Perché a Bristol non succede mai niente?

Perché a Bristol non succede mai niente?

Al quarto degli otto minuti di recupero, avanti per 2-0 e sul punto di vincere la sua seconda partita su 14, il Bristol Rovers ha preso gol e subito dopo il suo portiere Joe Day ha preso una botta alla testa. È dovuto uscire, al suo posto è entrato un olandesone alto due metri, e al minuto 97 e 33 secondi ha toccato per la prima e unica volta il pallone in tutta la partita, respingendo di pugno, lontano un calcio d’angolo e salvando la vittoria. 

Intanto, al settimo dei 10 minuti di recupero assegnati a Swansea, in Galles, il Bristol City segnava con Antoine Semenyo il suo terzo gol e metteva al riparo da ogni sorpresa il risultato, facendo in modo che per la prima volta in cinque mesi le due squadre della città vincessero contemporaneamente. Il Bristol City è 12esimo in B, il Rovers è 20esimo in C. Tutt’e due hanno cambiato da poco allenatore (rispettivamente Nigel Pearson e Joey Barton). I primi sperano ancora nei play-off promozione, i secondi devono salvarsi. Il Bristol City non ha mai vinto lo scudetto, mai vinto la Coppa d’Inghilterra e mai la Coppa di Lega. Il Bristol Rovers uguale, con una sola differenza: non è mai andato più su nella sua storia di un sesto posto in serie B nel 1959. Il City manca in A dal 1980. Esatto: la città di Bristol non ha mai ospitato una partita delle Coppe europee e non ha mai visto passare il campionato da quando si chiama Premier League. 

La rivista The Athletic ha scritto che Bristol è l’enigma del calcio inglese, un gran mistero che non combini un bel niente la città che è la settima più grande d’Inghilterra per popolazione (620 mila abitanti) e con una tradizione calcistica che risale al 1883. 

Per capirsi. La settima città di Germania è Düsseldorf (620 mila), dove il Fortuna sebbene in tempi remoti (1933) un titolo l’ha vinto, con due Coppe di Germania consecutive (1979 e 1980) e una finale di Coppa delle Coppe in Europa ai tempi gloriosi di Thomas Allofs. La settima città di Francia è Montpellier (277 mila), dove non solo sono una potenza storica nella pallamano ma nel calcio hanno vinto il campionato nel 2012 e due Coppe di Francia (1929 e 1990). La settima città italiana è Bologna (394 mila), che un tempo il mondo tremare eccetera eccetera, e sebbene sia ormai lontano, un tempo da 7 scudetti (ultimo: 1964) e 2 Coppe Italia (ultima: 1974) l’ha avuto. E comunque ha il basket. Solo la Spagna ha una settima città senza titoli, Murcia, ma nel 2008 era in serie A. 

Il caso di Bristol è unico in Europa. Così, indagando tra testimonianze varie, Michael Walker per The Athletic ha scoperto che la gente del posto chiama la propria città Planet Bristol per descrivere una certa flemma, un ritmo lento nei cambiamenti e nei processi decisionali collettivi, tanto che il titolo di un servizio della BBC nel 2014: Perché a Bristol non si costruisce mai niente?. Devastante al confronto con quanto succede a Cardiff, a 45 miglia di distanza. La percezione di Bristol, scrive The Athletic raccogliendo testimonianze, è quella di una città lenta e signorile, un piccolo posto tranquillo nel sud-ovest dove tutti bevono sidro. Dove si fa fatica ad attirare giocatori. Quelli del nord pensano che i prezzi delle case siano costosi. Il Rovers ha avuto però una svolta assai contemporanea quando cinque anni fa si è presentato a investire un uomo d’affari giordano, studi londinesi, Wael al-Qadi, che parla però di evoluzione e non di rivoluzione. Ha fatto costruire un nuovo campo di allenamento. Ha seminato speranze. Ma del proprio club i tifosi dicono che compra una lampadina se deve rifare i riflettori.  E l’enigma continua.

 

A Bristol voglio bene. Il mio professore di inglese, Simon Popock, era di Bristol, appassionato di calcio fino alla follia. Aveva centinaia di aneddoti e parlava un italiano con un impasto di accenti, compresa una venatura di dialetto napoletano. Quando andò a vedere al cinema Ricomincio da tre, gli domandai che cosa avesse capito. Rispose: se Troisi lo capiscono nel Nord Italia, lo posso capire meglio io. 

 

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