La mentalità da sciatore di Sinner

Una partita di distanza dalla finale di United Cup con gli USA

 

Gli USA aspettano o Grecia o Italia in finale di United Cup, e ci sono buone possibilità di esserci. Matteo Berrettini ha perso poco fa il suo singolare contro Tsitsipas, ma la Nazionale con Vincenzo Santopadre in panchina è avanti 2-1. Manca un punto, può arrivare da Lucia Bronzetti tra poco contro Despina Papamichail, la numero 158 del mondo. Oppure sarà decisivo il doppio misto. 

Se la semifinale ha preso una piega gloriosa, si deve a Martina Trevisan – che ieri è riuscita a battere Maria Sakkari in una partita durata tre ore.  

 

L’infortunio di Sinner in Adelaide

“Ha una mentalità da sciatore”

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Claudio Giuliani, dalla newsletter Warning legata a Ubitennis: Una prece: Sinner questo è. Ci sono giocatori che si infortunano di frequente perché chiedono tantissimo ad un fisico non proprio predisposto per questo sport, tipo Jannik appunto, che è sceso in campo solo 16 ore dopo la vittoria su Kokkinakis con poco tempo per recuperare quindi. Berrettini è della stessa parrocchia, Musetti no ad esempio. Sarà sempre così e non c’è molto che si possa fare. Già leggiamo in giro che “quando Sinner stava con Piatti non si infortunava”, non ci pare propriamente così. Ci pare però che il suo 2022 sia stato deludente, dopo quanto fatto prima. L’ha scritto l’Equipe e gli italiani non l’hanno presa bene. Ma guardate i risultati a confronto e non potrete che essere d’accordo con i francesi

 

Alessandro Nizegorodcew, Corriere dello sport-stadio: Sinner è un giocatore di rara generosità, che non conosce la paura ed è sempre pronto a lanciarsi sulla palla, anche in equilibrio precario, pur di conquistare il punto. Il rifiuto della sconfitta è una delle sue grandi armi ma, forse, anche uno dei suoi (attuali) problemi. Una mentalità da sciatore, quale è stato da juniores, o, più precisamente, da discesista. «Il problema è che Sofia Goggia, che mentalmente potremmo associare a Jannik Sinner, si rompe la mano si opera e può comunque sciare a vincere. Un tennista, se si fa male, non ha chance». Parola di Stefano Baraldo, preparatore fisico di grande esperienza che in passato ha lavorato, tra gli altri, con Flavia Pennetta e Potito Starace. «Questi ragazzi giocano tantissimo, probabilmente troppo, e il tempo per far rigenerare il corpo è spesso esiguo. Negli anni ho seguito tanti tennisti e migliaia di loro partite, ma il numero di volte in cui sono scesi in campo senza acciacchi le posso contare sulle dita di una mano. Non è facile per un preparatore, anche perché lo stress per questi giovani atleti è sia fisico che mentale. Le pressioni sono tantissime e non è sempre semplice affrontarle nella giusta maniera». 

 

Alcaraz non gioca a Melbourne

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New York Times: Il primo grande torneo di tennis dell’anno ha subito un duro colpo venerdì,  quando Carlos Alcaraz, il precoce numero 1 della Spagna, ha annunciato che si sarebbe ritirato dagli Australian Open per un infortunio alla gamba destra. 

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