Il colpo della Virtus a Barcellona

Il colpo della Virtus a Barcellona

 

75-83   Una settimana dopo aver battuto i turchi del Fenerbahçe, la Virtus è uscita dal cono d’ombra della sconfitta in campionato con Milano andando a vincere in casa del Barcellona, primo in Eurolega, nella Spagna dove Sergio Scariolo fa il Ct. Stamattina Bologna si è svegliata a una vittoria di distanza dall’ottavo posto che vale l’accesso alla fase finale. Lundberg 20 punti, Ojeleye 14. 

 Paolo Bartezzaghi sulla Gazzetta parla di serata indimenticabile. Domina in difesa, pur concedendo tanti rimbalzi offensivi, e quando il suo attacco inizia a stentare, ecco Milos Teodosic con tutto il suo genio. I 22 assist di squadra testimoniano la grande qualità in attacco.  Dario Cervellati sul Corriere dello sport-stadio sottolinea l’energia offensiva garantita da Lundberg, a riposo contro Milano, e da Ojeleye; soprattutto evidenzia l’energia difensiva come chiave della partita, soprattutto nell’ultimo quarto, giocato senza Mannion, uscito per infortunio ad una spalla.

 Walter Fuochi su Repubblica Bologna scrive che la Virtus sbanca qui e là: ieri sera, con una prova di inebriante bellezza. Guida la corsa 39′ su 40, la scava subito, la conserva, pare farsela scivolare tra le dita verso l’altrui superiorità, ma poi si ribella e la riprende con un finale strepitoso, scippando palle roventi nei minuti conclusivi dalle inebetite mani altrui

 Il Corriere di Bologna sottolinea che “Teodosic che nella volata finale si è caricato di peso la squadra sulle spalle, con giocate decisive da fenomeno.

 Eurodevotion si domanda se è possibile che la stessa squadra possa passare dal tonfo contro Milano alla vittoria di questa sera. Risposta: Sì, è possibile, soprattutto per una squadra come Bologna. Ovvero una squadra che non ha un roster con la profondità per sostenere gare di questo tipo ogni tre giorni. Qualcosa bisogna lasciare per strada, anche a costo di prendere qualche scoppola. E quindi bisogna scegliere quali partite provare a vincere più convintamente. Critiche per il Barcellona di Sarunas Jasikevius: Cambiano le stagioni e passano gli anni, ma sembra sempre lo stesso. Grande roster, incredibili margini di crescita e ottimi periodo di prestazioni che fanno pensare alla svolta decisiva. Poi puntualmente i blaugrana si sgonfiano e mettono in mostra i medesimi problemi. Poi l’assenza di Satoranky si è fatta sentire: oltre al playmaking, anche per la fisicità che riesce a dare nel reparto guardie. Però era un’assenza a cui i blaugrana potevano sopperire.

 

Milano in Grecia celebrando Messina

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Piero Guerrini su Tuttosport celebra la 500esima panchina di Ettore Messina in Eurolega. Un percorso cominciato il 3 ottobre 1991, con la vittoria della Virtus Bologna contro l’Aek Larnaca [88-109], 21 punti di ciascuno di Morandotti e Bon. Trentuno anni e tre mesi dopo, quella Coppa Messina l’ha vinta quattro volte, due a Bologna dove adesso lo fischiano, due con la CSKA Mosca. 

La precisione – scrive Guerrini – l’attenzione ai dettagli, dettagli che a volte solo lui ha visto per primo. Alcuni mantra intoccabili, l’etica e la vita di gruppo, il lavoro in palestre. Ancora più duro quando si perdeva. Ma soprattutto, sempre una chiarezza di idee e nell’esposizione da lasciarti a bocca aperta. E non soltanto su tecnica e gioco. Milano, la sua ultima creatura, per esempio è definita in tutta Europa una delle migliori tre per organizzazione, probabilmente la n. 1 nonostante il budget non sia il primo. C’è chi in questo difficile avvio di stagione l’ha considerato bollito. Uno dei più grossolani errori recenti sotto canestro. Messina con il suo staff e i ragazzi, ha continuato a lavorare. E ha riportato la barca in mare

 

in tv oggi ore 19 Sky: Olympiakos-Milano

 

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  PALLAVOLO 

 

|  voci Alessandro Michieletto, com’è strano essere alti 2 e 11

 ➣  Che momento è per i giovani d’Italia? 

«Nel nostro Paese c’è un’ottima scuola di pallavolo, a partire delle piccole società che sono indispensabili per il movimento. I ragazzi vanno poi in squadre più grandi, esperte, e il talento viene fuori. Dietro c’è un lavoro enorme della federazione». 

 ➣  Cosa può insegnare a uno della sua età? 

«Nulla. Devo imparare ancora molto io stesso. Magari posso essere un mental coach, che mi viene meglio. Sprono i compagni, li aiuto, do supporto morale. Bisogna lottare duro, credere sempre nelle cose».  

 ➣  Lei è alto 2,11. Le ha mai dato problemi? 

«È una cosa nuova, sono così alto solo da un paio d’anni e mi devo rendere ancora conto di come mi vedono gli altri. Non mi immagino tanto alto, è una cosa strana. Però problemi no, magari ci sono delle scomodità: i letti in hotel non sono molto lunghi, i viaggi in aereo poco comodi, a casa se non sto attendo picchio la testa. E poi vestiti, le scarpe…». 

  quando lo vediamo domenica Trentino-Piacenza

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