◇ Dicono che il tennis maschile abbia un problema. Diciassette degli ultimi diciannove Slam li hanno vinti ancora Quei Tre, come hanno fatto in cinquantasei dei sessantasei tornei giocati dal 2005 a oggi. La colpa, si sente in giro da un pezzo, è di questa NextGen che bla bla bla. Solo che allo stesso tempo dicono pure il tennis femminile viva un disagio. Quattordici titoli degli ultimi ventitré sono andati a giocatrici sempre diverse, che decadenza, manca una regina, manca Serena e anche quella Naomi mmm, non la conta giusta.
Così la stagione appena cominciata in Australia, nasce sotto il segno degli Scontenti, ascendente Viziati. Federer salterà il secondo Melbourne di fila, il quinto Slam degli ultimi sette. Non c’è Thiem, il primo che aveva osato spezzare la morsa e ne è rimasto stritolato. Nadal si è presentato con più dubbi che cicatrici, e le cicatrici non gli mancano.
Su Djokovic vale per il momento ancora tutto: sia che spunti all’ultimo istante una sorpresa per consentirgli di giocare l’Open sia che non si presenti e debba rinviare il pensiero stupendo del 21esimo Slam. Craig Tiley, il gran capo del torneo, sostiene che forse è troppo tardi per avere il serbo. In queste ultime ore il Sydney Morning Herald e The Age scrivono dall’Australia che il serbo ha bisogno di un miracolo per poter entrare nello stato di Victoria. I suoi compagni di Nazionale parlano di una richiesta di esenzione medica. Dusan Lajovic ha detto che Djokovic sta aspettando una decisione. Alcuni media serbi hanno riferito che la sua domanda è già stata respinta, altri indicano che sarebbe pronto per giocare. Il Dipartimento degli Affari Interni non ha voluto commentare la questione con il Sydney Morning Herald e anche il Victoria Health – che gestisce la vicenda – non ha risposto a richieste di commento fino a poche ore fa.
La certezza è che il regno di Serena è vacante. Le sorelle Williams non saranno in tabellone né l’una né l’altra, per la prima volta dal 1997. Il tennis è a tutti gli effetti in un nuovo mondo e ciascuno dei due circuiti cerca la propria via per non lasciare l’età dell’oro.
Eppure, a guardare numeri e statistiche, la WTA una regina l’avrebbe. Ashleigh Barty, la sua numero 1, è stata la quinta giocatrice della storia ad aver chiuso per il terzo anno di fila in testa alla classifica. Le altre quattro sono una bella compagnia: Steffi Graf, Serena Williams, Martina Navratilova e Chris Evert. Sempre loro cinque sono le sole nella storia a essere rimaste davanti a tutte per più di 100 settimane consecutive. Ma Ashleigh Barty non viene certo percepita come un’intoccabile. Non sembra nemmeno la donna forte che il tennis sta aspettando. Pam Shriver, 21 Slam vinti in doppio, tutti meno uno con Martina Navratilova, ha detto: «In realtà, penso che ci sarà una nuova numero 1. Non sono esattamente sicura di chi arriverà, forse una delle attuali prime cinque. Se guardo i punti in classifica, penso che la più probabile sia Garbiñe Muguruza. Oppure potrebbe essere Aryna Sabalenka, se supererà i suoi demoni».
Al sito WTA anche Navratilova ha indicato nella spagnola nata in Venezuela la prossima numero uno. «Penso a lei da quando ha vinto le finali di Guadalajara. Non solo per il successo ma per come si è comportata. La sua relazione con Conchita Martinez ora sta davvero dando buoni frutti. Conchita è una grande mente del tennis e la spingerà a diventare una giocatrice ancora più completa. Garbiñe lo vuole davvero. La sua vita personale è serena, ha un fidanzato che la sostiene e Conchita è fantastica. Sarei sorpresa se non vincesse uno Slam nel 2022».
Pronostico opposto su Emma Raducanu, la sorpresa degli US Open, la sola nel tennis – uomini inclusi – a far suo uno Slam arrivando dalle qualificazioni.
