Rooney eliminato da una squadra di sesta serie. Ma chi è Davide e chi è Golia? – Una voce inglese in difesa della VAR

Rooney eliminato da una squadra di sesta serie. Ma chi è Davide e chi è Golia?

  Non ci sono più le favole di una volta, quelle in cui riconoscevi chi erano i buoni e chi erano i cattivi. Biancaneve? Buona. La strega? Cattiva. Prendiamo il Chorley, squadra della sesta divisione britannica. La serie F. Si è qualificata per il prossimo turno di Coppa d’Inghilterra battendo per 2-0 il Derby County, che è in serie B ed è la squadra dell’immenso Wayne Rooney, giocatore-calciatore. Entusiasmo, squilli di tromba, sonata per polpastrelli e violini. La magia della Coppa d’Inghilterra. 

Alt, fermi tutti. C’è un problema. Il covid ha tolto di mezzo tutta la squadra del Derby, compreso Rooney, così sul campo dei dilettanti del Chorley si sono presentati solo dei ragazzini, una mista di Under 23 e Under 18. Il Daily Mail scrive che c’è stata una partita tra uomini con la barba piena e altri che non hanno neppure iniziato a radersi. Adulti contro ragazzi. Nessuno sapeva per chi tifare. Chi era Davide e chi era Golia? I più deboli erano i dilettanti di strada della sesta divisione, 83 posti sotto il Derby County nella piramide del calcio inglese? Oppure erano i poveri ragazzini?. Come diceva la filosofa Loredana Berté, dedicato ai cattivi, che poi così cattivi non sono mai. 

 

  opinioni Andate a dire agli insegnanti che vacciniamo prima i calciatori | Stiamo iniziando a sentirci un po’ come su un campo minato. Quelli di noi che amano il calcio, vedere le ragioni per continuare a giocare, per cercare di mantenere un’occasione di evasione, per rafforzare il morale del paese mentre il coronavirus diventa sempre più pericoloso. Ma quelli di noi che vogliono si giochi, devono essere onesti: sta diventando sempre più difficile giustificarlo. Io voglio ancora che il calcio vada avanti, perché credo nel fatto che sia una distrazione per alcune fasce della popolazione, un stimolo morale in tempi di difficoltà, una forma di intrattenimento popolare per la quale si fa un’eccezione. Ma ci stiamo avvicinando sempre di più a un punto di svolta in cui semplicemente questa cosa non funziona più. Se il calcio continua a essere devastato dal covid, deve fermarsi. Con l’aumentare dei numeri e man mano che sempre più club si trovano di fronte a diagnosi di coronavirus tra i loro giocatori, c’è il pericolo che continuare la competizione inizi a sembrare inappropriato e irresponsabile. Alcuni idioti tra i giocatori sembravano credere che le regole non si applicassero a loro, sono stati pure felici di pubblicizzare la loro ignoranza e la loro arroganza sui social, posando foto natalizie. Ciò ha causato un calo del sostegno pubblico. Non biasimo il presidente del Burnley che ha tentato di trovare una via d’uscita suggerendo di vaccinare i giocatori, ma non essere un suggerimento far saltare la fila ai calciatori. Non funzionerebbe mai e non sarebbe accettato. Provate a dirlo agli insegnanti che sono ancora nelle scuole e si prendono cura dei figli dei lavoratori. Provate a dire loro che i calciatori lo meritano di più. Provate a dire loro che l’evasione viene prima dell’istruzione

di oliver holt, Daily Mail

 

in tv oggi ore 14.30 DAZN: Chelsea-Morecambe | 14.30 DAZN: Manchester City-Birmingham City | 18 DAZN: Marine-Tottenham | 18.30  DAZN: Arsenal-Newcastle (Coppa d’Inghilterra) | 21 DAZN: Manchester United-Watford (Coppa d’Inghilterra)

 

Una voce inglese in difesa della VAR

    Mike avrebbe urlato: colpo di scenaaaa. Una voce nel deserto inglese si solleva per difendere la VAR. La voce di un arbitro, e quell’arbitro si chiama Michael Oliver. Esatto. Lui. L’uomo che al Bernabéu aveva un bidone al posto del cuore.

