L’inspiegabile Fortitudo che senza Sacchetti le vince tutte

  La Fortitudo ha vinto a Cantù 80-67 ed è sospettosamente un’altra squadra rispetto a quella che Sacchetti doveva maneggiare. Con Luca Dalmonte in panchina ha vinto 4 partite su cinque. Ieri le mancava un quintetto intero: fuori Fantinelli, Aradori, Saunders, Mancinelli e Happ. Fosse andata male – scrive stamattina Enrico Schiavina sul Corriere di Bologna – c’erano tutti gli alibi, invece arriva una vittoria schiacciante, persino misteriosa per la facilità con cui è maturata. I 67 punti subiti sono stati il minimo stagionale. La media delle cinque di Dalmonte in difesa scende a 72, mentre con Sacchetti erano 89.6. Secondo il Corriere di Bologna il merito di Dalmonte è negli equilibri inattesi con gerarchie chiare. La crescita dei presunti gregari è una conseguenza di questa chiarezza del sistema

Hanno esordito Balasso arrivato da Roma e il giovane Pavani. Toté ha segnato 19 punti. 

Ettore Messina festeggia le 500 panchine in carriera e Sandro Pugliese sul Giorno ricorda che la prima risale a quando esisteva ancora il Muro di Berlino, 24 settembre 1989, Virtus Bologna-Napoli 97-87. Una vittoria contro Pesaro di Repesa consegnerebbe il primo posto al termine del girone d’andata aritmeticamente all’Olimpia, con il vantaggio di essere testa di serie in Coppa Italia. Con la classifica così stretta come quest’anno – scrive il Giorno – non significa altro che l’occasione di un giorno di riposo tra quarti di finale e semifinale.

Varese è un cluster (12 positivi) e saggiamente la Lega rinvia la partita di Trieste. 

 

in tv oggi ore 17 Eurosport: Reggio Emilia-Sassari | 20.45 Rai Sport: Brescia-Cremona | 21 Sky Sport NBA: Detroit-Boston | 2 Sky Sport NBA: Chicago-Dallas

  «È dura stare fuori, non ci sono abituato. Penso però di dover prima imparare. Sono seduto in prima fila a guardare i migliori giocatori del mondo: li sto studiando . Negli ultimi giorni è tornato Draymond Green, un grande leader che vede in modo incredibile le partite: ogni volta che parla lui, o un altro veterano o uno dei coach, cerco di imparare più che posso». 

➣   E Steph Curry? «È surreale, tre anni fa ero al suo camp. Ma l’intera esperienza è surreale: divido lo spogliatoio con giocatori a cui mi ispiro fin da bambino. Ammetto che i primi giorni con Steph ero in adorazione. Lui ogni allenamento ha un paio di momenti in cui fa cose straordinarie. Per me è una delle migliori guardie di sempre: voglio imparare il più possibile». 

Nico Mannion intervistato da Davide Chinellato, la Gazzetta dello sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.