«Sarà difficile per lei quest’anno. La conoscono, tutte sanno cosa fare contro di lei. Ma soprattutto – dice Navratilova – ha bisogno di partite. Lei è un jolly. Ha la capacità di giocare un ottimo tennis. Può replicarlo in modo abbastanza continuo? La pressione sarà alta. Essere inglese significa stare sotto un enorme microscopio ed è difficile evitarlo. Vedremo. Anche tutta questa incertezza sul coach: il fatto che abbia lasciato andare l’allenatore che l’ha portata agli US Open è incomprensibile. Le uniche cose rimaste uguali sono il suo nome, lo sport che pratica e il suo agente. Tutto il resto intorno a lei è cambiato, e quando sei un adolescente già attraversi molti cambiamenti. Sarei sorpresa se fosse ancora nella top-20 alla fine dell’anno».
“Tra le outsider al via della stagione, scrive Alessandro Mastroluca sul Corriere dello sport-stadio – oltre alla spagnola Paula Badosa, che ha trionfato a Indian Wells vincendo la partita più bella della stagione contro Vika Azarenka, c’è spazio anche per la greca Maria Sakkari, potente e convinta dei propri mezzi”.
Il ritorno in campo di Naomi Osaka
Business class, volo Los Angeles-Australia. Naomi Osaka ha postato una foto di lei in volo con una t-shirt e il volto di Monna Lisa. L’enigma per definizione. Nessuno poteva sapere con esattezza che giocatrice avremmo trovato dopo le sole otto partite giocate (5 vinte) una volta lasciato il Roland-Garros a giugno. Naomi è tornata nella notte al torneo Summer Set 1 di Melbourne per la prima partita in quattro mesi. L’ha vinta in tre set contro Alize Cornet (6-4, 3-6, 6-3). È una città che le restituisce energie positive: 20 vittorie nelle ultime 21 partite giocate. Ha preso il primo set nonostante il 27% di percentuale con la prima di servizio – e senza concedere palle-break. Avanti 6-4, 3-1, Osaka ha iniziato a commettere alcuni errori non forzati e Cornet ha vinto cinque game di fila. Poi si è riorganizzata.
La ATP Cup: l’Italia ha battuto la Francia
6-3 7-6 per Sinner su Rinderknech, 6-4 7-6 per Berrettini su Humbert, vittoria in doppio per i due top-10 italiani in coppia per la prima volta. Così l’Italia ha battuto la Francia durante la notte nella seconda partita di ATP Cup. Vanni Gibertini per Ubitennis racconta che “Jannik Sinner ha fatto valere la sua maggiore caratura, quasi dominando il primo set nonostante la differenza nel punteggio alla fine sia stata un solo break, ottenuto al terzo gioco grazie a un doppio fallo finale del francese, ma in tutti i suoi game di battuta Rinderknech ha sempre fatto molta fatica a reggere il ritmo di Sinner”. Quanto a Matteo Berrettini, scrive che si è trattata di “una prestazione al servizio degna dei suoi giorni migliori il n. 1 italiano ha superato in due set un cliente scomodo come il talentuoso mancino Ugo Humbert (n. 35 ATP) mettendo a segno il 73% di prime palle con l’85% di trasformazione. Solo 13 punti ceduti in 11 turni di battuta e nessuna palla break concessa”.
Giorgio Spalluto, in diretta su Supertennis, ha sottolineato che per la prima volta in carriera Berrettini ha messo a segno 18 ace in un match vinto in 2 set.
Sulla Gazzetta di stamattina: dibattito sul peso del doppio. Discutono della formula alcuni ex nazionali di Davis. Paolo Bertolucci vorrebbe quattro singolari con i primi 4 di ogni nazione, Barazzutti preferirebbe tornare al vecchio, Nargiso darebbe un bonus di punti in singolare a chi gioca il doppio e Canè pensa che alla fine i singolaristi si convinceranno a praticarlo più spesso.
Per restare in corsa nella Coppa, all’Italia serve che la Russia batta l’Australia.
in tv oggi in corso Supertennis: Russia-Australia | 24 Polonia-Argentina | domani ore 6 Supertennis: WTA Adelaide | 7.30 Supertennis: Serbia-Spagna | 24 Sky e Supertennis: Russia-Italia | giovedì ore 6 Supertennis: WTA Adelaide | 7.30 Supertennis: Austria-Australia | 1 Supertennis: WTA Melbourne e Adelaide