Perché il Rose Bowl è uno stadio diverso

Perché il Rose Bowl è uno stadio diverso

 

New York Times: A 100 anni, il Rose Bowl ha visto molti tramonti” – Lo stadio non dispone dei comfort moderni di molte arene più nuove. Ma lo sfondo della California meridionale lo ha reso un luogo adatto per grandi partite e altri spettacoli.

Billy Wiz ha scritto: Lo stadio sportivo moderno è qualcosa di simile a un enorme salotto, all’aperto o al chiuso che sia. Posti spaziosi, anche per chi non può permettersi le suite. Cibo gourmet. Gadget high-tech. Schermi video che hanno le dimensioni quasi del campo stesso. Il Rose Bowl non è così. Questo stadio-reliquia, con i suoi posti angusti, i tunnel stretti, il cibo bleah e la connessione irregolare, dimostra tutti gli anni che ha. Il suo centesimo compleanno è arrivato in ottobre. Ma ciò che i nuovi stadi possiedono in termini di comodità, raramente lo hanno nell’ambientazione. Sono spesso costruiti dove i terreni sono economici e disponibili – in genere parcheggi, aree industriali, quartieri degradati. Come a ogni inizio dell’anno, il Rose Bowl sarà al centro della scena oggi, quando l’Università dello Utah e la Penn State daranno il rituale calcio d’inizio alle 14 ora del Pacifico, liberi da tutto il resto delle attività collaterali che disturbano il panorama del football universitario, in così rapida evoluzione da minacciare l’esistenza del gioco che chiamiamo Il Nonno di Tutti

 

Terzo trauma cranico per Tagovailoa

Ma vuol tornare in tempo per i play-off

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  Washington Post: Nessuno di noi può proteggere Tua Tagovailoa dal suo sport… o da se stesso  ➔  Candace Buckner ha scritto: Non voglio più vedere Tua Tagovailoa su un campo di football. Il mio augurio è che annunci presto il suo ritiro, dopo quest’ultima commozione cerebrale. Con la sua famiglia amorevole affianco, spero dica qualcosa del tipo che vuole veder crescere il suo bambino, che vivranno felici e contenti alle Hawaii, come aveva promesso a suo nonno. Preferirei questa opzione ad altre scene orribili come quelle viste negli ultimi quattro anni. L’anca fuori posto, il naso sanguinante, la nuca che batte contro l’erba, le gambe traballanti da titolare nei Miami Dolphins, le sue dita contorte e piegate, il cervello e il corpo che incassano un altro colpo feroce. Ha solo 24 anni ma dovrebbe lasciare il gioco finché può. Non voglio più vedere Tua Tagovailoa giocare a football. Sarebbe fantastico se scegliesse di vivere una vita felice, sana, lontana da qualsiasi altro trauma cranico. Ma sto cercando di ricordare a me stessa che le sue decisioni autonome sulla sua carriera contano più della mia opinione. Anche se desidero altro, a Tua bisogna lasciare la libertà di percorrere la sua strada.

  Libération: Un collare magico o un miraggio?” – Commercializzato dallo scorso anno, il Q-Collar è sempre più indossato sul territorio americano. Potrebbe arrivare sul mercato europeo nel 2023, ma gli scienziati nutrono dubbi sulla sua efficacia

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