In una intervista con Oliver Holt per il Daily Mail non ha voluto parlare dell’episodio, scrive il quotidiano, un rigore evidente e una decisione semplice, eppure ciò non ha impedito a Oliver di essere denigrato dal portiere della Juventus Gianluigi Buffon e da parte dei media italiani. Sono seguiti rapidamente gli insulti. La moglie di Oliver, Lucy, anche lei arbitro, aveva un account su Twitter e gran parte della rabbia è arrivata a lei. «Va’ a lavare i piatti, ammazziamo tuo marito», «Devi morire», «Quel pezzo di merda di tuo marito deve morire». Per aumentare il divertimento, qualcuno ha urlato insulti attraverso la cassetta delle lettere

Senza alcun indugio, Oliver difende la VAR. «So che è diventato un’ossessione ma io sono favorevole. Se la eliminassimo domani all’ora di pranzo, otterremmo un fine settimana nel quale la gente griderebbe: questo con la VAR sarebbe stato rigore. Non appena la togli, la gente la vorrebbe indietro. Anche con la VAR, alla fine sono io che prendo la decisione in campo. E se la prima volta non mi sbaglio, non c’è motivo per cui la VAR sia coinvolta. Se posso andare a guardare un’azione su un monitor a bordo campo, ho anch’io una seconda possibilità

Direbbe Alessandro Borghese: posso confermare o ribaltare il verdetto. 

«Può essere solo un vantaggio. Ho diretto partite in passato, prima della VAR, nella quale guidavo verso casa ed ero l’unica persona che pensava fosse stato giusto fischiare un rigore. Quando poi scopri la verità è troppo tardi. Penso che la VAR abbia aiutato il gioco. Si prendono decisioni più giuste. Si ottiene il consenso dei giocatori. Se vai al monitor, i giocatori sono contenti perché hanno guardato due persone. L’hai visto dal vivo e al replay. In area di rigore non ci sono più così tante trattenute come tre o quattro anni fa, i giocatori sono consapevoli che è più probabile che vengano individuati e questa non può che essere una buona cosa».

Un’ultima cosa va detta. In Inghilterra Michael Oliver può dare un’intervista al Mail – come fa – dichiarandosi tifoso del Newcastle, e dicendo con un sorriso che in fondo lui i tifosi li capisce, perché «ogni decisione contro il Newcastle è sbagliata». 

 

Spagna

  La tempesta Filomena ha lasciato tracce sulla classifica del Real Madrid, che sul campo dell’Osasuna fatto di ghiaccio e neve ha chiuso sullo 0-0 con un solo tiro in porta. Alfredo Relaño, decano del giornalismo sportivo spagnolo, è critico su Diario AS nei confronti del club di Florentino Pérez quando scrive che avendo trascorso 4 ore in aereo bloccato a Baraja, con la facilità di tirare la pietra e nascondere la mano, il Real Madrid ha lanciato lamentele da tutti i mezzi sua a disposizione, e sono tanti. Un’occasione per screditare la Liga, a vantaggio della Superlega. Alla fine è decollato e ha dormito a Pamplona. Lascia intendere Relaño che da quel momento in poi il Real si aspettava che la partita sarebbe stata rinviata e invece si è giocato. L’Osasuna aveva il campo in buone condizioni, curato da lampade termiche e da un gruppo di operai efficienti che hanno ripulito la neve caduta nelle ultime ore. Il problema, secondo l’opinionista di Diario AS, non era il campo, ma aver messo Hazard titolare e spostato Asensio a destra, quando nell’ultima giornata aveva giocato benissimo sulla sinistra. 

 

  A Barcellona Messi s’è tolto lo spleen di dosso e ha ritrovato la voglia di segnare e sorridere. Che cosa voglia dire in prospettiva, si vedrà. Ha segnato la sua seconda doppietta consecutiva dopo due anni e Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta dello sport sottolinea che ha messo dentro una punizione interrompendo un periodo pessimo sui piazzati: non ne segnava uno da 23 partite e prima di ieri vantava un gol su 71 tentativi. Messi pare definitivamente ritrovato dopo mesi di depressione dentro e fuori dal campo, e ovviamente se Leo va il Barça lo segue con piacere. Un’altra doppietta l’ha fatta finanche Griezmann e in Liga non gli capitava dall’agosto del 2019. Il quotidiano catalano unisce la vittoria del Barça e il pareggio del Real con un titolo che si prende la pizzicata* e parla di Tempesta perfetta.

