso a poco a poco il corso della mia vita. Sono abbastanza fiduciosa. Ho dei buoni avvocati. Le cause giudiziarie procedono lentamente. Se mi soffermassi su questo, resterei bloccata nella mia vita. L’accusa è stata una benedizione, perché ci ha concesso di avere accesso al fascicolo. Ho potuto ottenere degli elementi per difendermi.  Il Levante mi aveva avvicinato fin dall’estate. Ho scelto questo club perché è competitivo. Conoscevo l’allenatore José Luis Sanchez Vera, da quando era all’Atlético Madrid nel 2021. È un po’ matto ma è molto bravo, conosce bene il calcio. Ha promesso di inserirmi in un contesto in cui mi divertirò di nuovo». 

Times: Timori per il West Bromwich in seguito al nuovo prestito da 20 milioni di sterline del nuovo proprietario” – Il club si trova in una situazione finanziaria precaria, con il suo proprietario cinese che ha contratto un prestito ad alto interesse pochi giorni dopo aver mancato una scadenza per rimborsare del denaro preso in prestito per una delle sue società. 

 

 

 

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