UN GOL AL GIORNO
DI FURIO ZARA
30 marzo 1994 | Cagliari-Inter 3-2
La metà dell’opera del girovago Criniti
Chiedi chi erano i Beatles ma anche no, allora va bene anche saperne di più su Antonio Criniti detto Totò che visse una sola notte, quella della semifinale di andata della Coppa Uefa 1993-94, Cagliari batte Inter 3-2 e il gol del pari che innesca la rimontona lo segna proprio lui. Marco Gaetani – riavvolgendo il film di quella partita – su Quattrotretre l’ha inquadrato così: “Antonio Criniti, il prototipo del numero 16 dell’epoca: la terza punta che stava a disposizione senza insidiare troppo la titolarità di due mostri sacri come Oliveira e Dely Valdes”. Cross di Napoli, capocciata vincente di Criniti, Zenga nulla può. Il gol vittoria lo segna subito dopo Pippo Pancaro. Premiate le mosse di Bruno Giorgi: sull’1-2 ha messo dentro Criniti e Pancaro al posto di Allegri e Bellucci.
♬ Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando/ In un marzo di polvere di fuoco/ E come il nonno di oggi sia stato il ragazzo di ieri
Stadio
Sull’Unità Ilario Dell’Orto scrive che “il Cagliari è a metà dell’opera”, ma è la metà di niente. Al ritorno l’Inter vince 3-0 e tanti saluti. Il calciatore Criniti era un girovago, cambiava squadra praticamente ogni anno. 18 squadre in vent’anni di carriera (4 gol in A, tutti col Cagliari), ultima tappa il Pescatori Ostia, il nostro aveva già 39 anni. Da una decina d’anni Criniti fa l’allenatore nelle serie minori. L’anno scorso è tornato in Sardegna, nei dilettanti, per allenare la Juniores del Bari Sardo. Con un lungo (ma lungo, eh) post su Facebook ha raccontato il suo entusiasmo certificando il suo amore per la Sardegna e ricordando – claro que sì – quel gol segnato a Zenga tanti anni fa. C’è un passaggio che dice tutto: «Barisardo per me è il Real Madrid». Viviamo di frasi fatte, questa è la verità.