 

* prendersi la pizzicata = pungere con sottile ironia (voce popolare napoletana)

 

  Ivan Zazzaroni sul Corriere dello sport-Stadio nel suo commento parla di Barcellona a corto di liquidità e a caccia di fondi disposti ad acquistare almeno una fetta del club. Bloomberg, che ha visionato la bozza della proposta inviata a potenziali acquirenti, riferisce che il Barcellona cederebbe una quota tra il 30 e il 49% – advisor dell’accordo, Goldman Sachs (attendo smentite). Si tratterebbe della prima volta nella storia di un club totalmente di proprietà dei soci. Secondo il documento – lo riferisce l’Ansa – il Covid ha aperto una voragine nei conti: il debito è raddoppiato a quasi 500 milioni (488) mentre nel 2020 i ricavi sono calati di oltre 200 milioni.

All’interno Alessandro Giudice spiega che la mossa del Barça somiglia a un inatteso passo verso il modello tanto aborrito e laboriosamente (oltre che per concessione del governo) scongiurato. Diventare SpA renderebbe il club un asset contendibile, la cui maggioranza sarebbe acquistabile a colpi di milioni da investitori esterni.

 

la classifica Atlético Madrid 38, Real Madrid 37, Barcellona 34, Villarreal 32, Real Sociedad e Siviglia 30, Granada 24

 

in tv oggi ore 16.15  DAZN: Atlético Madrid-Athletic Bilbao | 18.30 DAZN: Granada-Barcellona | 21 Osasuna-Real Madrid | domenica ore 21 DAZN e DAZN1: Valladolid-Valencia

 

Germania

  Se il Bayern ha conservato il primo posto, deve ringraziare i più grandi rivali del Borussia Dortmund, andato a vincere 3-1 a Lipsia con un gol di Sancho e due di – risposta esatta – Haaland. Il suo allenatore Terzic ha contato 112 palloni persi dalla squadra, 110 dei quali nel primo tempo. 

Dopo il 3-2 con il Borussia Mönchengladbach, Oliver Fritsch su Die Zeit non ha risparmiato critiche alla difesa del Bayern, tra un mese avversario della Lazio in Champions, scrivendo che è facile da attaccare come il Capitol

 

la classifica Bayern 33; Lipsia 31; Leverkusen 29; Borussia Dortmund 28; Union Berlino e Wolfsburg 25, Borussia M’gladbach 24

 

  È finita la maledizione dello Schalke che non vinceva da trenta partite (gennaio 2020). La serie horror l’ha chiamata la rivista Kicker. Ha battuto 4-0 l’Hoffenheim, ha messo a rischio il suo allenatore Sebastian Hoeness e ha lasciato l’ultimo posto al Mainz. Tre gol li ha segnati Matthew Hoppe, 19 anni, alla terza presenza, il primo USA a riuscirci in Bundesliga: uno scavetto, un dribbling per aggirare il portiere, un altro tocco sotto.

Ancora una partita senza successo e lo Schalke avrebbe eguagliato il record del Tasmania Berlino (1965-66), il cui capitano d’allora Hans-Günter Becker ha raccontato a Die Zeit come andò quell’anno, quando lì per lì «non prendemmo così male il fatto di essere i più grandi perdenti di tutti i tempi». Il Tasmania era stato ripescato dopo l’esclusione dell’Hertha per irregolarità amministrative. «Era estate, eravamo tutti in vacanza. Alcuni erano in campeggio, altri all’estero. Io avevo prenotato con mia moglie e i due figli sul Mar Baltico, a Scharbeutz. Ci andiamo ogni anno, sempre per tre settimane. Stavo giocando a bocce con un vicino in spiaggia quando mi ha detto: – Cosa ci fai ancora qui? Devi tornare a casa. Aveva sentito alla radio che tutti i giocatori del Tasmania sarebbero dovuti rientrare immediatamente per l’inizio della Bundesliga. Rimasi sbalordito e chiamai il presidente: – Che cosa succede? Ho ancora 14 giorni di vacanza». A die Zeit che gli domanda come andò a finire, Hans-Günter Becker ha risposto: «Sono rimasto in vacanza per un’altra settimana. Avevo pagato». 

 

in tv oggi ore 15.30 Sky Sport Football: Augsburg-Stoccarda | 18 Sky Sport 1: Arminia-Hertha

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